n. 247 ORDINANZA (Atto di promovimento) 14 luglio 2016 -

 
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ORDINANZA Nella causa sub. Rg. n. 148/13 promossa in appello con ricorso depositato in data 27 febbraio 2013, da Elica S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa giusta mandato a margine del ricorso in appello dall'avv. Maurizio Boscarato del foro di Ancona e Sandro Fabris del foro di Padova e con domicilio eletto presso lo studio di avv. Fabris in Padova, via Nicolo' Tommaseo, 56, appellante;

contro Aiboudi Hicham, Aiboudi Issam, Baesso Tiziana, Boghian Corina, Buruiana Teodora, Dalan Arianna, Dinu Ana Maria, Ghetau Nela, Giacomazzo Nicoletta, Giacon Elena, Giacon Enrico, Giacon Marta, Giora Caterina, Haida Bouzekri, Lumniczki Tunde Roberta, Nitu Alina Anica, Plugariu Maria Ramona, Segato Sonia, Silvestri Jennifer, Valerio Consuelo, Alikhbari Elhaj, Carraro Marianna, Mazzolin Ilenia, rappresentati e difesi tutti per mandato speciale a margine del ricorso di primo grado dagli avv.ti Maria Luisa Miazzi, Francesco Rossi, con domicilio eletto presso lo studio di avv. Abram Rallo in Mestre Galleria Matteotti n. 9, appellati;

La Corte nella composizione di cui al verbale dell'udienza del 16 giugno 2016, a scioglimento della riserva ivi assunta, cosi' provvede: I n F a t t o Con atto di appello depositato in data 27 febbraio 2013 la societa' Elica S.p.a., insta per la riforma della sentenza di primo grado con cui il giudice del lavoro di Padova in accoglimento della domanda proposta da alcuni lavoratori ex art. 29 decreto legislativo n. 276/03, l'ha condannata al pagamento di somme non corrisposte dalla loro datrice di lavoro Gisan Assemblaggi. Infatti in primo grado con ricorso depositato in data 16 aprile 2009, i lavoratori appellati, premesso di essere stati dipendenti della Gisan Assemblaggi che aveva provveduto al loro licenziamento nel 2007, per cessazione dell'attivita' aziendale, ed era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Padova con sentenza n. 50/08 del 22 aprile 2008, di aver sempre operato in via esclusiva in appalti in favore della societa' Fox S.p.a. poi fusa per incorporazione con Elica S.p.a., eseguendo il montaggio di cappe aspiranti prodotte dalla Fox nello stabilimento di Padova, di essere stati licenziati in data 10 maggio 2007 per cessazione dell'attivita' aziendale e che all'atto della risoluzione del rapporto erano creditori di somme a titolo di retribuzione relative ai mesi di aprile e maggio 2007 ratei retribuzioni differite, indennita' sostitutiva di ferie e permessi, tfr e preavviso, che per tali crediti erano ammessi al passivo di Gisan, avevano convenuto in giudizio la Fox ora Elica S.p.a. quale responsabile in solido con l'appaltatrice ex art. 29 legge n. 276/03. La societa' si costituiva in giudizio eccependo che con la Gisan era intercorso dapprima un rapporto di affitto di ramo di azienda, poi un rapporto di subfornitura, risolto consensualmente in data 13 aprile 2007 prima della scadenza;

eccepiva quindi l'improcedibilita' dell'azione per tardivita' e decadenza, nonche' la cessazione della materia del contendere essendo intervenuto l'INPS con il fondo di garanzia. Il giudice, detratte le somme versate dall'INPS a titolo di tfr e ultime tre mensilita', condannava la societa' al pagamento delle somme residue pari ad euro 27.174,51 per capitale oltre ad interessi e rivalutazione, ritenendo trattarsi comunque di rapporto di appalto con estensione della tutela di cui all'art. 29 legge n. 276/03. Avverso la sentenza proponeva appello la societa' Elica con richiesta di restituzione delle somme corrisposte, per i seguenti motivi: 1) erroneita' del giudice nel ritenere che il rapporto contrattuale tra le parti fosse di appalto in ragione della fornitura dei materiali da parte della stessa appaltante assumendo che trattavasi per contro di tipo contrattuale diverso ed in particolare contratto di subfornitura;

2) erroneita' del giudice che avrebbe comunque ritenuto estensibile la tutela di cui all'art. 29 anche all'ipotesi subfornitura quale sub-specie di contratto di appalto;

3) erroneita' della sentenza per non avere dichiarato decaduti i lavoratori posta la tardivita' della produzione in prima udienza della richiesta di convocazione della DPL e comunque la sua irrilevanza in difetto di prova di ricezione, oltre alla circostanza che l'appalto era stato risolto in data 13 aprile 2007 e che pertanto il ricorso depositato in data 16 aprile 2009 era tardivo;

instava altresi' la societa' appellante per ottenere con la riforma della sentenza di primo grado anche la...

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