n. 10 RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE 31 agosto 2015 -

 
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Ricorso della Regione Veneto, (C.F.: 80007580279) con sede in Venezia, Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901, in persona del Presidente pro tempore della Giunta regionale, autorizzato mediante deliberazione della Giunta stessa n. 1085 del 18/08/2015 (doc. 3), rappresentata e difesa, come da procura a margine del presente atto, dagli avv.ti Ezio Zanon (c.f. ZNNZEI57L07B563K, pec: ezio.zanon@venezia.pecavvocati.it, telefax 041.2794912) dell'Avvocatura regionale, prof. Mario Bertolissi (c.f.: BRTMRA48T28L483I, pec: mario.bertolissi@ordineavvocatipadova.it, telefax 049/8360938), prof. Vittorio Domenichelli (c.f.: DMNVTR48P10D578Z, pec: vittorio.domenichelli@ordineavvocatipadova.it, telefax 049/8763202), Francesco Rossi (c.f.: RSSFNC61P26G224T, pec: francesco.rossi@ordineavvocatipadova.it, telefax 049/650834) e Luigi Manzi (c.f: MNZLGU34E15H5O1Y, pec: luigimanzi@ordineavvocatiroma.org, telefax 06/3211370) del foro di Roma, con domicilio eletto, agli effetti del presente giudizio, presso lo studio di quest'ultimo in Roma, via F. Confalonieri, n. 5, contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa ex lege dall'Avvocatura generale dello Stato, notiziandone, anche, la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, in persona del Presidente p.t., per regolamento di competenza, in relazione e avverso: a) la delibera n. 312/2015 della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, depositata il 25/06/2015;

  1. le delibere presupposte (in particolare, ove occorra, la deliberazione n. 251/FRG del 20 maggio 2015) e quelle che eventualmente saranno adottate, medio tempore, in conseguenza ad esse. In punto, perche': 1) sia dichiarato che non spettava allo Stato e, per esso alla Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, adottare le qui gravate delibere per violazione, come precisato nella parte motiva, degli artt. 5, 100, 113, 114, 117, 118, 119, 121, 122, 123 Cost., in relazione all'autonomia istituzionale, legislativa, amministrativa, contabile, statutaria, dello stesso d.l. n. 174, convertito con modificazioni dalla legge n. 213/2012, ridondante in lesione dell'autonomia costituzionale regionale e dello statuto regionale del Veneto approvato con la legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 ove prevede e garantisce l'autonomia del Consiglio e dei gruppi consiliari (cfr. artt. 19, 20, 21, 30, 33, 36, 38, 39, 40, 41, 42, 46 e 48), nonche' del principio di leale collaborazione;

    2) per l'effetto, sia annullata la delibera impugnata in principalita' (n. 312/2015), nonche' gli atti presupposti (ivi inclusa, ove occorra, la delibera n. 251/2015) e quelli che eventualmente saranno adottati, medio tempore, in conseguenza ad essi, in applicazione degli artt. 41 e 38, l. 11 marzo 1953, n. 87. Fatto 1. Il presente giudizio costituisce l'ennesimo sviluppo di una vicenda concernente la contestazione, da parte della Sezione di controllo per il Veneto della Corte dei conti, di irregolarita' nella rendicontazione dei gruppi consiliari regionali ex art. 1, d.l. n. 174/2012 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 213/2012), gia' portata all'attenzione di codesto ecc.mo Collegio e decisa, con riferimento all'anno 2012, in senso favorevole alla Regione, sia in sede di giudizio di legittimita' costituzionale (cfr. sent. n. 39/2014), sia in sede di conflitto di attribuzione (cfr. sent. n. 130/2014). Analoga iniziativa ha assunto la medesima Sezione di controllo sulla rendicontazione dei gruppi consiliari regionali riferita all'anno 2013;

    la Regione Veneto e' stata cosi' nuovamente costretta a gravare la relativa delibera (la n. 269 del 09/04/2014), oltre che dinnanzi al giudice amministrativo, anche dinnanzi a Codesta Corte, instaurando il giudizio attualmente pendente sub n.r.g. 6/2014. Similmente e' avvenuto con riguardo all'anno 2014. La Regione Veneto ha gravato la relativa delibera (la n. 227 depositata il 22/04/2015) sia dinnanzi alle Sezioni riunite della Corte dei conti in speciale composizione (rimanendo iscritto al n. 483/SR/EL) sia dinnanzi a Codesta Corte. Con la qui gravata deliberazione n. 312 del 24 giugno 2015 (doc. 1), la Sezione regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei conti contesta la regolarita' del rendiconto del gruppo consiliare misto relativamente al periodo 1° gennaio 2015 - 13 marzo 2015, data nella quale il gruppo medesimo e' stato sciolto. Come si chiarisce nell'atto gravato, "si tratta del rendiconto di chiusura della legislatura all'epoca in corso, conclusasi con le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale tenutesi lo scorso maggio 2015" (v. p. 4 doc. 1). L'asserita irregolarita' e' per un importo di €

