N. 351 ORDINANZA (Atto di promovimento) 19 marzo 2010

 
ESTRATTO GRATUITO

LA CORTE D'APPELLO Nella causa civile iscritta al numero di ruolo generale 1584/99, promossa da Fiore Naina Wanda, elettivamente domiciliata in Napoli, alla via Carlo De Cesare n. 64, presso lo studio dell'avv. Vittorio Villa, rappresentata e difesa dall'avv. Carlo La Sala, come da mandato a margine dell'atto di riassunzione, appellante;

Contro comune di Montoro Superiore, in persona del Sindaco pro tempore elettivamente domiciliato in Napoli, alla via S. Lucia n. 29, presso lo studio dell'avv. Ilaria Rocco, rappresentato e difeso dall'avv. Matteo Anzuoni, come da procura a margine della comparsa di costituzione e risposta, appellato.

Ha emesso la seguente ordinanza.

La Corte, letti gli atti, osserva.

In fatto Naina Wanda Fiore era proprietaria di un terreno sito nel territorio del Comune di Montoro Superiore, censito al catasto al f.

13, p.lla 34, esteso mq. 1321.

Il Commissario Straordinario di Governo per le zone della Campania e della Basilicata colpite dal sisma del 1980, con decreto dell'11 aprile 1981, emesso ai sensi dell'art. 3 della legge n.

874/80, dispose l'occupazione per due anni di una porzione di mq.

1190 di tale terreno in favore del Comune, per consentirvi l'insediamento provvisorio di prefabbricati mobili per i terremotati.

L'ente territoriale procedette alla presa di possesso del suolo il 25 aprile 1981.

Con citazione notificata il 27 gennaio 1990, la Fiore convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Avellino il comune di Montoro Superiore.

L'attrice espose che, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 80/84, il Commissario prefettizio del comune aveva deliberato di procedere all'esproprio del suolo occupato e che tuttavia la procedura, arrivata alla fase della determinazione ed offerta delle indennita' provvisorie, si era arrestata; che inoltre nel 1986 il Comune si era appropriato di fatto di altra porzione del medesimo terreno, che era stata utilizzata per la costruzione di una strada. Su tali premesse, chiese che il Tribunale adito, accertata l'esatta estensione di ciascuna delle due superfici occupate, condannasse l'ente territoriale convenuto: 1) al pagamento dell'indennita' di occupazione; 2) al risarcimento dei danni subiti per l'irreversibile trasformazione della porzione legittimamente occupata ma non espropriata; 3) al risarcimento dei danni per la perdita della porzione illegittimamente occupata. In subordine, per l'ipotesi di rigetto della domanda svolta sub. 2), chiese la condanna del Comune al pagamento dell'indennita' di esproprio.

Il Comune di' Montoro Superiore, costituitosi in giudizio, chiese il rigetto delle domande risarcitorie. Dedusse a sua difesa che l'area legittimamente occupata era stata espropriata dal Commissario Prefettizio il 20 marzo 1985 e nego' di aver proceduto all'occupazione sine titulo di un'ulteriore porzione del terreno;

eccepi' inoltre la prescrizione del diritto della Fiore al risarcimento dei danni.

In corso di causa fu disposta ed espletata una ctu, volta, fra l'altro, ad accertare il valore di mercato del fondo alla data di scadenza del periodo di legittima occupazione. Il tecnico incaricato dell'indagine, rilevato che il suolo, pur se classificato come agricolo nel piano di fabbricazione adottato dal Comune di Montoro Superiore, era ubicato a ridosso del centro cittadino, in una zona che possedeva tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche dei suoli edificatori, e che era sicuramente appetibile anche in vista di un suo possibile sfruttamento per fini diversi dall'edificazione, lo valuto' in L. 55.851 al mq. alla data del dicembre 1982.

