n. 280 ORDINANZA (Atto di promovimento) 24 giugno 2015 -

 
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IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Terza Ter) Ha pronunciato la presente, Ordinanza sul ricorso numero di registro generale 12186 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Milis Energy s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti prof. Francesco Saverio Marini, prof. Ernesto Sticchi Damiani, Andrea Sticchi Damiani e Diego Riva, elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma, via dei Monti Parioli n. 48;

Contro: Ministero dello sviluppo economico e Presidenza del Consiglio dei ministri, in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12, sono domiciliati;

GSE - Gestore dei servizi energetici s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti prof. Carlo Malinconico, Stefano Malinconico, Maria Antonietta Fadel e Antonio Pugliese, elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma, Corso Vittorio Emanuele II, n. 284;

Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, n.c.;

Per l'accertamento (ric.): del diritto di non esercitare alcuna delle tre opzioni di rimodulazione dell'incentivo per la produzione di energia elettrica fotovoltaica, previste dall'art. 26, comma 3, lettere a), b) e c), d.l. n. 91/2014;

del conseguente diritto di conservare le condizioni contrattuali stabilite nella convenzione stipulata con il GSE per il riconoscimento delle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici;

dell'insussistenza del potere del GSE di applicare l'art. 26, comma 3, lett. c), d.l. n. 91/2014 nel caso di mancato esercizio, entro il 30 novembre 2014, delle opzioni previste dal citato art. 26, comma 3;

dell'insussistenza del potere del G.S.E. di modificare termini e condizioni della convenzione stipulata con la ricorrente;

E per l'annullamento: (I mm.aa.): del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 17 ottobre 2014, recante individuazione dei criteri e delle percentuali di rimodulazione degli incentivi ai sensi dell'art. 26, comma 3, lett. b), d.l. n. 91/2014;

(II mm.aa.): delle «Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014» pubblicate dal GSE sul proprio sito internet in data 3 novembre 2014;

di ogni atto connesso, ivi incluso, in quanto occorrente, la deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico n. 504/2014/I/efr del 16 ottobre 2014, recante espressione di parere favorevole sullo schema del d.m. attuativo dell'art. 26, comma 3, lett. b), cit.;

Nonche' per la condanna: delle parti resistenti al risarcimento dei danni. Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti intimate;

Relatore nell'udienza pubblica del 19 marzo 2015 il cons. M.A. di Nezza e uditi i difensori delle parti come da verbale;

I) Rilevato in fatto. Con ricorso spedito per le notificazioni a mezzo del servizio postale il 3 ottobre 2014 (dep. il 9.10), la societa' in epigrafe, deducendo di essere proprietaria di due impianti fotovoltaici con potenza nominale superiore a 200kW, che fruiscono delle tariffe incentivanti riconosciute in base agli artt. 7 d.lgs. n. 387/2003 e 25, comma 10, d.lgs. n. 28/2011, con i termini e le modalita' stabilite in apposite convenzioni di diritto privato stipulate con il GSE il 18 settembre 2012 (come modificate il 28 luglio 2014, a seguito di provvedimento giurisdizionale, con riconoscimento delle tariffe di cui al d.m. 19 febbraio 2007), per un periodo di venti anni dalla data di entrata in esercizio degli impianti (dal 31 maggio 2011 al 30 maggio 2031), ha avanzato le domande di accertamento, di annullamento e di condanna riportate in epigrafe. Esposti gli argomenti a sostegno dell'ammissibilita' dell'azione di accertamento e illustrata la natura provvedimentale e autoapplicativa dell'art. 26, comma 3, d.l. n. 91/2014, la ricorrente ha denunciato l'illegittimita' costituzionale di questa disposizione per contrasto con gli artt.: 3 e 41 Cost.;

11 e 117, 1° comma, Cost., in relazione all'art. 1 Prot. addiz. CEDU;

11 e 117, 1° comma, Cost., in relazione agli obblighi internazionali derivanti dal Trattato sulla Carta europea dell'energia;

11 e 117, 1° comma, Cost., in relazione ai contenuti della dir. 2009/28/CE (conss. 14 e 25 e artt. 23 e 24 d.lgs. n. 28/2011);

