Massimario di Legittimita

Pagine:311-327
RIEPILOGO

Acque pubbliche e private - Inquinamento - Acque di vegetazione dei frantoi oleari - Disciplina dettata dalla L. n. 574 del 1996. Acque pubbliche e private - Inquinamento - Sanse umide ed acque di vegetazione derivanti dai frantoi oleari - Disciplina dettata dalla L. n. 574 del 1996.(...)

 
ESTRATTO GRATUITO

Page 311

I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Acque pubbliche e private - Inquinamento - Acque di vegetazione dei frantoi oleari - Disciplina dettata dalla L. n. 574 del 1996.

Lo spandimento dei reflui derivanti dall'attività di lavorazione delle olive (nella specie: sanse umide), continua ad essere soggetto alla disciplina dettata dalla L. 11 novembre 1996, n. 574 qualora sia accertata l'effettiva utilizzazione agronomica configurandosi, diversamente, la violazione degli artt. 38 e 59, comma undicesimo ter, del D.L.vo n. 152 del 1999 (oggi sostituiti dagli artt. 112 e 137, comma quattordicesimo, del D.L.vo n. 152 del 2006), ove tale attività sia esercitata in difetto di autorizzazione.

* Cass. pen., sez. III, 5 giugno 2007, n. 21773 (ud. 27 marzo 2007), Frisullo. (D.L.vo 11 maggio 1999, n. 152, art. 38; D.L.vo 11 maggio 1999, n. 152, art. 59; D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152, art. 112; D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152, art. 137). [RV236707]

@Acque pubbliche e private - Inquinamento - Sanse umide ed acque di vegetazione derivanti dai frantoi oleari - Disciplina dettata dalla L. n. 574 del 1996.

L'ambito di applicazione della disciplina dettata dalla L. 11 novembre 1996, n. 574 (Norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari) è circoscritta ai soli casi in cui i reflui oleari (nella specie: acque di vegetazione derivanti dalla molitura delle olive e le relative sanse umide) abbiano una loro utilità ai fini agricoli; diversamente, il loro spandimento od abbandono sul terreno come mezzo incontrollato di smaltimento integrano, anche dopo l'entrata in vigore del T.U. Ambientale (D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale), il reato di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti previsto dall'art. 256, comma secondo, del citato D.L.vo n. 152.

* Cass. pen., sez. III, 5 giugno 2007, n. 21777 (ud. 27 marzo 2007), Conti. (D.L.vo 11 maggio 1999, n. 152, art. 38; D.L.vo 11 maggio 1999, n. 152, art. 59; D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152, art. 112; D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152, art. 137). [RV236709]

@Acque pubbliche e private - Inquinamento - Scarichi - Frantoi oleari.

La disciplina in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari, di cui alla L. 11 novembre 1996 n. 574, è applicabile esclusivamente ai frantoi che operano in stretta connessione con l'azienda agricola e che trattano in massima parte quanto prodotto dalla stessa, atteso che solo in questo caso i quantitativi di acque ottenuti dalla lavorazione risultano contenuti in limiti di tollerabilità dei terreni ove vengono distribuite.

* Cass. pen., sez. III, 25 maggio 2007, n. 20452 (ud. 27 marzo 2007), Di Lucia e altro. (D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152). [RV236742]

@Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari - Processi modificativi di carattere biologico o putrefattivo - Idoneità ad integrare il reatoEsclusione.

Il reato di adulterazione di sostanze alimentari esige una condotta diretta a determinare modifiche alla composizione chimica o delle caratteristiche delle sostanze alimentari, con esclusione di processi modificativi di carattere biologico o putrefattivo. (Fattispecie nella quale è stata riconosciuta la configurabilità del reato nell'adulterazione di sostanze destinate all'alimentazione posta in essere mediante somministrazione di farmaci e principi attivi vietati ad ani- mali le cui carni erano destinate all'alimentazione umana).

* Cass. pen., sez. I, 28 maggio 2007, n. 21021 (ud. 23 gennaio 2007), Pegolotti e altri. (C.p., art. 440). [RV236691]

@Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari - Sostanze consistenti in carni animali destinate all'alimentazione - Assorbimento nella contravvenzione concernente la somministrazione di determinate sostanze ad animaliEsclusione.

Il delitto di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, che si identifichino in carni di animali destinate all'alimentazione, non può ritenersi assorbito da leggi che sanzionino a titolo di contravvenzione la somministrazione ad animali di determinate sostanze, ogni qualvolta ricorrano gli elementi costitutivi del delitto, e cioè modificazione in senso deteriore delle carni, destinazione delle stesse al consumo, pericolo per la salute pubblica.

* Cass. pen., sez. I, 28 maggio 2007, n. 21021 (ud. 23 gennaio 2007), Pegolotti e altri. (C.p., art. 440; L. 30 aprile 1962, n. 238, art. 5). [RV236692]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Casi di esclusione.

Ai fini dell'individuazione delle fattispecie di reato escluse dall'applicabilità dell'indulto per la presenza della circostanza aggravante ad effetto speciale di cui all'art. 7 D.L. n. 152 del 1991, convertito in L. n. 203 del 1991, il riferimento normativo contenuto nella L. n. 241 del 2006, che richiama i «reati per cui ricorre la circostanza aggravante in parola» è comprensivo sia dei delitti consumati, che di quelli tentati.

