Massimario di Legittimita

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RIEPILOGO

Abusivo esercizio di una professione - Professione sanitaria - Assistente di poltrona di studio dentistico - Operazioni di detartrasi. (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Abusivo esercizio di una professione - Professione sanitaria - Assistente di poltrona di studio dentistico - Operazioni di detartrasi.

-Solo ai medici abilitati e agli igienisti dentali sono riservate le operazioni di detartrasi, con la conseguenza che commette il reato di cui all'art. 348 c.p. l'assistente di poltrona di uno studio dentistico che esegua tali attività.

* Cass. pen., sez. VI, 24 aprile 2007, n. 16527 (ud. 7 febbraio 2007), Ventura. (C.p., art. 348). [RV236477]

@Appello penale - Decisioni in camera di consiglio - Patteggiamento in appello - Dovere del giudice di accertare l'imputabilità del soggetto.

-La definizione del giudizio di appello ai sensi dell'art. 599, comma quarto, c.p.p. non esime il giudice dalla verifica della imputabilità del soggetto, e cioè della sua capacità di intendere e di volere al momento del fatto nonché quello della sua capacità di partecipare coscientemente al processo, ex art. 70 c.p.p., qualora le parti alleghino elementi concreti su tale aspetto ovvero essi emergano ictu oculi dagli atti, offrendo al giudice ragione di ritenere la sussistenza della incapacità.

* Cass. pen., sez. VI, 24 aprile 2007, n. 16544 (ud. 1 marzo 2007), Scaraggi e altri. (C.p.p., art. 70; c.p.p., art. 129; c.p.p., art. 599; c.p., art. 85). [RV236478]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Costituzione di parte civile - Richiesta formulata nel corso delle indagini preliminari - Ammissibilità.

-In tema di patteggiamento, è ammissibile la costituzione di parte civile all'udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione concordata della pena, proposta nel corso delle indagini preliminari, atteso che anche nell'udienza disciplinata dall'art. 447 c.p.p. vengono adottati provvedimenti che possono essere pregiudizievoli per la parte lesa, così come avviene nell'udienza ex art. 444 c.p.p.: ne consegue che, dovendosi ritenere che il legislatore non ha inteso differenziare sostanzialmente le due ipotesi, ma solo dettare modalità diverse per la fissazione dell'udienza, stabilire una preclusione alla possibilità di costituzione di parte civile ap- pare irragionevole. (Nella fattispecie, relativa ad opposizione a decreto penale di condanna e congiunta richiesta di patteggiamento, la Corte ha specificato che soprattutto in tale caso - in cui con l'emissione del decreto penale l'azione penale viene esercitata - deve ritenersi l'ammissibilità della costituzione di parte civile).

* Cass. pen., sez. V, 25 maggio 2007, n. 20600 (c.c. 8 maggio 2007), Albicini. (C.p.p., art. 74; c.p.p., art. 79; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 447). [RV236617]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Costituzione di parte civile - Spese processuali - Insussistenza di giusto motivo per la compensazione delle spese.

-In tema di patteggiamento, non rappresenta giusto motivo per la compensazione delle spese l'essersi la parte civile costituita nella medesima data di celebrazione del procedimento, attesi i connotati di celerità dello stesso e considerato che la parte civile è comunque ammessa a costituirsi anche dopo il raggiungimento dell'accordo per l'applicazione della pena.

* Cass. pen., sez. VI, 7 maggio 2007, n. 17304 (c.c. 20 marzo 2007), P.O. in proc. Stromba e altro. (C.p.p., art. 76; c.p.p., art. 77; c.p.p., art. 79; c.p.p., art. 444). [RV236616]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Misura di sicurezza - Confisca.

-Anche dopo la modifica dell'art. 445 c.p.p. che ha esteso le possibilità di provvedere alla confisca rendendola adottabile in tutti i casi previsti dall'art. 240 c.p., il giudice è tenuto a motivare l'esercizio del suo potere discrezionale, evidenziando i presupposti della disposta misura, sicchè, nel caso in cui la confisca sia stata disposta senza motivazione, sussiste l'interesse all'impugnazione da parte dell'imputato che abbia contestato nel giudizio di merito, o anche solo nei motivi di ricorso, l'esistenza di un qualsiasi nesso tra il reato e il bene. (La Corte, nel rilevare la fondatezza del ricorso, ha anche osservato che l'annullamento della sentenza, resa in sede di patteggiamento, doveva disporsi senza rinvio limitatamente alla disposizione sulla confisca).

* Cass. pen., sez. V, 28 febbraio 2007, n. 8440 (c.c. 24 gennaio 2007), Viglianesi. (C.p.p., art. 445; c.p.p., art. 568; c.p.p., art. 620; c.p., art. 240). [RV236623]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Impugnazione - Vizio di motivazione.

