Massimario di legittimità

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:333-379
RIEPILOGO

Abuso d’ufficio - Elemento oggettivo - Violazione di norme di legge - Violazione di principio costituzionale. (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Abuso d’ufficio – Elemento oggettivo – Violazione di norme di legge – Violazione di principio costituzionale

In tema di abuso d’ufficio, il requisito della violazione di norme di legge può essere integrato dall’inosservanza del principio costituzionale di imparzialità della P.A., per la parte in cui riguarda l’attività dei pubblici funzionari, poiché esprime il divieto di ingiustificate preferenze o di favoritismi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto ravvisabile il delitto di abuso d’ufficio in un caso in cui il funzionario della Motorizzazione civile aveva provveduto sistematicamente al preferenziale disbrigo delle pratiche avviate da una specifica agenzia, a discapito delle altre agenzie di pratiche automobilistiche).

    Cass. pen., sez. VI, 19 giugno 2008, n. 25162 (c.c. 12 febbraio 2008), P.M. in proc. Sassara e altri. (C.p., art. 323). [RV239892]

@Amnistia, indulto e grazia – Indulto – Applicabilità alle sanzioni ex lege n. 231 del 2001 – Esclusione

L’indulto, operando con riferimento alle pene detentive e pecuniarie, non è applicabile alle sanzioni di cui all’art. 9 D.L.vo n. 231 del 2001 in quanto sanzioni collegate a responsabilità di natura amministrativa e non penale.

    Cass. pen., sez. II, 21 settembre 2007, n. 35337 (c.c. 13 giugno 2007), P.M. in proc. Cluster S. (C.p., art. 174). [RV239857]

@Amnistia, indulto e grazia – Indulto – Applicazione - Preventiva adozione dell’ordine di esecuzione da parte del P.M

In tema di applicazione del condono, il provvedimento del giudice dell’esecuzione non è subordinato alla preventiva adozione dell’ordine di esecuzione da parte del pubblico ministero.

    Cass. pen., sez. I, 15 aprile 2008, n. 15609 (c.c. 28 marzo 2008), Tattic. (C.p., art. 174; c.p.p., art. 667; c.p.p., art. 672). [RV240149]

@Amnistia, indulto e grazia – Indulto – Concorso con la sospensione condizionale della pena – Prevalenza di quest’ultima in quanto più favorevole

In caso di concorso tra sospensione condizionale della pena e indulto, prevale la prima, in quanto estingue il reato e non la sola pena, mentre il secondo, condonando in tutto o in parte la pena, non estingue il reato, né le pene accessorie e gli altri effetti penali della condanna. (Fattispecie in cui è stata annullata la decisione del giudice d’appello che, sia pure implicitamente, ha revocato la sospensione della pena concessa dal giudice di primo grado, applicando il condono).

    Cass. pen., sez. VI, 28 maggio 2008, n. 21454 (ud. 19 febbraio 2008), Lagati e altro. (C.p., art. 163; c.p., art. 174). [RV239882]

@Amnistia, indulto e grazia – Indulto – Ergastolo - Condono parziale

L’indulto estingue solo le pene detentive temporanee e non può, per sua natura, essere applicato a pene detentive perpetue, a meno che il legislatore non abbia previsto, con apposita disposizione, la sua applicazione anche all’ergastolo, condonandolo in toto o convertendolo in una pena di specie diversa.

    Cass. pen., sez. I, 6 giugno 2008, n. 22760 (c.c. 22 maggio 2008), Parla. (C.p., art. 22; c.p., art. 174). [RV239886]

@Amnistia, indulto e grazia – Sospensione condizionale – Cumulo di pene inflitte anche per reati ostativi al beneficio – Conseguenze

Il cumulo formato tra pene inflitte per reati dei quali alcuni ostativi alla sospensione condizionata dell’esecuzione della pena non può essere scisso al fine di imputare la parte di pena espiata ai reati ostativi e consentire così, per la parte residua, la concessione del beneficio.

    Cass. pen., sez. I, 5 maggio 2008, n. 17810 (c.c. 8 aprile 2008), Amante. (L. 1 agosto 2003, n. 203). [RV239853]

@Amnistia, indulto e grazia – Sospensione condizionale – Straniero senza fissa dimora e non bene identificato – Concessione del beneficio

In tema di sospensione condizionale della pena, le sole considerazioni sull’incensuratezza di un soggetto straniero che non risulti avere stabile dimora in Italia e che non sia compiutamente identificato, non possono consentire la formulazione di un giudizio prognostico favorevole, il quale, ai sensi dell’art. 164, comma primo, c.p., deve essere fondato sulla personalità dell’imputato al fine di confortare la presunzione di ravvedimento in cui il giudizio medesimo si concretizza.