    3.221,45 (sic!). 2. Come noto, l'art. 1, comma 9, del d.l. n. 174/2012 prevede che "ciascun gruppo consiliare dei consigli regionali approva un rendiconto di esercizio annuale, strutturato secondo linee guida deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e recepite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per assicurare la corretta rilevazione dei fatti di gestione e la regolare tenuta della contabilita', nonche' per definire la documentazione necessaria a corredo del rendiconto. In ogni caso il rendiconto evidenzia, in apposite voci, le risorse trasferite al gruppo dal consiglio regionale, con indicazione del titolo del trasferimento, nonche' le misure adottate per consentire la tracciabilita' dei pagamenti effettuati". In attuazione di cio', la Conferenza Stato - Regioni, nella seduta del 6 dicembre 2012, ha deliberato le summenzionate linee guida per il rendiconto dell'esercizio annuale da parte dei gruppi consiliari;

    linee guida che sono state recepite con d.p.c.m. 21 dicembre 2012, pubblicato il 2 febbraio ed entrato in vigore il 17 febbraio 2013. Da parte sua, la Regione Veneto si e' pedissequamente adeguata alle predette linee guida, senza ritenere opportuna alcuna loro integrazione (v. l.r. n. 47/2012, specie sub art. 13, come modificato dalla l.r. n. 28/2013). Dev'essere sin d'ora evidenziato che il predetto d.p.c.m. - ai fini che qui interessano - definisce il modello di rendiconto annuale dei gruppi consiliari (cfr. allegato B) contemplando un elenco di quindici voci puntuali di spesa piu' una sedicesima "aperta" da specificare ("altre spese");

    nel contempo, prescrive che "ciascuna spesa indicata nel rendiconto dei Gruppi consiliari (...) deve corrispondere a criteri di veridicita' e correttezza", precisando che la veridicita' "attiene alla corrispondenza tra le poste indicate nel rendiconto e le spese effettivamente sostenute", mentre la correttezza "attiene alla coerenza delle spese sostenute con le finalita' previste dalla legge ...)" e rimettendo in via esclusiva al Presidente del gruppo il compito di autorizzare la spesa (con conseguente assunzione di responsabilita') e di attestarne, appunto, la veridicita' e la correttezza (cfr. art. 1). Quanto alla documentazione contabile, l'art. 3 si limita a prescrivere che "1. Al rendiconto di cui all'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, deve essere allegata copia conforme della documentazione contabile relativa alle spese inserite nel rendiconto stesso. L'originale di tale documentazione e' conservata a norma di legge. 2. Per gli acquisti di beni e servizi la documentazione contabile e' rappresentata dalla fattura o scontrino fiscale parlante. 3. Per le spese relative al personale, qualora sostenute direttamente dai gruppi consiliari, dovranno essere allegati il contratto di lavoro e la documentazione attestante l'adempimento degli obblighi previdenziali ed assicurativi". 3. In ottemperanza alle prescrizioni di cui all'art. 1, comma 10, del d.l. n. 174/2012, con nota prot. 9281 dell'11 maggio 2015, il Presidente della Regione Veneto trasmetteva il rendiconto del gruppo misto, appunto, per il periodo 01.01.2015/13.03.2015, anteriore al suo scioglimento, redatto secondo il modello di rendiconto definito dall'allegato B del d.p.c.m. e munito della prescritta documentazione contabile. La Sezione regionale di controllo, con deliberazione n. 251/2015/FRG di data 20 maggio 2015, riscontrava presunte "carenze ed irregolarita' documentali ... che necessitano di essere approfondite e, ove possibile, regolarizzate", assegnando un termine di 30 giorni per procedere alla regolarizzazione (v. doc. 2). Il gruppo misto, pertanto, presentava tempestivamente le proprie osservazioni e la relativa documentazione (v. doc. 4), con cio' adempiendo puntualmente alle richieste di integrazione istruttoria formulate dalla Corte e provvedendo cosi', qualora ve ne fosse stato ulteriormente bisogno, a giustificare le spese sostenute. In particolare, come richiesto dalla Sezione, il medesimo gruppo: riscontrava l'inesistenza di provvedimenti da parte del Consiglio regionale di presa d'atto della cessazione del gruppo, allegando copia della comunicazione della cessazione dello stesso da parte del Presidente del Consiglio regionale;

    produceva la dichiarazione del Presidente pro tempore del gruppo attestante l'insussistenza di debiti residui;

    allegava la ricevuta di consegna dei beni durevoli intestati al gruppo alla chiusura dell'esercizio;

    forniva tutte le informazioni richieste sul rapporto di collaborazione instaurato con la sig.ra Scantamburlo;

    depositava copie delle fatture richieste (v. doc. 4). Cionondimeno la Sezione di controllo concludeva per l'irregolare rendicontazione degli importi. Alla luce del quadro normativo e fattuale sin qui delineato, il Consiglio regionale del Veneto promuove il presente conflitto di attribuzione per violazione - da parte della Sezione regionale della Corte dei conti per il Veneto, in contrasto con la Costituzione e le disposizioni statutarie e in violazione del d.l. 174/2012 - delle proprie prerogative regionali...

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