-La sentenza del giudice di merito che applichi la pena su richiesta delle parti, escludendo che ricorra una delle ipotesi proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p., può essere oggetto di controllo di legittimità, sotto il profilo del vizio di motivazione, soltanto se dal testo della sentenza impugnata appaia evidente la sussistenza di una causa di non punibilità ex art. 129 c.p.p. (Fattispecie relativa ad una sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 c.p.p., avente ad oggetto un reato procedibile a querela, in cui dagli atti risultava in modo inequivoco la mancata proposizione della querela, resa palese dal rifiuto opposto dalla P.O. agli inquirenti di formalizzare la denuncia proposta verbalmente).

* Cass. pen., sez. I, 6 febbraio 2007, n. 4688 (c.c. 10 gennaio 2007), Brendolin. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 448). [RV236622]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Motivazione - Assoggettabilità a controllo di legittimità per vizio di motivazione.

-La sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.) relativa ad un reato procedibile a querela, presupponendo che non ricorra una delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 c.p.p., può essere oggetto Page 188 di controllo di legittimità sotto il profilo del vizio di motivazione se dagli atti risulti in modo inequivoco la mancata proposizione della querela, resa palesa dal rifiuto opposto dalla persona offesa agli inquirenti di formalizzare la denuncia proposta verbalmente.

* Cass. pen., sez. VI, 1 febbraio 2007, n. 4120 (c.c. 11 gennaio 2007), Dagmar e altro. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 448; c.p., art. 124). [RV236566]

@Associazione per delinquere - Associazione di tipo mafioso - Aggravante - Detenzione e porto illecito di armi.

-In tema di sussistenza dell'aggravante prevista dall'art. 7, D.L. 13 maggio 1991 n. 152, conv. con L. 12 luglio 1991 n. 203, la consapevolezza che le armi illecitamente detenute sono destinate ad agevolare l'attività di una associazione di tipo mafioso non è desumibile, in mancanza di altre circostanze significative, esclusivamente dal particolare ed accentuato potenziale offensivo delle stesse.

* Cass. pen., sez. VI, 5 aprile 2007, n. 14235 (c.c. 19 febbraio 2007), Delle Grottaglie. (D.L. 13 maggio 1991, n. 152, art. 7; L. 14 ottobre 1974, n. 497, art. 10). [RV236479]

@Associazione per delinquere - Associazione di tipo mafioso - Responsabilità del capo - Mandamento e membro della cosiddetta commissione provinciale per i delitti eseguiti nel territorio da quest'ultimo controllato.

-In tema di associazione a delinquere di stampo mafioso, sussiste la responsabilità del cosiddetto capo mandamento della provincia, a titolo di concorso nel reato-fine «eccellente (nella specie strage e delitti connessi) qualora quest'ultimo - ancorché non sussista la prova che abbia partecipato alle riunioni della c.d. commissione in cui si sia deliberato il delitto - sia, tuttavia, in virtù della qualità di capo mandamento, membro di detta «commissione» e legato ai soggetti che all'epoca ne detenevano il controllo e tale delitto sia eseguito nel territorio appartenente al mandamento di cui egli abbia, quale capo, il controllo, considerato che un'eventuale inconsapevolezza al riguardo non solo avrebbe potuto seriamente ostacolarne l'attuazione ma anche comportare seri pericoli per i membri inavveduti; consapevolezza, d'altro canto, nella specie, dimostrata anche da ulteriori precise emergenze storiche in relazione al tempo ed al luogo del delitto (presenza nel territorio immediatamente prima, avvertimento al capo del mandamento vicino e conoscenza del luogo del delitto immediatamente dopo annotato su una cartina stradale).

* Cass. pen., sez. V, 23 febbraio 2007, n. 7660 (ud. 31 gennaio 2007), Virga e altro. (C.p., art. 110; c.p., art. 416 bis; c.p., art. 422; c.p., art. 575). [RV236523]

@Atti e provvedimenti del giudice - Provvedimenti in camera di consiglio - Udienza - Mancata partecipazione all'udienza camerale della persona offesa e del suo difensore.

-La mancata partecipazione all'udienza camerale per l'opposizione alla richiesta di archiviazione della persona offesa e del suo difensore, i quali non hanno fatto ingresso nell'aula di udienza attendendo di essere chiamati nell'aula d'udienza, non è causa di nullità, dal momento che la legge non prescrive la necessità della chiamata, nemmeno per l'udienza pubblica, e fa onere alla parti di segnalare la propria presenza.

* Cass. pen., sez. II, 20 aprile 2007, n. 16228 (c.c. 18 aprile 2007), P.O. in proc. Zanotti. (C.p.p., art. 127; c.p.p., art. 409; c.p.p., art. 410). [RV236473]

@Atti processuali penali - Surrogazione di copie agli originali - Modalità di acquisizione degli atti ricostruiti - Esclusione del contraddittorio preventivo.

-Gli atti ricostruiti ai sensi dell'art. 113 c.p.p., la cui efficacia opera ex tunc tengono luogo a tutti gli effetti degli atti originali dispersi e la loro presenza nel fascicolo, traendo legittimazione dal titolo in base al quale l'originale avrebbe dovuto essere presente, non presuppone alcuna forma di contraddittorio preventivo. (Fattispecie in cui la Corte ha confermato la decisione del Tribunale costituito ex art. 310 c.p.p. che aveva respinto l'appello proposto dall'indagato avverso il...

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