Massimario di legittimitá

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:1075-1087
RIEPILOGO

Appello civile - Applicazione della pena su richiesta delle parti - Assicurazione obbligatoria - Atti processuali penali - Cassazione civile - Sospensione dell'esecuzione della condanna civile - Richiesta - Depenalizzazione - Notificazioni in materia civile (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Appello civile - Domande nuove - Divieto assoluto di proposizione - Sussistenza.

In tema di proposizione di domande nuove nel giudizio di appello, la sopravvenienza della possibilità e dell'esigenza di proporre tali domande non comporta deroghe alla disposizione dell'articolo 345 c.p.c., derivando il carattere assoluto del divieto di proporre domande nuove dall'esigenza fondamentale di garantire il rispetto del principio del contraddittorio ed il doppio grado di giurisdizione.

    Cass. civ., sez. II, 27 luglio 2006, n. 17089, Spampinato c. Casa Clemente ed altro. (C.p.c., art. 345). [RV593395]


@Appello civile - Domande nuove - Effetto devolutivo - Riconoscimento in primo grado di responsabilità concorrente di due o più soggetti.

Qualora in primo grado sia stata riconosciuta la responsabilità concorrente di due o più soggetti nella causazione di un evento dannoso e sia stata determinata la responsabilità percentuale di ognuno in una certa misura, l'impugnazione con la quale uno dei soggetti riconosciuti responsabili censuri la sentenza per il fatto del riconoscimento della sua responsabilità non può reputarsi estesa - per il caso in cui il giudice d'appello rigetti tale doglianza - alla statuizione della sentenza di primo grado sulla ripartizione delle responsabilità, a ciò ostando il principio di specificità dei motivi di appello e considerato, in ogni caso, che chi contesta la propria responsabilità concorrente ben può non avere alcuna ragione per contestare la misura della sua responsabilità, ove invece riconosciuta.

    Cass. civ., sez. III, 14 novembre 2006, n. 24211, Imm. Sempione Srl in liq c. Com. Genova ed altri. (C.p.c., art. 342; c.p.c., art. 345). [RV593553]


@Appello civile - Domande nuove - Effetto devolutivo - Sentenza del giudice di pace.

Quando, di fronte ad una declinatoria di competenza da parte del giudice di pace in causa esorbitante dai limiti della sua giurisdizione equitativa, venga proposto appello con contestazione della fondatezza della pronuncia, il tribunale, ove la censura sia infondata, è investito dell'esame del merito quale giudice dell'appello in conseguenza del normale effetto devolutivo proprio di tale impugnazione restando escluso sia che la pronuncia sul merito possa considerarsi come resa dal tribunale stesso in primo grado, sia che al rigetto dell'appello sul motivo afferente alla competenza debba seguire la rimessione delle parti avanti allo stesso tribunale quale giudice competente affinché la controversia venga decisa in primo grado. Qualora la censura relativa alla declinatoria di competenza sia, invece, fondata, non ricorrendo alcuna delle ipotesi di rimessione al primo giudice, previste dagli artt. 353 e 354 cod. proc. e non esistendo una regola omologa a quella, dettata per le sentenze del conciliatore, dall'art. 353, quarto comma, c.p.c., abrogato dall'art. 89, comma primo, della L. n. 353 del 1990, il tribunale, previa declaratoria della nullità della sentenza di primo grado per erronea declinatoria della competenza, deve, in ragione dell'effetto devolutivo dell'appello, decidere sul merito quale giudice d'appello e non rimettere le parti avanti al giudice di pace per la rinnovazione del giudizio in primo grado.

    Cass. civ., sez. III, 22 settembre 2006, n. 20636, Miconi c. Assitalia Spa. (C.p.c., art. 46; c.p.c., art. 339; c.p.c., art. 353; c.p.c., art. 354). [RV593368]


@Appello civile - Giudice di appello - Poteri - Primaudienza

Nel procedimento d'appello, stante l'esigenza di concentrare le attività assertive e probatorie negli atti introduttivi, il giudice, esaurite le attività preliminari di cui agli artt. 350 e 351 c.p.c., ove non disponga atti istruttori e ritenga la causa matura per la decisione, già in prima udienza può compiere gli atti che preludono alla decisione, invitando le parti a precisare le conclusioni definitive, senza che, prima di passare alla fase di rimessione in decisione, vi sia spazio per la necessaria fissazione di un'udienza per la trattazione della causa e di un'altra per le deduzioni istruttorie.

    Cass. civ., sez. I, 8 gennaio 2007, n. 91, D'Urbano c. FFSS Spa ed altri. (C.p.c., art. 183; c.p.c., art. 184; c.p.c., art. 350; c.p.c., art. 351). [RV593657]


@Appello civile - Poteri del collegio - Rimessione della causa al giudice di primo grado - Esclusione.

Il caso di erronea dichiarazione, da parte del giudice di primo grado, della nullità dell'atto introduttivo del giudizio per difetto della edictio actionis non è ricompreso tra le ipotesi, specificate dall'art. 354 c.p.c., di rimessione della causa al primo giudice da parte del giudice di appello, sicché quest'ultimo è tenuto a trattare la causa nel merito, considerata altresì la mancanza di una garanzia costituzionale del principio del doppio grado di giurisdizione ed atteso il carattere eccezionale, non suscettibile di interpretazione analogica, del potere del giudice di appello di rimettere la causa al primo giudice.