77 Cost. Si sono costituite in resistenza le intimate amministrazioni statali. Con ricorso per motivi aggiunti spedito per le notificazioni a mezzo del servizio postale il 29 ottobre 2014, la parte ricorrente ha impugnato il d.m. 17 ottobre 2014, recante attuazione dell'art. 26, comma 3, lett. b), d.l. cit., prospettandone l'illegittimita' derivata. Depositate memorie dalla difesa erariale e dalla parte ricorrente, si e' costituito anche il GSE, che ha parimenti prodotto memoria. Le parti resistenti hanno eccepito l'inammissibilita' delle domande e hanno instato per la reiezione delle stesse nel merito. Con successivo ricorso per motivi aggiunti spedito per la notificazione a mezzo del servizio postale il 15 dicembre 2014, la parte ricorrente ha esteso l'impugnazione alle «Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014», pubblicate dal GSE sul proprio sito internet in data 3 novembre 2014 (nonche', in quanto occorrente, il parere dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas del 16 ottobre 2014). Alla suindicata udienza di merito, in vista della quale le parti resistenti hanno depositato memorie il giudizio e' stato discusso e trattenuto in decisione. II) Considerato in diritto. Definite con separata sentenza parziale - decisa in pari data e pubblicata - le questioni in rito (giurisdizione e ammissibilita'), per la soluzione della controversia e' necessario sottoporre al giudizio della Corte costituzionale, in via pregiudiziale, l'art. 26, comma 3, d.l. n. 91/2014, secondo quanto si passa a dire (ai nn. da 1 a 3 si dara' conto del contesto di riferimento, al n. 4 della rilevanza e al n. 5 della non manifesta infondatezza). 1. Quadro normativo relativo all'incentivazione della produzione elettrica da fonte solare. 1.1. Le direttive europee. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e' obiettivo rilevante delle politiche energetiche e ambientali europee. Essa trova collocazione nel contesto di favore sancito a livello internazionale dal Protocollo di Kyoto (Protocollo alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre 1997, di cui e' stata autorizzata la ratifica e disposta l'esecuzione con l. 1° giugno 2002, n. 120;

cfr. anche art. 11, comma 5, d.lgs. n. 79/1999 nella versione anteriore alle modificazioni di cui al d.lgs. n. 28/2011;

in Europa, il protocollo e' stato approvato con decisione del Consiglio 2002/358/CE del 25 aprile 2002), il cui art. 2, par. 1, lett. a), impegna le parti contraenti, «nell'adempiere agli impegni di limitazione quantificata e di riduzione delle emissioni [...], al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile», ad applicare o elaborare «politiche e misure, in conformita' con la sua situazione nazionale, come: [...] iv) Ricerca, promozione, sviluppo e maggiore utilizzazione di forme energetiche rinnovabili [...]». Con la dir. n. 2001/77/CE («promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'») il legislatore europeo, riconosciuta «[...] la necessita' di promuovere in via prioritaria le fonti energetiche rinnovabili, poiche' queste contribuiscono alla protezione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile», potendo «inoltre creare occupazione locale, avere un impatto positivo sulla coesione sociale, contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e permettere di conseguire piu' rapidamente gli obiettivi di Kyoto» (cons. 1, che sottolinea ulteriormente la necessita' di «garantire un migliore sfruttamento di questo potenziale nell'ambito del mercato interno dell'elettricita'»), ha affermato chiaramente che «la promozione dell'elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili e' un obiettivo altamente prioritario a livello della Comunita' [...]» (cons. 2;

come tale, essa costituisce «parte importante del pacchetto di misure necessarie per conformarsi al protocollo di Kyoto [...]») e ha ritenuto di intervenire attraverso l'assegnazione agli Stati membri di «obiettivi indicativi nazionali di consumo di elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili», con riserva di proporre «obiettivi vincolanti» in ragione dell'eventuale progresso rispetto all'«obiettivo indicativo globale» del 12% del consumo interno lordo di energia nel 2010 (cons. 7), ferma la possibilita' per ciascuno Stato membro di individuare «il regime piu' rispondente alla sua particolare situazione» per il raggiungimento degli «obiettivi generali dell'intervento» (cons. 23). Cio' al dichiarato fine di «garantire una maggiore penetrazione sul mercato, a medio termine dell'elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili» e ribadendo «gli impegni nazionali assunti nel contesto degli obblighi in materia di cambiamenti climatici contratti dalla Comunita' a titolo del protocollo di Kyoto» (conss. nn. 5 e 6). In coerenza con tali premesse, la dir. 2001/77 ha individuato all'art. 3 i menzionati «obiettivi indicativi nazionali» e ha conferito agli Stati membri la possibilita' di stabilire specifici «regimi di sostegno», demandando alla Commissione: par. 1, la valutazione della coerenza di questi ultimi con i principi in materia di aiuti di Stato (artt. 87 e 88 Trattato CE, oggi artt. 107 e 108 Trattato UE), «tenendo conto che essi contribuiscono a perseguire...

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