n. 63 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 19 settembre 2018 -

 
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Ricorso ex art. 127 costituzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Generale dello Stato C.F. 80224030587, Fax 06/96514000 e PEC roma@mailcert.avvocaturastato.it, presso i cui uffici ex lege domicilia in Roma, via dei Portoghesi n. 12 nei confronti della Regione Sicilia, in persona del Presidente della Giunta Regionale pro-tempore per la dichiarazione di illegittimita' costituzionale dell'articolo 9, comma 6, della Legge Regionale Sicilia n. 10 del 10 luglio 2018, recante «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di stabilita' regionale. Stralcio I», pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n. 30 S.O. n. 30 del 13 luglio 2018, giusta delibera del Consiglio dei Ministri in data 6 settembre 2018. Con la Legge Regionale n. 10 del 10 luglio 2018 indicata in epigrafe, che consta di ventuno articoli, la Regione Sicilia ha emanato le disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018 (legge di stabilita' regionale stralcio I). In particolare, l'articolo 9, rubricato «Modifiche alla legge regionale 8 maggio 2018, n. 8», prevede, al comma 6, che «all'articolo 85 della legge regionale n. 8 del 2018 e' aggiunto il seguente: «1-bis. Gli enti di cui al comma 1 si iscrivono presso la piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti di cui all'articolo 9 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2». E' avviso del Governo che, con la norma denunciata in epigrafe, la Regione Sicilia abbia ecceduto dalla propria competenza statutaria, Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, «Conversione in legge costituzionale dello Statuto della Regione siciliana», e successive integrazioni e modificazioni, articoli 14 e 17, in violazione della normativa costituzionale, come si confida di dimostrare in appresso con l'illustrazione dei seguenti Motivi 1. L'articolo 9, comma 6, della Legge Regione Sicilia n. 10/2018 viola gli articoli 117, comma 3, e 81, comma 3, della Costituzione. 1.1. Occorre, innanzitutto, ricordare che l'articolo 14, contenuto nella Sezione I (che contempla le funzioni dell'Assemblea Regionale), Titolo II (che elenca le funzioni degli organi regionali) dello Statuto Speciale della Regione Sicilia, approvato con il R.D.L. 15 maggio 1940, n. 455 e successive modificazioni e integrazioni, riconosce una potesta' legislativa primaria della Regione nelle materie ivi elencate, ma la Regione deve rispettare, infatti, come espressamente prevede il primo comma del citato articolo 14, «le leggi costituzionali dello Stato». Il successivo articolo 17 che dispone che «l'Assemblea regionale puo', al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all'organizzazione dei servizi», nelle materie concernenti la Regione elencate nel medesimo articolo (fra le altre, alla lett. e), la disciplina del credito), prevede espressamente che debba essere esercitata in ogni caso «entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato. 1.2. L'articolo 9, comma 6, della legge Regionale Sicilia n. 10/18 citato, come si e' gia' detto supra, aggiunge il comma 1-bis all'articolo 85 della Legge Regionale 8 maggio 2018, n. 8, contenente le «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di stabilita' regionale». Il predetto articolo 85, al comma 1, prevede che «Per favorire lo smobilizzo di crediti vantati dalle imprese che abbiano realizzato forniture ai Consorzi e alle Societa' d'ambito posti in liquidazione, ai sensi della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 in seguito alla presentazione dell'istanza di certificazione presso la piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti, di cui all'articolo 9 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, i commissari liquidatori nominati ai sensi dell'articolo 919 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 certificano i crediti, ai sensi dell'articolo 1988 del codice civile, entro il termine di trenta giorni...

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