    Cass. civ., sez. I, 8 gennaio 2007, n. 91, D'Urbano c. FFSS Spa ed altri. (C.p.c., art. 164; c.p.c., art. 353; c.p.c., art. 354). [RV593656]


@Appello civile - Poteri del collegio - Rimessione della causa al giudice di primo grado - Esclusione.

Il caso di erronea dichiarazione, da parte del giudice di primo grado, della nullità dell'atto introduttivo del giudizio per difetto della edictio actionis non è ricompreso tra le ipotesi, specificate dall'art. 354 c.p.c., di rimessione della causa al primo giudice da parte del giudice di appello, sicché quest'ultimo è tenuto a trattare la causa nel merito, considerata altresì la mancanza di una garanzia costituzionale del principio del doppio grado di giurisdizione ed atteso il carattere eccezionale, non suscettibile di interpretazione analogica, del potere del giudice di appello di rimettere la causa al primo giudice.

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    Cass. civ., sez. I, 8 gennaio 2007, n. 91, D'Urbano c. FFSS Spa ed altri. (C.p.c., art. 164; c.p.c., art. 353; c.p.c., art. 354). [RV593656]


@Appello penale - Decisioni in camera di consiglio - Provvedimento - Impedimento assoluto dell'imputato.

Qualora nel giudizio di appello, celebrato in camera di consiglio ai sensi dell'art. 599, comma secondo, c.p.p., venga presentato un certificato medico che attesti l'assoluto impedimento a comparire dell'imputato, l'udienza deve essere rinviata, dovendosi equiparare la documentazione prodotta ad una manifestazione univoca della volontà di partecipare.

    Cass. pen., sez. VI, 25 gennaio 2007, n. 2811 (ud. 18 dicembre 2006), Ramelli. (C.p.p., art. 127; c.p.p., art. 599). [RV235340]


@Appello penale - Decisioni in camera di consiglio - Richiesta delle parti.

È inammissibile il ricorso avverso la sentenza con cui, in accoglimento della richiesta congiunta delle parti, ai sensi dell'art. 599, comma quarto c.p.p., per la sostituzione della pena inflitta in primo grado con la sola sanzione pecuniaria o, in subordine, con la libertà vigilata, il giudice di appello applichi la sanzione sostitutiva più grave, in quanto tale decisione è coerente con la richiesta e costituisce espressione dell'esercizio della potestà valutativa in ordine alla sanzione più idonea, così come previsto dagli artt. 53 e 58 della citata legge n. 689 del 1981.

    Cass. pen., sez. III, 30 novembre 2006, n. 39555 (ud. 17 ottobre 2006), Del Pin. (L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 53; L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 58; c.p.p., art. 599). [RV235501]


@Appello penale - Incidentale - Strumento autonomo di impugnazione - Esclusione.

L'appello incidentale non è strumento autonomo di impugnazione ma ha natura accessoria rispetto a quello principale, atteso che la ratio dell'istituto non è quella di svolgere una funzione deterrente rispetto al gravame proposto dall'imputato ma di porsi in posizione antagonistica alle doglianze da quest'ultimo specificamente mosse. Ne consegue che l'appello incidentale non può avere ad oggetto i capi della decisione, ma neanche i punti di essa, che non siano stati investiti dall'appello principale.

    Cass. pen., sez. IV, 7 dicembre 2006, n. 40275 (ud. 28 settembre 2006), Pozzoli e altri. (C.p.p., art. 595). [RV235394]


@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Revisione - Richiesta per prove nuove.

La revisione della sentenza di patteggiamento, richiesta per la sopravvenienza o la scoperta di nuove prove, implica il riferimento alla regola di giudizio dell'assenza delle condizioni per il proscioglimento ex art. 129 c.p.p., sicché deve trovare fondamento in elementi tali da dimostrare che l'interessato deve essere prosciolto per la ricorrenza di una delle cause che danno luogo all'immediata declaratoria di non punibilità.

    Cass. pen., sez. VI, 1 marzo 2007, n. 8957 (c.c. 4 dicembre 2006), Tambaro. (L. 12 giugno 2003, n. 134, art. 3; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 629; c.p.p., art. 630). [RV235490]


@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Richiesta di revisione per prove nuove - Nozione di prove nuove.

In tema di revisione della sentenza di patteggiamento, in ragione di un'inconciliabilità logica con le caratteristiche dell'accertamento nell'applicazione di pena concordata, nella nozione di prove nuove non possono essere ricomprese le prove «non acquisite nel precedente giudizio ovvero acquisite, ma non valutate neanche implicitamente» che invece rilevano per la revisione delle ordinarie sentenze di condanna.

    Cass. pen., sez. VI, 1 marzo 2007, n. 8957 (c.c. 4 dicembre 2006), Tambaro. (L. 12 giugno 2003, n. 134, art. 3; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 629; c.p.p., art. 630). [RV235491]


@Assicurazione obbligatoria - Risarcimento danni - Fermo tecnico.

In tema di risarcimento del danno derivante da incidente stradale, con riferimento al cosiddetto danno da fermo...

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