n. 214 ORDINANZA (Atto di promovimento) 28 dicembre 2015 -

 
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IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Terza Ter) Ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso numero di registro generale 14795 del 2014, proposto da: Zetasolar S.r.l., Eldan S.r.l. ed Eurocomponents S.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentate e difese dagli avv.ti Romina Zanvettor e Maria Bruschi, elettivamente domiciliate presso lo studio dell'avv. Roberto Colagrande in Roma, viale Liegi n. 35/B;

Contro Ministero dello sviluppo economico, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12, e' domiciliato;

Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Autorita' per l'energia elettrica e il gas, GSE - Gestore dei servizi energetici S.p.a., n.c.;

Nei confronti di Vrg Wind 840 S.r.l.;

per l'annullamento: dei decreti del Ministero dello sviluppo economico del 16 ottobre 2014 e del 17 ottobre 2014, con relativi allegati e tabelle, riferiti, rispettivamente, ai commi 2 e 3, dell'art. 26, decreto-legge n. 91/2014, convertito con legge n. 116/14;

del parere, datato 16 ottobre 2014, dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, n. 504/2014/I/EFR sullo schema di decreto recante i criteri per la rimodulazione degli incentivi spettanti per gli impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore ai 200 kW;

delle Tabelle contenenti i valori dei coefficienti di rimodulazione (1-Xi) da moltiplicare ai previgenti incentivi (I old) sulla base di quanto previsto dall'Allegato 1 del decreto ministeriale 17 ottobre 2014 nel caso di scelta dell'opzione b) individuata dall'art. 26, comma 3, cit., pubblicate sul sito web del GSE in data 28 ottobre 2014;

delle «Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014», pubblicate sul sito web del GSE in data 3 novembre 2014;

di ogni altro atto connesso, preordinato e consequenziale ai precedenti impugnati, ivi compreso il decreto legge 24 giugno 2014 n. 91 e la legge di conversione;

previa disapplicazione: dell'art. 26 legge n. 116/2014, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche' per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea, per violazione dei principi della direttiva 2009/28/CE e dei principi generali del diritto comunitario di tutela dell'affidamento, della certezza del diritto, della parita' di trattamento;

in subordine, previa rimessione alla Corte di giustizia UE dell'interpretazione pregiudiziale ai sensi dell'art. 267 Trattato sull'Unione europea (ex art. 234 TCE), della conformita' del suddetto art. 26 e dei decreti ministeriali 16 ottobre 2014 e 17 ottobre 2014, ai principi di diritto comunitario e alle norme della direttiva 2009/28/CE;

ovvero, in alternativa, previa rimessione alla Corte costituzionale della questione di legittimita' costituzionale di detto art. 26, per violazione degli articoli 2, 3, 24, 25, 41, 42, 77 e 97 Cost. e/o per violazione degli articoli 11, 113 e 117, 1° comma, Cost. Visto il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti intimate;

Relatore nell'udienza pubblica del 25 giugno 2015 il cons. M.A. di Nezza e uditi i difensori delle parti come da verbale;

I) Rilevato in Fatto Con ricorso spedito per le notificazioni a mezzo del servizio postale il 14 novembre 2014 (depositato il 27.11), le societa' Zetasolar, Eldan ed Eurocomponents, dichiarando di essere ciascuna titolare di un impianto fotovoltaico di potenza superiore ai 200 kW ammesso a godere delle tariffe incentivanti previste dal decreto ministeriale 5 maggio 2011 (IV° conto energia) in base a specifiche convenzioni stipulate con il GSE per un periodo di venti anni decorrenti dalla rispettiva data di entrata in esercizio (dal 2011 al 2031), illustrati gli effetti pregiudizievoli dell'art. 26, decreto-legge n. 91/2014 (qualificabile come legge-provvedimento in presenza dei presupposti del «numero determinato di destinatari» e del «contenuto particolare e concreto») e degli inerenti provvedimenti attuativi, hanno contestato tale intervento normativo prospettando i seguenti motivi. I. Violazione e falsa applicazione degli articoli: 23, commi 1 e 2, nonche' 25, commi 10 e 11, decreto legislativo n. 28/2011;

1, comma 2, 6, comma 4, e 12, comma 5, decreto ministeriale 5 maggio 2011 e 20 decreto ministeriale 5 luglio 2012;

1 decreto-legge n. 145/2013, convertito in legge n. 9/2014;

1321 e 1372 del codice civile;

violazione dei diritti quesiti;

violazione della garanzia dell'equa remunerazione dei costi di investimento prevista dall'art. 24, comma 2, decreto legislativo n. 28/2011;

violazione del divieto di retroattivita' di cui all'art. 11 preleggi;

eccesso di potere per irragionevolezza e contraddittorieta';

ingiustizia manifesta, disparita' di trattamento e discriminazione;

eccesso di potere. Violazione del principio di leale collaborazione e dell'art. 76 Cost.;

violazione del diritto di partecipazione al procedimento e del giusto procedimento;

violazione degli articoli 2, 3, 7, 8 e 10 legge n. 241/90;

difetto di istruttoria;

carenza di motivazione e di istruttoria;

sviamento di potere per contraddittorieta' in atti:

  1. Violazione dei diritti quesiti e divieto di irretroattivita': l'art. 26 avrebbe inciso su rapporti di durata cristallizzati in contratti di diritto privato (convenzioni) col GSE, venendo pertanto a ledere in modo consistente l'affidamento degli operatori;

il vulnus arrecato alla posizione dei produttori sarebbe aggravato dalla diversa scansione temporale delle modalita' erogative (26, comma 2), non risultando le nuove misure nemmeno compensate dalla possibilita', prevista dall'art. 26, comma 5, ma ancora incerta (per l'assenza, allo stato, dei necessari provvedimenti attuativi) di accedere ai finanziamenti bancari;

B) Violazione dei principi partecipativi e del giusto procedimento: sarebbero stati violati tutti i principi partecipativi, di trasparenza, del buon andamento della p.a. e del giusto procedimento costituzionalmente garantiti dall'art. 97 Cost., atteso che anche le leggi-provvedimento dovrebbero conformarsi alle regole di fondo dell'azione amministrativa (partecipazione degli interessati e obbligo di motivazione);

C) Violazione del principio di parita' di trattamento e di imparzialita': l'art. 26 sarebbe intervenuto in modo discriminatorio nei confronti dei soli impianti fotovoltaici, mentre l'art. 1 decreto-legge n. 145/2013, riferibile a tutti gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, avrebbe concesso agli interessati una facolta' di scelta del regime cui sottoporsi, in modo da consentire la salvaguardia degli investimenti in corso;

  1. Violazione dei principi comunitari della tutela dell'affidamento e certezza del diritto e della direttiva 2009/28/CE. La normativa e gli indirizzi europei in materia di fonti rinnovabili precluderebbero al legislatore nazionale di introdurre disposizioni peggiorative in materia di energia elettrica rinnovabile e di regimi di sostegno, le quali lederebbero i principi di tutela dell'affidamento e di certezza del diritto;

    l'art. 26 decreto-legge n. 91/2014 sarebbe in contrasto con tali canoni, avendo introdotto misure retroattive tali da sovvertire le condizioni iniziali di investimenti gia' realizzati, e dovrebbe pertanto essere disapplicato (o, in subordine, rimesso alle valutazioni della Corte di giustizia UE) per contrasto con la direttiva 2009/28/CE;

    sotto altro profilo, esso violerebbe l'art. 16 della Carta di Nizza, sulla liberta' di impresa, e l'art. 10 della Carta dell'energia;

  2. Illegittimita' costituzionale per violazione degli articoli 2, 3, 24, 25, 41, 42, 77, 97 della Costituzione, nonche' degli articoli 113 e 117 Cost. in relazione ai principi comunitari della tutela dell'affidamento e certezza del diritto e della direttiva 2009/28/CE;

    irragionevolezza e arbitrarieta' per violazione del principio di affidamento, dell'irretroattivita' delle norme e della tutela della libera iniziativa economica, nonche' per violazione della parita' di trattamento, uguaglianza e imparzialita': l'art. 26, quale "legge-provvedimento", sarebbe affetto dai vizi gia' dedotti con i precedenti motivi, ridondanti in profili di illegittimita' costituzionale;

    in particolare, detto articolo contrasterebbe: con l'art. 3 Cost., applicandosi in modo discriminatorio e irragionevole ai soli impianti fotovoltaici, a fronte della facoltativita' delle decurtazioni per gli altri impianti ai sensi dell'art. 1 decreto-legge 145/13 e del favor riservato a quelli riconducibili a scuole e a enti locali;

    con il principio di tutela del legittimo affidamento ex articoli 3, 97 e 2 Cost., consistendo in un regolamento irrazionale e lesivo delle situazioni sostanziali degli interessati;

    con l'art. 41 Cost., alla luce della peculiare natura delle leggi di incentivazione e dell'insufficienza degli obiettivi evidenziati dall'art. 26, comma 1, decreto-legge n. 91/2014;

    sotto altro profilo, sarebbero violati anche gli articoli 11 e 117, 1° comma, Cost. in relazione alla direttiva 2009/28/CE e ai principi di diritto comunitario nonche', da ultimo, l'art. 77 Cost., per insussistenza dei presupposti di necessita' e urgenza. Le ricorrenti hanno pertanto chiesto l'annullamento degli atti impugnati e l'accertamento del «diritto [...] al percepimento degli inventivi nella misura indicata nelle rispettive convenzioni» (previa disapplicazione dell'art. 26 o, in subordine, previa rimessione di detto articolo alla Corte di giustizia o...

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