Massimario di legittimità

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:1441-1504
RIEPILOGO

Abitualità e professionalità nel reato - Ritenuta dal giudice - Specifica motivazione in ordine agli elementi indicativi dell'attuale e concreta pericolosità sociale dell'imputato - Necessità (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Abitualità e professionalità nel reato - Ritenuta dal giudice - Specifica motivazione in ordine agli elementi indicativi dell'attuale e concreta pericolosità sociale dell'imputato - Necessità.

-Ai fini della dichiarazione di abitualità nel reato, occorre che il giudice fornisca specifica motivazione in ordine agli elementi indicativi dell'attuale e concreta pericolosità sociale del soggetto, tali da evidenziare fino a che punto la tendenza criminosa manifestata nello specifico delitto sia radicata nella personalità di quest'ultimo mostrandone la capacità criminale.

* Cass. pen., sez. V, 18 novembre 2008, n. 43077 (ud. 17 settembre 2008), Montalto. (C.p., art. 103). [RV242595]

@Abusivo esercizio di una professione - Professione sanitaria - Odontotecnico - Pratiche dirette sul cavo orale del paziente

-Commette il delitto di esercizio abusivo della professione medica, l'odontotecnico il quale provveda ad ispezionare la cavità orale del paziente per verificare le condizioni di una protesi, rientrando tale operazione in quelle riservate all'odontoiatra giacchè si risolve in un rapporto diretto con il paziente medesimo.

* Cass. pen., sez. VI, 26 novembre 2008, n. 44098 (ud. 21 ottobre 2008), Bortolotto. (C.p., art. 348; L. 24 luglio 1985, n. 409). [RV242367]

@Abusivo esercizio di una professione - Professione sanitaria - Rilevazione di impronte dentarie da parte di odontotecnico - Configurabilità del reato

-Integrano il delitto di esercizio abusivo della professione medica le condotte consistenti nella diretta rilevazione delle impronte dentarie di un paziente da parte di un odontotecnico (attività riservata esclusivamente all'odontoiatra) e nella rimozione del tartaro con lucidatura delle arcate dentarie da parte di un soggetto (nella specie, assistente di poltrona di studio dentistico) privo del titolo di odontoiatra o di igienista dentale.

* Cass. pen., sez. VI, 30 gennaio 2009, n. 4294 (c.c. 12 dicembre 2008), Melame. (R.D. 31 maggio 1928, n. 1334, art. 11; c.p., art. 348). [RV242690]

@Abusivo esercizio di una professione - Professione sanitaria - Servizio infermieristico svolto presso una struttura pubblica o convenzionata con il servizio sanitario nazionale - Obbligo di iscrizione all'albo professionale

-Non integra il concorso nel delitto di abusivo esercizio della professione di infermiere la gestione in forma privatistica di un servizio infermieristico svolto presso una struttura sanitaria, sia essa pubblica o convenzionata con il servizio sanitario nazionale, impiegando presso tale struttura infermieri in possesso di regolare titolo abilitante, ma non iscritti al relativo albo professionale, in quanto l'obbligo di iscrizione è previsto solo per coloro che esercitano liberamente la loro attività professionale mediante contratti d'opera conclusi direttamente con il pubblico dei clienti, a norma degli artt. 8 e 10 del D.L.vo n. 233 del 1946. (Fattispecie relativa ad un appalto di servizi avente ad oggetto prestazioni lavorative di infermieri professionali, stipulato da una società cooperativa a responsabilità limitata con una casa di cura convenzionata con il servizio sanitario nazionale).

* Cass. pen., sez. VI, 13 febbraio 2009, n. 6491 (ud. 4 novembre 2008), Pramaggiore. (C.p., art. 110; c.p., art. 348; D.L.vo 13 settembre 1946, n. 233, art. 8; D.L.vo 13 settembre 1946, n. 233, art. 10). [RV242580]

@Abuso d'ufficio - Elemento oggettivo - Condotta in violazione di norme di legge - Norma contenuta in contrattazione collettiva

-Ai fini della configurabilità del delitto di abuso d'ufficio, deve escludersi che possano costituire violazione di legge o di regolamento l'inosservanza o la mancata o erronea applicazione di norme contenute in contratti collettivi per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. (In applicazione di tale principio, la S.C., rilevato che tra le norme anzidette rientra anche quella di cui all'art. 28 del c.c.N.L. del 14 settembre 2000, relativa al patrocinio legale dei dipendenti pubblici per fatti connessi all'espletamento dei compiti d'ufficio, ha annullato senza rinvio la sentenza con la quale i giudici di merito avevano invece affermato la penale responsabilità degli imputati relativamente ad una delibera con la quale era stato deciso il rimborso delle spese legali in favore di un ex sindaco, di un ex assessore e di un funzionario comunale, anche con riguardo ad un addebito dal quale costoro erano stati prosciolti non con formula liberatoria nel merito, ma per intervenuta prescrizione).