* Cass. pen., sez. I, 31 maggio 2007, n. 21396 (c.c. 14 marzo 2007), Pirrone. (D.L. 13 maggio 1991, n. 152, art. 7; c.p., art. 56). [RV236715]

@Antichità e belle arti - Cose di interesse artistico e storico - Reperti archeologici - Reato di impossessamento di beni archeologici.

Ai fini della configurabilità del reato di impossessamento di beni archeologici o artistici, previsto dall'art. 125 D.L.vo 29 ottobre 1999 n. 490, ora sostituito dall'art. 176

Page 312

D.L.vo 22 gennaio 2004 n. 42, non è necessario che l'interesse culturale del bene sia accertato a mezzo di una specifica indagine tecnico-peritale, atteso che questo può essere rica- vato da quanto accertato e dichiarato dai competenti organi della pubblica amministrazione.

* Cass. pen., sez. III, 22 maggio 2007, n. 19714 (ud. 4 aprile 2007), Ruberto. (D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 125; D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42, art. 176). [RV236747]

@Appello penale - Sentenza - Nullità - Esclusione.

Il mutamento del giudice di appello, per diversità della composizione del collegio che ha disposto l'acquisizione di una prova da quello che ha provveduto all'assunzione della prova stessa, non è causa di nullità della sentenza nel caso di prove documentali, che, in quanto precostituite, non necessitano di un formale provvedimento di rinnovazione parziale del dibattimento e di loro acquisizione.

* Cass. pen., sez. II, 2 maggio 2007, n. 16626 (ud. 28 febbraio 2007), Guarnieri e altro. (C.p.p., art. 525). [RV236651]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta - Subordinaziione alla concessione della sospensione condizionale della pena - Domanda di sospensione.

Nel procedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti la sospensione condizionale della pena può essere concessa, oltre che nel caso previsto dall'art. 444, comma terzo, c.p.p., solo quando la relativa domanda abbia formato oggetto della pattuizione tra le parti, non potendo il beneficio essere accordato di ufficio.

* Cass. pen., sez. IV, 1 giugno 2007, n. 21508 (c.c. 28 febbraio 2007), Lepre. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445). [RV236719]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Sussistenza della continuazione tra i reati - Motivazione.

Nel caso in cui sia proposta richiesta concordata di applicazione della pena, con riconoscimento del cumulo giuridico per effetto della continuazione tra i reati contestati, il giudice, nell'accogliere la richiesta, non è tenuto a motivare le ragioni di fatto poste a fondamento dell'unicità del disegno criminoso prospettato concordemente dalle parti.

* Cass. pen., sez. V, 25 maggio 2007, n. 20562 (c.c. 3 aprile 2007), P.M. in proc. Gramada. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; c.p., art. 81). [RV236711]

@Atti e provvedimenti del giudice penale - Declaratoria di determinate cause di non punibilitàEstinzione del reato - Dichiarazione.

In presenza di una causa di estinzione del reato non è applicabile la regola di giudizio che impone al giudice di pronunciare sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova della responsabilità, ma l'altra della prevalenza della causa estintiva, che cede solo dinanzi alla prova «positiva» dell'innocenza dell'imputato.

* Cass. pen., sez. VI, 7 giugno 2007, n. 22205 (c.c. 26 marzo 2007), Bastoni. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 530). [RV236698]

@Atti e provvedimenti del giudice penale - Ordinanza - Provvedimento di giudice collegiale - Sottoscrizione del solo presidente.

Le ordinanze deliberate dal giudice collegiale possono essere sottoscritte dal solo presidente anche quando sia di- versa la persona dell'estensore, in quanto la doppia sottoscrizione è richiesta dal codice di rito solo per le sentenze.

* Cass. pen., sez. I, 11 giugno 2007, n. 22748 (c.c. 9 marzo 2007), Mascia. (C.p.p., art. 125; c.p.p., art. 546). [RV236713]

@Atti sessuali con minorenne - Genitore - Consapevolezza degli atti di violenza - Responsabilità.

In tema di reati contro la libertà sessuale commessi in danno di minori, grava su ciascun genitore l'onere di adoperarsi onde impedire l'evento, stante l'obbligo di protezione del minore, configurandosi in difetto il concorso nel reato. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto la responsabilità della madre della minore per gli atti di violenza posti in essere dal coniuge, e dalla stessa conosciuti, per non avere posto in essere interventi idonei a fare cessare l'attività delittuosa, fra i quali rientra la denuncia dell'autore del reato).

* Cass. pen., sez. III, 22 maggio 2007, n. 19739 (ud. 27 aprile 2007), V. e altri. (C.p., art. 609 bis). [RV236753]

@Atti sessuali con minorenne - Infrasedicenne - Rap- porto di affidamento tra insegnante ed alunnoConfigurabilità.

In tema di atti sessuali con minore infrasedicenne, l'affidamento per ragioni di cura, di educazione, di istruzio ne, di vigilanza o di custodia è...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA