n. 192 ORDINANZA (Atto di promovimento) 6 settembre 2016 -

 
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TRIBUNALE ORDINARIO DI PERUGIA Seconda Sezione Civile Nella causa civile iscritta al n. 6905/2015 R.G. promossa da Mauro Volpi, Michele Guaitini, Tiziana Ciprini, Adriana Eden Susanna Galgano, Filippo Gallinella, Luigino Ciotti, Andrea Maori, Nicoletta Bernardi, Massimo Panella, Maria Beatrice Ricciardi, Ovidio Fressoia, Maurizio Francesco Giacobbe, Mario Martini, Elisabetta Chiacchella, Candido Balucca, Mario Albi, Roberta Perfetti, Luigi Branchetti, Lucina Paternesi Meloni, Luigi Cesarini, Geraldina Rindinella e Anna Rita Fiorini Granieri, ricorrenti, contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell'interno, resistenti. Il Giudice dott. Michele Moggi;

Esaminati atti e documenti di causa;

A scioglimento della riserva assunta all'udienza del 21 giugno 2016;

Ha pronunciato la seguente ordinanza. Con ricorso ex art. 702-bis del codice di procedura civile depositato il 30 novembre 2015, Mauro Volpi, Michele Guaitini, Tiziana Ciprini, Adriana Eden Susanna Galgano, Filippo Gallinella, Luigino Ciotti, Andrea Maori, Nicoletta Bernardi, Massimo Panella, Maria Beatrice Ricciardi, Ovidio Fressoia, Maurizio Francesco Giacobbe, Mario Martini, Elisabetta Chiacchella, Candido Balucca, Mario Albi, Roberta Perfetti, Luigi Branchetti, Lucina Paternesi Meloni, Luigi Cesarini, Geraldina Rindinella e Anna Rita Fiorini Granieri, premesso di essere elettori residenti nella Regione Umbria e richiamati i principi espressi da Cassazione civile, sez. I. 17 maggio 2013, n. 12060 nonche' da Corte costituzionale, 13 gennaio 2014, n. 1, con riferimento alla precedente legge elettorale, esponevano che il loro diritto di voto costituzionalmente garantito era stato compromesso da alcune norme della nuova legge elettorale 6 maggio 2015, n. 52, la quale aveva modificato il decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 e, previa rimessione degli atti alla Corte costituzionale, chiedevano l'accertamento di tale lesione. Ritualmente instaurato il contraddittorio con la notifica del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione d'udienza, i resistenti Presidenza dei Consiglio dei ministri e Ministero dell'interno si costituivano il 13 aprile 2016;

eccepivano preliminarmente l'inammissibilita' del procedimento sommario, in quanto la controversia verteva in materia non ricompresa nelle ipotesi previste dagli articoli 22, 23 e 24 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, con riferimento alla materia elettorale ed in quanto in tale procedimento il Giudice non avrebbe potuto sollevare questione di legittimita' costituzionale, nonche' l'inammissibilita' della domanda per difetto di interesse ad agire in quanto la legge elettorale citata sarebbe stata applicabile solo successivamente al 1° luglio 2016;

nel merito, contestavano la sussistenza delle lesioni al diritto costituzionale di voto lamentate dai ricorrenti e concludevano per il rigetto della domanda. La causa veniva istruita solo con la produzione di documenti. All'udienza del 21 giugno 2016, il Giudice, uditi i procuratori delle parti, riservava la decisione. La domanda oggetto del presente procedimento sommario e' una domanda di accertamento della lesione del diritto di voto, per come costituzionalmente garantito, in conseguenza dell'approvazione della legge 6 maggio 2015, n. 52, contenente «Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati» (il c.d. «Italicum»). A fronte di' tale domanda, le amministrazioni resistenti hanno preliminarmente eccepito l'inammissibilita' del procedimento c.d. sommario, in quanto la domanda proposta non rientra nella materia elettorale disciplinata dagli articoli 22, 23 e 24 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150. A tal proposito, e' pur vero che la domanda oggetto della presente controversia non rientra nell'ambito di applicazione degli articoli 22, 23 e 24 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, i quali disciplinano le azioni popolari e le controversie in materia di eleggibilita', decadenza e incompatibilita' nelle elezioni comunali. provinciali e regionali, le azioni in materia di eleggibilita' e incompatibilita' nelle elezioni per il Parlamento europeo e l'impugnazione delle decisioni della Commissione elettorale circondariale in materia di iscrizione nelle liste elettorali e di eleggibilita': la presente controversia, infatti, non attiene al c.d. elettorato passivo o attivo, cioe' ai presupposti necessari affinche' un soggetto possa essere eletto all'esito di una determinata competizione elettorale ovvero possa partecipare quale elettore a tale competizione ma, piu' in generale, riguarda la lesione del diritto di voto, per come costituzionalmente garantito, derivante dalle regole che disciplinano le modalita' attraverso le quali gli elettori scelgono i propri rappresentanti in Parlamento. Cio' detto, si deve tuttavia considerare che il procedimento sommario e' utilizzabile non solo per le controversie specificamente indicate nel d.lgs. l° settembre 2011, n, 150, ma, in generale, per tutte le controversie «in cui il tribunale giudica in composizione monocratica», secondo quanto previsto dall'art. 702-bis c.p.c. In questo senso si deve valutare se la presente controversia rientra in una delle materie in cui, ai sensi dell'art. 50-bis c.p.c., «il Tribunale giudica in composizione collegiale» e, in particolare, tra le «cause nelle quali e' obbligatorio l'intervento del pubblico ministero», secondo quanto previsto dall'art. 70 c.p.c. Sotto questo profilo, pero', deve ritenersi che la domanda oggetto del presente procedimento non rientra nell'ambito delle «cause riguardanti lo stato e la capacita' delle persone» nelle quali, per l'appunto, e obbligatorio l'intervento del Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 70 c.p.c.;

nel caso di specie, in effetti, non e' in discussione la sussistenza dello «status» di elettore e, anzi, la sussistenza dello «status» di elettore in capo ai ricorrenti costituisce piuttosto il presupposto sulla cui base e' stata introdotta la controversia, la quale - come accennato supra attiene all'accertamento della lesione del diritto di voto in relazione ad alcune norme che disciplinano le modalita' di elezione della Camera dei deputati. In questo scuso, la controversia in esame non rientra tra quelle per le quali e' competente il Tribunale in composizione collegiale ai sensi dell'art. 50-bis c.p.c. Ed allora, poiche' la domanda proposta rientra nella competenza del Tribunale in composizione monocratica, e' pertanto ammissibile, ai sensi del combinato disposto dell'art. 702-bis, comma l° e dell'art. 702-ter, comma 2° c.p.c., lo svolgimento del giudizio secondo le regole del procedimento sommario. La controversia, come si avra' modo di evidenziare infra richiede tuttavia un'istruttoria complessa - ed in questo senso non «sommaria» per come previsto dall'art. 702-ter, 3° comma del codice di procedura civile - dovendosi sollevare una questione di legittimita' costituzionale, attivita' incompatibile con il procedimento c.d. sommario (in tal senso, cfr. Cassazione civile, sez. VI, 27 ottobre 2015, n. 21914), e dovendosi conseguentemente disporre la sospensione del processo ai sensi dell'art. 295 del codice di procedura civile e dell'art. 23, legge 11 marzo 1953, n. 87. Per tale ragione, con la presente ordinanza, deve essere altresi' disposto il mutamento del rito da sommario ad ordinario. Sempre preliminarmente, ancora tenuto conto dell'eccezione sollevata dalle amministrazioni resistenti, si tratta di valutare se sussiste l'interesse ad agire dei ricorrenti di cui all'art. 100 c.p.c. A tal proposito, si' deve premettere che l'interesse ad agire, previsto quale condizione dell'azione dall'art. 100 c.p.c., con disposizione che consente di distinguere fra le azioni di mera iattanza e quelle oggettivamente dirette a conseguire il bene della vita consistente nella rimozione dello stato di giuridica incertezza in ordine alla sussistenza di un determinato diritto, va identificato in una situazione di carattere oggettivo derivante da un fatto lesivo, in senso ampio, del diritto e consistente in cio' che senza il processo e l'esercizio della giurisdizione l'attore soffrirebbe un danno, con la conseguenza che esso deve avere necessariamente carattere attuale, poiche' solo in tal caso trascende il piano di una mera prospettazione soggettiva assurgendo a giuridica ed oggettiva consistenza, e resta invece escluso quando il giudizio sia strumentale alla soluzione soltanto in via di massima o accademica di una questione di diritto in vista di situazione future o meramente...

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