n. 88 ORDINANZA (Atto di promovimento) 30 gennaio 2013 -

 
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IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE Ha pronunciato la presente sentenza sul ricorso numero di registro generale 946 del 2012, proposto dalla Societa' il Bagatto Sas di Valiani Alessandro &

C, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Paolo Mazzoli, presso il cui studio' e' elettivamente domiciliato in Roma, viale Parioli n. 44, contro: il Ministero dell'Economia e delle Finanze - Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, con la quale sono domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

sul ricorso numero di registro generale 6509 del 2012, proposto dalla. societa' il Bagatto Sas di Valiani Alessandro &

C, in persona del rappresentante legale pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Paolo Mazzoli, presso il cui studio e' elettivamente domiciliato in Roma, viale Parioli n. 44, contro: il Ministero dell'Economia e delle Finanze - Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, con la quale sono domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

A.S.S.I., in persona del suo legale rappresentante pro tempore;

per l'annullamento: quanto al ricorso n. 946 del 2012, della determinazione dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato prot. n. 2011/51060/Giochi/SCO/ Conc. 1019 in data 23 dicembre 2011, con la quale e' stato richiesto alla societa' ricorrente il pagamento della somma di euro 68.683,74, a titolo di integrazione dovuta fino al raggiungimento del minimo annuo garantito di cui al decreto interdirigenziale 10 ottobre 2003, per gli anni 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010, nonche' di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso;

quanto al ricorso n. 6509 del 2012, della determinazione dirigenziale dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato prot. n. 2012/27171/Giochi/SCO/ Conc. 1019 in data 15 giugno 2012, con il quale e' stato richiesto alla societa' ricorrente il pagamento della somma di euro 81.094,21, a titolo di integrazione dei minimi annui garantiti relativi agli esercizi 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011, nonche' di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso;

Visti i ricorsi ed i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Ministero dell'Economia e delle Finanze;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l'art. 36, comma 2, cod. proc. amm.;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2012 il dott. Carlo Polidori e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. Fatto 1. La societa' Il Bagatto - titolare (in forza di contratto di cessione di ramo di azienda stipulato con la societa' S.P.A.T.I. S.p.a.) della concessione c.d. "storica" per la raccolta di scommesse ippiche n. 1019 (ossia di una concessione rilasciata dal Ministero delle Finanze nel 1999) - con il ricorso n. 946/2012 in punto di fatto riferisce quanto segue: A) nell'anno 2006 il mercato del gioco e' stato rivoluzionato dall'apertura del canale della raccolta del gioco a distanza, sia per le scommesse su base ippica che per quelle sportive, perche' in forza del decreto legge n. 223/2006, convertito dalla legge n. 248/2006, sono stati indetti bandi di gara (c.d. "gare Bersani") per l'assegnazione di nuove concessioni, con conseguente aumento esponenziale dei concessionari della raccolta del gioco;

  1. la nuova disciplina ha significativamente inciso sul mercato, determinando una notevole diminuzione delle entrate per i concessionari storici, pur permanendo invariate le condizioni di cui alla convenzione di concessione dagli stessi sottoscritta;

  2. tale situazione ha indotto il legislatore a prevedere l'adozione delle c.d. misure di salvaguardia cui all'art. 38, comma 4, lettera l), del decreto legge n. 223/2006;

  3. la mancata adozione di tali misure di salvaguardia ha inizialmente indotto l'Amministrazione dei Monopoli (di seguito A.A.M.S.) a sospendere il versamento delle somme relative all'integrazione dei minimi garantiti per gli anni dal 2006 al 2009, perche' il giudice amministrativo ( T.A.R. Lazio Roma, Sez. II, 9 luglio 2009, n. 6521;

    idem, 28 luglio 2009, n. 7641) ha ribadito, in piu' di un'occasione che i provvedimenti di riscossione delle somme dovute a titolo di minimi garantiti non possono essere adottati prima della definizione delle misure di salvaguardia;

  4. sebbene quadro normativo sia rimasto invariato, l'A.A.M.S. con l'impugnata determinazione dirigenziale in data 23 dicembre 2011 ha richiesto il versamento dei minimi garantiti dovuti per gli anni dal 2006 al 2010, motivando tale richiesta con la considerazione che «non e' possibile individuare, allo stato, misure di salvaguardia ulteriori rispetto a quelle gia' individuate secondo i criteri delle procedure selettive indette nel corso del 2006»;

    1. Di tale provvedimento la societa' ricorrente chiede l'annullamento deducendo le seguenti censure: I) Violazione dell'art 7 e ss. della legge n. 241/1990;

    eccesso di potere per difetto di istruttoria. La presente censura e' incentrata sul fatto che il provvedimento impugnato non sia sto preceduto dalla comunicazione dell'avvio del procedimento. II) Violazione e falsa applicazione dell'art. 38, comma 4, lettera l), del decreto legge n. 223/2006, convertito dalla legge n. 248/2006, nonche' dell'art. 1-bis, comma 6, del decreto legge n. 149/2008, convertito dalle legge n. 184/2008;

    eccesso di potere per difetto di istruttoria. La presente censura e' incentrata, da un lato, sul fatto che l'A.A.M.S. abbia omesso di individuare le misure di salvaguardia previste dall'art. 38, comma 4, lettera l), del decreto legge n. 223/2006;

    dall'altro, sul fatto che le gia' minime garanzie (ossia vincolo delle distanze) previste dal decreto legge n. 223/2006 per i concessionari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 169/1998 siano state eliminate dall'art. 1-bis, comma 6, del decreto legge n. 149/2008. In particolare, quanto al primo aspetto, la ricorrente deduce che dall'art. 38, comma 4, lettera D, del decreto legge n. 223/2006 si evince che al mutato assetto normativo connesso all'entrata in vigore del decreto legge n. 223/2006 consegue l'obbligo di definire le modalita' di salvaguardia dei concessionari storici, come dimostra il fatto che il T.A.R. del Lazio con la sentenza n. 8520/2011 abbia affermato l'inapplicabilita' del decreto interministeriale del 10 ottobre 2003, con il quale era stato stabilito (prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 223/2006) il metodo di calcolo dei minimi garantiti. Quanto poi al secondo aspetto, la ricorrente deduce che l'obbligo, per i nuovi concessionari che si aggiudicavano i diritti del cd. "bando Bersani", di ubicare i propri punti di vendita nel rispetto delle distanze (rispetto ai punti vendita preesistenti) previste dall'art. 38, comma 4, lettere f) e g), del decreto legge n. 223/2006, costituiva di fatto una garanzia previsto a tutela dei concessionari storici;

    tuttavia tale obbligo e' stato eliminato dall'art. 1-bis, comma 6, del decreto legge n. 149/2008 e, quindi, allo stato non sussistono vincoli in tema di distanze, ne' diverse forme di tutela per i concessionari storici;

    III) Eccesso di potere per difetto di istruttoria, erroneita' nei presupposti, difetto di motivazione, illogicita' minifesta e lesione del principio del legittimo affidamento. La societa' ricorrente sostiene che il provvedimento impugnato non e' stato preceduto da una adeguata istruttoria perche': A) le somme richieste sono state quantificate in base ai criteri individuati con il decreto interdirigenziale del 10 ottobre 2003, sebbene lo stesso sia stato dichiarato inapplicabile dal T.A.R. del Lazio con la predetta sentenza n. 8520/2011;

  5. la stessa...

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