Con sentenza del 6 maggio 1998, il Tribunale di Avellino: 1) dichiaro' che il Comune convenuto non era il soggetto titolare dal lato passivo dell'obbligazione di pagamento dell'indennita' di occupazione legittima; 2) affermo' che il decreto di esproprio del Commissario prefettizio, emesso in relazione alla porzione di terreno legittimamente occupata, era intervenuto dopo la scadenza del termine biennale previsto nel decreto di occupazione, sicche' non essendo invocabili le proroghe di legge, il suolo era stato acquisito al patrimonio comunale, in via di accessione invertita, a far data dal 24 aprile 1983; 3) in parziale accoglimento dell'eccezione svolta dal convenuto, rigetto' tuttavia la domanda di risarcimento del danno derivante dalla perdita per c.d. accessione invertita della ridetta porzione, in quanto prescritta; 4) ritenne provata l'avvenuta occupazione usurpativa da parte del Comune di una porzione del suolo, estesa mq. 175, della quale era stata disposta, ma non effettuata, la restituzione alla Fiore e che era stata utilizzata per la costruzione di una strada; 5) accolse per tale parte la domanda risarcitoria e, rivalutato al gennaio del 1986 (data dell'illecito), il valore del terreno stimato dal ctu (in tal modo determinandolo in L. 65.000 a mq.), condanno' il Comune a pagare alla Fiore per tale titolo la somma di L. 38.719.750, comprensiva degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sino alla pronuncia, oltre agli interessi legali sull'intera somma dal 6 maggio 1998 sino all'effettivo pagamento.

La sentenza, non notificata, fu tempestivamente impugnata da Naina Wanda Fiore, che con l'atto d'appello domando' l'accoglimento di tutte le domande formulate in via principale contro il Comune od almeno di quella svolta in via subordinata.

Il Comune di Montoro Superiore, costituitosi in giudizio, chiese il rigetto del gravame ed, in via di appello incidentale, domando' che venisse dichiarata prescritta anche la domanda risarcitoria accolta dal primo giudice o, in subordine, che il danno subito dall'appellante venisse liquidato ai sensi dell'art. 5-bis, comma 7-bis, del d.l. n. 333/92 convertito nella legge n. 352/92.

Con sentenza non definitiva del 1° marzo 2002 questa Corte, in composizione collegiale diversa da quella odierna: 1) respinse integralmente l'appello incidentale del Comune di Montoro Superiore;

2) in parziale accoglimento dell'appello principale ed in riforma della sentenza di I grado: 2.a) condanno' il Comune al pagamento della somma di L. 15.975.000 - comprensiva della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sino alla data della decisione - a titolo di risarcimento del danno subito dalla Fiore per la perdita di ulteriori mq. 131 di terreno, anch'essi occupati sine titulo dall'ente territoriale ed utilizzati per la realizzazione della strada, ponendo a base della liquidazione il medesimo valore del suolo - di L. 65.000 a mq. al gennaio del 1986 - assunto dal primo giudice; 2.b) osservo' che, per effetto dell'art. 6 della legge n. 80 del 1984, le originarie occupazioni provvisorie per requisizione gia' scadute erano state prorogate e trasformate in occupazioni finalizzate all'esproprio in favore degli enti territoriali; 2.c) affermo' che, ai sensi dell'articolo citato, il decreto di esproprio della porzione di suolo legittimamente occupata era intervenuto tempestivamente e che il Comune di Montoro Superiore era tenuto al pagamento sia dell'indennita' di espropriazione sia dell'indennita' di occupazione legittima - quest'ultima per il solo periodo intercorso dalla data di entrata in vigore della legge (19 aprile 1984) alla data di emissione del decreto (20 marzo 1985) - e che entro tali termini andava accolta la domanda di condanna svolta in via subordinata della Fiore.

Con contestuale ordinanza, il collegio decidente rimise la causa sul ruolo per l'espletamento di una seconda ctu, volta a verificare se, alla data...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA