n. 263 SENTENZA 17 - 26 novembre 2014 -

ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito delle deliberazioni della Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Basilicata, 18 marzo 2014, nn. 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59 e 60, promosso dalla Regione Basilicata con ricorso notificato il 15 maggio 2014, depositato in cancelleria il 29 maggio 2014 ed iscritto al n. 4 del registro conflitti tra enti 2014. Visto l'atto di costituzione di Presidente del Consiglio dei ministri;

udito nell'udienza pubblica del 4 novembre 2014 il Giudice relatore Giancarlo Coraggio;

uditi l'avvocato Maurizio Roberto Brancati per la Regione Basilicata e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto in fatto 1.- La Regione Basilicata, con ricorso notificato in data 14/15 maggio 2014, depositato il successivo 29 maggio ed iscritto al n. 4 del registro conflitto tra enti del 2014, ha promosso conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione alle seguenti deliberazioni della Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Basilicata, del 18 marzo 2014, aventi ad oggetto il controllo sui rendiconti presentati dai gruppi consiliari regionali relativamente all'esercizio 2013: 1) n. 51/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo PD;

2) n. 52/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione della regolarita' del rendiconto del gruppo consiliare SEL;

3) n. 53/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione della regolarita' del rendiconto del gruppo consiliare IAL;

4) n. 54/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione della regolarita' del rendiconto del gruppo consiliare IDV;

5) n. 55/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo PU;

6) n. 56/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo Misto;

7) n. 57/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo PDL;

8) n. 58/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo UDC;

9) n. 59/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione dell'irregolarita' del rendiconto del gruppo MPA;

10) n. 60/2014/FRG, di accertamento e dichiarazione della regolarita' del rendiconto del gruppo PSI. Secondo la ricorrente tali deliberazioni sarebbero lesive degli artt. 114, secondo comma, e 117 della Costituzione, in relazione alla sua autonomia istituzionale e legislativa, dell'art. 119 Cost., in relazione all'autonomia finanziaria, degli artt. 121 e 123 Cost., in relazione all'autonomia statutaria e del Consiglio regionale, nonche' «di quelle prerogative aventi fondamento nello statuto regionale (artt. 11, 15 e 21) e nella legge regionale 2 febbraio 1998, n. 8» (Nuova disciplina delle strutture di assistenza agli organi di direzione politica ed ai gruppi consiliari della Regione Basilicata). 1.1.- Premette la ricorrente che - in forza dell'art. 1, commi 9, 10, 11 e 12, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonche' ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 dicembre 2012, n. 213 - e' rimesso alla Corte dei conti il controllo sui rendiconti presentati dai gruppi consiliari regionali;

competenza, questa, riconosciuta anche dalla legge della Regione Basilicata 21 dicembre 2012, n. 28 (Recepimento d.l. 174/2012 convertito nella legge 7 dicembre 2012, n. 231. Modifiche alla legge regionale 2 febbraio 1998, n. 8). La Corte costituzionale, con la sentenza n. 39 del 2014, prosegue la Regione Basilicata, avrebbe chiarito che il controllo in questione non lede l'autonomia dei gruppi consiliari, poiche' il legislatore ha previsto, in un'ottica «collaborativa», un'analisi obbligatoria di tipo documentale che, pur non scendendo nel merito dell'utilizzazione delle somme, e' volta a verificare la prova dell'effettivo impiego in conformita' al modello predisposto in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. 1.2.- Cio' premesso, deduce la ricorrente che le deliberazioni impugnate, benche' giungano a esiti differenti, sarebbero sorrette da un identico approccio metodologico, dal momento che la sezione regionale...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA