n. 3 RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE 28 agosto 2015 -

 
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Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato per il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici e' domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

Contro la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, in persona del Procuratore della Repubblica pro-tempore. Fatto 1.1. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia aveva proceduto ad indagini preliminari nei confronti dei signori Nicolo' Pollari e Pio Pompa, sulla base dell'ipotesi accusatoria che gli stessi, in concorso tra di loro (Pollari, nella qualita' di direttore del SISMI dal 15 ottobre 2011;

Pompa, nella qualita' di consulente del SISMI dal novembre 2001 e, poi, di dipendente del SISMI, dal 9 dicembre 2004 al dicembre 2006 quale direttore di sezione addetto all'ufficio del direttore), si sarebbero resi responsabili del reato di peculato continuato aggravato (articoli 314, 81 cpv., 61 n. 2, 110 c.p.), in Roma ed altrove, tra l'estate del 2001 ed il luglio del 2006, per essersi appropriati ed aver fatto uso di somme, di risorse umane e materiali del SISMI, utilizzandole per scopi diversi da quelli istituzionali;

in particolare Pompa avrebbe svolto, su richiesta e comunque con l'approvazione di Pollari, attivita' dirette ad acquisire ed elaborare informazioni da cosiddette fonti aperte, e da non meglio precisate fonti personali, ed a redigere analisi sulle opinioni politiche, sui contatti e sulle iniziative di magistrati, di funzionari dello Stato, di associazioni di magistrati anche europei, di giornalisti, di parlamentari, di movimenti sindacali, acquisendo, in tale contesto, tra, l'altro informazioni sulle indagini in corso presso la Procura della Repubblica di Milano per il sequestro di Abu Omar, per mezzo del giornalista Renato Farina (c.d. «agente Betulla»), cui veniva versato il compenso di almeno 30.000 euro, con l'aggravante di aver agito al fine di commettere o far commettere diffamazioni, calunnie e abusi di ufficio (capo A) della rubrica). Agli stessi si era contestato, inoltre, (capo B) della rubrica) di aver preso cognizione, nelle suindicate qualita', della corrispondenza elettronica all'interno della lista chiusa dell'associazione Medel, con conseguente nocumento alla riservatezza del dibattito all'interno dell'associazione, commettendo in tal modo il reato di violazione di corrispondenza continuata ed aggravata (articoli 110, 81 cpv., 616, primo comma, 61 n. 9 c.p.). Il fatto contestato al capo B) della rubrica era stato accertato in Roma il 5 luglio 2006 e la querela era stata depositata il 4 marzo 2008. Entrambi gli indagati, con memorie depositate in vista dell'interrogatorio ex art. 415-bis del codice di procedura penale, avevano eccepito che, al fine di difendersi dalle accuse loro mosse, avrebbero dovuto rivelare notizie coperte da segreto di Stato, in quanto inerenti agli interna corporis del SISMI. Il pubblico ministero, con distinte note datate 27 ottobre e 16 novembre 2009, aveva chiesto al Presidente del Consiglio dei ministri, a norma dell'art. 41 della legge n. 124/2007, di confermare il segreto di Stato con riferimento a quattro specifiche circostanze ritenute essenziali ai fini della definizione del procedimento. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con note del 3 e 22 dicembre 2009, aveva confermato il segreto di Stato su tutti i punti indicati nell'interpello del pubblico ministero (con riferimento, in particolare, ai «modi e forme dirette ed indirette di finanziamento per la gestione, da parte di Pio Pompa, della sede SISMI di via Nazionale n. 230 in Roma, allorche' il servizio era diretto da Nicolo' Pollari» e ai «modi e forme di retribuzione, diretta o indiretta di Pio Pompa e Jenny Tontodimamma, collaboratori prima e dipendenti poi del SISMI diretto da Nicolo' Pollari»). 1.2. A seguito di richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero in data 29 dicembre 2009, il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Perugia, con atto denominato «ordinanza-ricorso», di cui veniva data lettura in data 8 giugno 2010, aveva sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, in relazione alle note del 3 e del 22 dicembre 2009, con cui lo stesso aveva confermato l'esistenza del segreto di Stato sulle circostanze indicate nell'atto di interpello del pubblico ministero. Tale conflitto era stato definito da codesta Corte, con la sentenza n. 40 del 23 febbraio 2012, nel senso del riconoscimento della spettanza al Presidente del Consiglio dei ministri dell'emissione delle note in questione. Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Perugia, con sentenza del 1° febbraio 2013, aveva dichiarato non luogo a procedere nei confronti...

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