La prova della responsabilità medica e la consulenza medico-legale d"ufficio

Autore:Giovanni Benito Agrizzi
Pagine:581-583
 
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A parole, in tutti i paesi del mondo, ed anche in Italia, i diritti del malato, del paziente, sono sacri, «difesi dalla Costituzione». Nella pratica, però, da sempre, ed a tutt'oggi, questi diritti rimangono puramente teorici poiché essi muoiono, per il 95% dei casi, a causa della perizia medicolegale d'ufficio, che non li riconosce.

Non solo in Italia, ma anche negli altri Stati, l'errore medico non esiste perché viene fatto sparire dai medici-legali.

Alcuni anni fa il sottoscritto aveva creduto che tale realtà negativa dipendesse dal fatto che l'azione di risarcimento del danno per l'errore medico veniva promossa con l'azione penale, perché la grande maggioranza degli errori del medico si trasformava in lesioni colpose ed omcidi colposi: ritenevo, allora, che la perizia medico-legale negativa dipendesse solo dalla legittima reazione della categoria dei medici, che si sentiva ingiustamente discriminata e punita e alla quale non era permesso quello che è normale nella condizione umana, errare.

Allora, il sottoscritto ha promosso a favore dei medici una campagna per relegare l'azione penale solo ai casi di colpa grave ed imperdonabile del medico, invitando i lesi da errore medico ad esercitare l'azione di risarcimento solo con la causa civile, convenendo quando ne era il caso, solo la struttura ospedaliera, senza neppure citare il medico colpevole dell'errore.

In questo modo, poiché le strutture ospedaliere sono assicurate per la responsabilità civile verso terzi, l'errore medico si sdrammatizzava perdendo completamente la caratteristica persecutoria verso i medici, ai quali veniva concesso di essere uomini e di poter sbagliare senza andare in prigione: l'errore medico si trasformava così in un mero problema assicurativo, (senza drammi per i medici) il cui costo riflesso ricade sempre sul paziente, che alla fine deve pagare tutti i costi dei medici e degli ospedali, tra i quali c'è il costo della polizza della responsabilità civile.

Il sottoscritto riteneva così di aver predisposto le condizioni per una serena ed obiettiva perizia medico-legale d'ufficio, poiché il medico-legale non aveva più legittimi motivi di difesa della categoria e il risarcimento dell'errore non portava pregiudizio alcuno, né penale, né civile, al medico.

Nulla di più errato, poiché le perizie medico-legali d'ufficio hanno continuato come prima: anzi, in questi ultimi tempi il fenomeno si è aggravato.

L'errore medico viene riconosciuto solo in pochissimi casi, cinque su cento: il Ctu nega la responsabilità del medico anche in casi eclatanti e palesi, giustificandone la condotta in mille modi.

La consulenza medico-legale d'ufficio è perciò, ancora oggi, la tomba dell'azione di risarcimento del danno da errore medico.

Ciò accade perché i medici-legali, che prima difendevano la categoria medica, oggi difendono le compagnie di assicurazione, che devono pagare i risarcimenti dei danni cagionati dagli errori medici. È, infatti, arcinoto, che pressoché tutti i medici-legali sono fiduciari di una o di più compagnie di assicurazione. La stessa associazione ufficiale dei medici-legali è, da sempre, l'alleata più fedele delle compagnie di assicurazione, delle quali sostiene e propugna, in ogni sede, i principi teorici, fin a far sparire dalla medicina legale ogni caratteristica scientifica (propria della vecchia e seria medicina legale classica), gettando la disciplina medico-legale nel caos più completo.

Anche i pochi medici-legali che non sono fiduciari di compagnia di assicurazione sono assorbiti in questo clima d'arbitrio tecnico, che deve piegarsi sempre secondo il vento assicurativo, e, se non vogliono essere dichiarati «infami», devono seguire la moda. È una medicina-legale contro l'uomo, che ha come unico faro e unico scopo salvaguardare gli interessi delle potenti compagnie assicuratrici. Negli ultimi vent'anni i medici-legali, anche quelli titolari di cattedre universitarie, non hanno scritto, mai, non dico libri!, ma neanche un solo piccolo articolo a favore dell'uomo, del leso, dell'ammalato; che secondo il giuramento, che essi come medici, hanno fatto ad Ippocrate, s'erano impegnati a proteggere ed aiutare in ogni caso ed in ogni modo: tutto ciò che essi hanno...

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