Le obbligazioni

Autore:Luigi Tramontano
Pagine:103-116
RIEPILOGO

1. Note introduttive. 2. La Convenzione di Roma del 1980. 3. La Convenzione dell’Aja del 1955. 4. La Convenzione delle Nazioni Unite del 1980. 5. Il reg. CE 17 giugno 2008, n. 593sulla legge applicabile alleobbligazioni contrattuali.

 
ESTRATTO GRATUITO
103
Capitolo 9
Reg.
593/2008
L. 975/84
Note introduttive
1
LE OBBLIGAZIONI
9
Le obbligazioni contrattuali sono in ogni caso regolate dalla Con-
venzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle
obbligazioni contrattuali, resa esecutiva con la L. 18 dicembre 1984, n.
975, senza pregiudizio delle altre convenzioni internazionali, in quan-
to applicabili anche alle obbligazioni contrattuali che, ai sensi dell’art.
1, comma 2, sarebbero escluse dal suo ambito di applicazione (art. 57, L.
218/1995).
In termini pratici la norma rende valide le regole della Convenzione di Roma
a quei rapporti che, pur essendo esclusi dal suo ambito applicativo, hanno
natura contrattuale in base all’ordinamento italiano e non risultano inclusi
in altre categorie previste dalla L. 218/1995, o in categorie previste da altre
norme di diritto internazionale privato contenute in norme comunitarie o
in convenzioni internazionali.
La Convenzione di Roma, a partire dal 17 dicembre 2009, è stata sostituita
dal Reg. 593/2008 (applicabile alle obbligazioni contrattuali in materia
civile e commerciale).
Detto regolamento attribuisce specifiche disposizioni per varie tipologie di
contratti chiaramente individuati. La tipologia di contratti non menzionati
deve essere regolamentata attingendo elementi comuni ai contratti espres-
samente disciplinati.
Tra i contratti espressamente disciplinati dal regolamento 593 segnaliamo
la disciplina sui rapporti di lavoro ed i contratti conclusi dai consumato-
ri.
In riferimento ai rapporti di lavoro che si sviluppano per certi aspetti oltre
i nostri confini, la dottrina non è univoca: vi sono i sostenitori di una chiu-
sura alle norme straniere richiamandosi al limite dell’ordine pubblico; altri
attribuiscono il diritto italiano in tema di lavoro a norme di “applicazione
necessaria”; altri asseriscono la necessità di applicare il criterio assunto nei
rapporti di lavoro in ambito di trasporto navale la cui disciplina è dello Stato
in cui il rapporto si svolge. (art. 9 del codice navale). Altri ancora sostengono
la necessità di richiamarsi al comma 2 dell’art. 62 L. 218/95.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA