Norma Fondamentale

Autore:Antonio Incampo
Pagine:141-152
 
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7. NORMA FONDAMENTALE
7.0. Accertato che la Grundnorm sia valida – esista, cioè, al
vertice dell’ordinamento –, dove poggia la sua validità? Sono due
problemi distinti sapere se una norma esista e quale sia il suo fon-
damento. Posso pure intuire l’esistenza di qualcosa, senza però sa-
perla spiegare. Dico, ad esempio: “Esiste qualche cosa” (in realtà
qualcosa deve pur esserci – magari lo stesso mio dubbio – se dubi-
to che qualcosa esista). Questo non equivale evidentemente ad a-
vere l’idea di ciò che fondi l’essere al posto del nulla. La stessa
cosa è per la norma fondamentale. Dico, anche in questo caso:
“Esiste la norma fondamentale”. Non basta, tuttavia, affermarlo,
per dimostrare su che cosa si basi la sua esistenza. So solo che essa,
in un modo o nell’altro, esiste realmente.
È un procedimento giuridico [Rechtsverfahren] di tipo sillogi-
stico quello che ci fa accertare la validità di norme in un ordina-
mento. Appare strettamente collegato allo schema di produzione
normativa [Rechtserzeugung]. Una norma, per essere valida, ri-
chiede un atto di creazione il cui significato giuridico è reso ogget-
tivo da una norma di grado superiore. Una norma, infatti, è prodot-
ta non da un atto qualsiasi, ma da un atto qualificato a sua volta da
una norma di competenza che riconosce ad un certo atto un potere
sufficiente a produrre altre norme. La norma di competenza è di
grado superiore rispetto alla prima, poiché ne determina la validità.
La prima in sostanza non può stare senza la seconda; non vicever-
sa. Lo abbiamo visto nelle pagine precedenti.
Lo schema per riconoscere la validità delle norme fa un cam-
mino inverso. Si parte da una premessa che contiene la norma di

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