* Cass. pen., sez. VI, 5 febbraio 2009, n. 5026 (ud. 25 settembre 2008), Maimone e altri. (C.p., art. 323; D.L.vo 30 marzo 2001, n. 165, art. 2; L. 23 ottobre 1992, n. 421). [RV242679]

@Abuso d'ufficio - Elemento oggettivo - Violazione di norma penale - Assorbimento

-La condotta del pubblico ufficiale che sia posta in essere in violazione di una norma penale non integra il delitto d'abuso d'ufficio ma il reato che da quella norma è previsto, e l'abuso dei poteri o la violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione, con cui quella condotta è attuata, configurano la circostanza aggravante di cui all'art. 61 n. 9 c.p. (Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto l'assorbimento del delitto d'abuso d'ufficio in quello di lesioni personali aggravate ai sensi dell'art. 61 n. 9) c.p., in riguardo alla condotta del pubblico ufficiale, appartenente alla polizia municipale, che nell'esercizio delle funzioni di controllo della circolazione stradale aveva fermato un motociclista privo del casco protettivo e lo aveva colpito con pugni).

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* Cass. pen., sez. VI, 17 novembre 2008, n. 42801 (ud. 7 ottobre 2008), Zarantonello. (C.p., art. 61; c.p., art. 323; c.p., art. 582). [RV242406]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Aggravante ex art. 7 D.L. n. 152 del 1991 contestata in fattoInapplicabilità del beneficio

-Sono esclusi dall'applicazione dell'indulto concesso con L. n. 241 del 2006 i delitti in relazione ai quali la circo- stanza aggravante prevista dall'art. 7 D.L. 13 maggio 1991 n. 152, pur in assenza d'espressa menzione di tale disposizione, risulti chiaramente contestata in fatto. (Fattispecie in cui l'imputazione d'omicidio premeditato descriveva il fatto come commesso per agevolare un'associazione camorristica).

* Cass. pen., sez. V, 21 gennaio 2009, n. 2508 (c.c. 23 ottobre 2008), Giuliano. (D.L. 13 maggio 1991, n. 152, art. 7; L. 12 luglio 1991, n. 203; L. 31 luglio 2006, n. 241; c.p., art. 174). [RV242383]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione oltre i limiti di legge in sede di cognizione - Rettificazione in sede esecutiva

-L'indulto concesso oltre i limiti previsti dalla legge con sentenza passata in giudicato non può essere revocato in sede esecutiva, in base alla constatazione dell'erronea decisione del giudice. poichè all'errore può porsi rimedio solo mediante tempestiva impugnazione del pubblico ministero.

* Cass. pen., sez. I, 28 gennaio 2009, n. 3851 (c.c. 25 novembre 2008), Mazzarino. (C.p., art. 174; c.p.p., art. 674). [RV242435]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Concorso con la sospensione condizionale della pena - Configurabilità

-La sospensione condizionale della pena non è incompatibile con l'applicazione dell'indulto, poichè quest'ultimo estingue la pena fin dal momento della sua pronunzia, mentre la prima produce effetto solo alla scadenza del termine di sospensione. (Fattispecie in cui la Corte d'Appello, nel confer- mare la sentenza di primo grado con la quale era stata concessa la sospensione condizionale, ha altresì applicato l'indulto).

* Cass. pen., sez. VI, 9 gennaio 2009, n. 508 (ud. 15 ottobre 2008), Gianotti. (C.p., art. 163; c.p., art. 174; L. 31 luglio 2006, n. 241). [RV242365]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Concorso di più reati punibili con la pena dell'ergastolo e di altri reati punibili con pene detentive temporanee - Isolamento diurno

-La sanzione dell'isolamento diurno che segue all'irrogazione di più condanne alla pena dell'ergastolo, non può essere oggetto di condono, neppure in parte, una volta operata la scissione del cumulo delle pene.

* Cass. pen., sez. I, 8 gennaio 2009, n. 149 (c.c. 11 novembre 2008), Bruno. (C.p., art. 22; c.p., art. 72; c.p., art. 174; c.p., art. 184; L. 31 luglio 2006, n. 241). [RV242554]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Indulto concesso dal giudice della cognizione - Revoca da parte del giudice dell'esecuzione

-L'indulto concesso dal giudice della cognizione può essere revocato dal giudice dell'esecuzione solo per la sopravvenienza di una causa prevista dalla legge, e non per un mero ripensamento sulla correttezza della sua applicazione.

* Cass. pen., sez. I, 4 dicembre 2008, n. 45076 (c.c. 30 ottobre 2008), Colavecchia. (C.p., art. 174; c.p.p., art. 672; c.p.p., art. 674). [RV242335]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Isolamento diurno - Applicabilità

-L'isolamento diurno previsto dall'art. 72 c.p. è sanzione penale con caratteristiche di temporaneità alla quale può essere applicato l'indulto, purchè lo stesso sia stato disposto per il caso di concorso tra reati cui il provvedimento di clemenza è ugualmente applicabile. (Fattispecie in cui è stata esclusa la condonabilità dell'isolamento diurno irrogato per effetto della continuazione tra più reati punibili con la pena dell'ergastolo, pena il cui carattere perpetuo la Corte ha ritenuto incompatibile con il provvedimento d'indulto di cui alla L. n. 241 del 2006).

* Cass. pen., sez. I, 13 gennaio 2009, n. 1044 (c.c. 2 dicembre 2008), Rotolo. (C.p., art. 72; c.p., art. 174; L. 31 luglio 2006, n. 241). [RV242514]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Revoca di diritto - Reato continuato in parte commesso entro il termine rilevante ai fini della revoca

-In tema di revoca dell'indulto, nel caso in cui il reato commesso entro il termine...

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