    Cass. pen., sez. IV, 11 aprile 2008, n. 15224 (ud. 14 febbraio 2008), P.G. in proc. Feaha. (C.p., art. 163; c.p., art. 164). [RV239810]

@Appello penale – Decisioni in camera di consiglio - Concordato sui motivi di appello – Motivazione sul mancato proscioglimento

In tema di c.d. patteggiamento in appello il giudice d’appello nell’accogliere la richiesta avanzata a norma dell’art. 599, comma quarto, c.p.p., non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento dell’imputato per taluna delle cause previste dall’art. 129 c.p.p. nè sull’insussistenza di cause di nullità assoluta o di inutilizzabilità della prova, in quanto a causa dell’effetto devolutivo, una volta che l’imputato abbia rinunciato ai motivi d’impugnazione, la cognizione del giudice deve limitarsi ai motivi non rinunciati, essendovi peraltro una radicale diversità tra l’istituto dell’applicazione della pena su richiesta delle parti e quello disciplinato dal citato art. 599 c.p.p.

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    Cass. pen., sez. I, 15 aprile 2008, n. 15601 (c.c. 28 marzo 2008), Caldarelli. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 599). [RV240146]

@Appello penale – Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Casi

Ai fini della valutazione dell’istanza di rinnovazione dell’istruzione dibattimentale, mediante l’assunzione della testimonianza di una minore vittima d’abusi sessuali già sentito in dibattimento o in sede d’incidente probatorio, è necessario che nell’atto d’appello siano indicate specificamente le circostanze su cui dovrebbe vertere l’esame ai sensi dell’art. 190 bis c.p.p., non essendo sufficiente evidenziare genericamente l’utilità di assumerne la testimonianza.

    Cass. pen., sez. III, 16 maggio 2008, n. 19728 (ud. 3 aprile 2008), Ranzini. (C.p.p., art. 190 bis; c.p., art. 609 bis; c.p., art. 609 ter; c.p., art. 609 quater). [RV240041]

@Appello penale – Provvedimenti appellabili e inappellabili – Sentenze di proscioglimento – Inappellabilità da parte dell’imputato

A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 85 del 2008, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 1 L. n. 46 del 2006, nella parte in cui, sostituendo l’art. 593 c.p.p., escludeva che l’imputato potesse appellare avverso sentenze di proscioglimento relative a delitti, nonché dell’art. 10, comma secondo, della cit. L. n. 46 del 2006, nella parte in cui prevedeva che l’appello proposto prima della sua entrata in vigore fosse dichiarato inammissibile, con possibilità di successiva proposizione del ricorso per cassazione, è da ritenere che, qualora l’imputato si sia avvalso di tale possibilità, la corte di cassazione, previa verifica della formale ammissibilità del ricorso, debba annullare senza rinvio l’ordinanza di inammissibilità e disporre la restituzione degli atti al giudice d’appello per il giudizio di secondo grado; qualora invece il ricorso sia stato proposto dopo l’entrata in vigore «a regime» della legge n. 46 del 2006, è da ritenere che esso vada trattato come ricorso per saltum secondo la disciplina di cui all’art. 569 c.p.p., e, quindi, ove con il medesimo risultino denunciati vizi inquadrabili nelle previsioni di cui all’art. 606, comma primo, lett. d) ed e), c.p.p., vada convertito in appello mentre, ove risultino denunciati altri vizi e questi comportino l’annullamento con rinvio, gli atti vadano trasmessi al giudice d’appello ai sensi dell’ultimo comma del citato art. 569.

    Cass. pen., sez. I, 16 maggio 2008, n. 19782 (ud. 29 aprile 2008), Corridori e altri. (C.p.p., art. 569; c.p.p., art. 593; L. 20 febbraio 2006, n. 46, art. 1). [RV240024]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti – Richiesta – Nelle indagini preliminari – Udienza per la decisione

In tema di patteggiamento, è ammissibile la costituzione di parte civile all’udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione concordata della pena, proposta nel corso delle indagini preliminari, atteso che anche nell’udienza disciplinata dall’art. 447 c.p.p. vengono adottati provvedimenti che possono essere pregiudizievoli per la parte lesa, così come avviene nell’udienza ex art. 444 c.p.p.

    Cass. pen., sez. III, 13 maggio 2008, n. 19188 (c.c. 26 marzo 2008), Rosa e altro. (C.p.p., art. 74; c.p.p., art. 79; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 447). [RV239860]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti – Richiesta – Procura speciale rilasciata al difensore – Declaratoria di contumacia

Nel caso in cui l’imputato abbia rilasciato procura speciale al difensore per procedere all’applicazione della pena su richiesta delle parti nella fase preliminare al dibattimento, non può farsi luogo alla declaratoria di contumacia, sicchè la lettura della sentenza equivale a notificazione e da essa decorre il termine per proporre impugnazione.

    Cass. pen., sez. I, 3 aprile 2008, n. 14015 (c.c. 7 marzo 2008), Pizzo. (C.p.p., art. 420 quater; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 446; c.p.p., art. 484). [RV240140]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti – Richiesta – Richiesta di applicazione di cause di estinzione del reato o della pena – Conseguente obbligo del giudice

In tema di applicazione della pena su richiesta delle parti, elemento fondamentale e immodificabile dell’accordo è soltanto la determinazione della misura e della specie della pena, da esso esulando, pertanto, la declaratoria di cause di estinzione della pena o del reato. (In applicazione di tale principio la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di patteggiamento impugnata limitatamente all’applicazione contra legem dell’indulto al reato di cui all’art. 609 quinquies c.p.).

    Cass. pen., sez....

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