n. 206 ORDINANZA (Atto di promovimento) 23 marzo 2016 -

 
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TRIBUNALE DI PALERMO Sezione lavoro Il Giudice Paola Marino nella causa iscritta al n. 7132/2015 R.G., promossa ex articoli 442 e ss. codice di procedura civile da Barbuscia Agata, rappresentata e difesa dall'Avv. Rita De Michele ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Palermo, via Francesco Paolo Di Blasi n. 16;

ricorrente;

Contro I.N.P.S., Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, Direzione di Bagheria, sede provinciale di Palermo e sede legale di Roma;

convenuto contumace;

Sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 27 gennaio 2016. Osserva Con ricorso depositato 15 giugno 2015, la ricorrente indicata in epigrafe - previa rimessione degli atti del presente giudizio alla Corte costituzionale per l'esame della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 1, comma 113 legge n. 190/2014 (legge di Stabilita' 2015) per contrasto con l'art. 3, commi 1 e 2 Cost. - chiedeva dichiararsi il proprio diritto alla corresponsione della pensione anticipata n. 10095031 Cat. VO per intero, senza applicazione della riduzione percentuale applicata ex art. 24, comma 10, decreto-legge n. 201/2011, come modificato dalla legge n. 124/2011, con conseguente diritto al ricalcolo della pensione a decorrere dalla data del 1° ottobre 2014, e di conseguenza condannare l'I.N.P.S. a restituire alla ricorrente quanto illegittimamente trattenuto in applicazione della predetta riduzione percentuale, oltre interessi e rivalutazione sino al soddisfo. Ritualmente instauratosi il contraddittorio, non si costituiva in giudizio l'Istituto convenuto, benche' ritualmente e tempestivamente, citato. La causa veniva rinviata per la decisione e poi in attesa di esaminare piu' approfonditamente la normativa sulla materia, che, nelle more, veniva ulteriormente modificata dalla legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilita' 2016), che ha introdotto, all'art. 1 comma 299, la seguente disposizione: «dopo il comma 113 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' inserito il seguente: «113-bis. Le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 2-quater dell'art. 6 decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come sostituito dal comma 113 del presente articolo, si applicano anche ai trattamenti pensionistici decorrenti negli anni 2012, 2013 e 2014. La disposizione del presente comma si applica esclusivamente con riferimento ai ratei di pensione corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2016». Parte ricorrente, quindi, nelle note conclusive depositate telematicamente in data 13 gennaio 2016, ribadiva le conclusioni gia' assunte nel merito, previa rimessione degli atti del presente giudizio alla Corte costituzionale per l'esame della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 1, comma 299, legge n. 208/2015, per contrasto con l'art. 3, commi 1 e 2 Cost., «per avere il legislatore riconosciuto a decorrere dal 1° gennaio 2016 i benefici introdotti dall'art. l comma 113 legge n. 190/2014 anche ai trattamenti pensionistici relativi agli anni 2012, 2013 e 2014, escludendo la ripetibilita' delle somme medio tempore illegittimamente decurtate, differentemente da quanto operato con coloro che hanno avuto accesso alla pensione anticipata a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2017». Preliminarmente giova delineare il quadro normativo che si e' venuto a creare in seguito alle successive modifiche apportate dal legislatore sulla materia, che e' quella del diritto a pensione in relazione all'anzianita' contributiva e all'eta' anagrafica, aumentata dall'art. 24 comma 6 del decreto-legge 201/2011 convertito con modificazioni in legge n. 214/2011, e dell'accesso alla pensione anticipata, in relazione al quale il comma 10 del medesimo art. 24 cit. aveva cosi disposto: «10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonche' della gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 355, che maturano i requisiti a partire dalla medesima data l'accesso alla pensione anticipata ad eta' inferiore ai requisiti anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente se risulta maturata un'anzianita' contributiva di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno 2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento relativa alle anzianita' contributive maturate antecedentemente 1° gennaio 2012, e' applicata una riduzione percentuale pari a 2...

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