Massimario di legittimità

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:513-557
RIEPILOGO

Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Criteri. (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Criteri

In tema di indulto, la previsione di cui all’art. 174 comma secondo c.p. circa l’applicabilità del beneficio una sola volta sul cumulo materiale delle pene, comporta che da esso il giudice dell’esecuzione deve innanzitutto detrarre in un’unica soluzione la diminuzione per l’indulto, e soltanto successivamente può applicare il criterio moderatore di cui all’art. 178 c.p. e lo sbarramento del quintuplo della pena più grave.

    Cass. pen., sez. fall., 6 agosto 2008, n. 32955 (c.c. 29 luglio 2008), Marra. (C.p., art. 78; c.p., art. 174; c.p.p., art. 663). [RV240610]

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Giudice dell’esecuzione

In sede d’adozione dell’ordine d’esecuzione il pubblico ministero deve valutare l’incidenza dell’indulto sulla pena cumulabile, con conseguente provvisoria sospensione dell’esecuzione ove la pena residua non superi il limite di concedibilità previsto dall’art. 656, comma quinto, c.p.p.

    Cass. pen., sez. I, 25 luglio 2008, n. 31353 (c.c. 22 maggio 2008), P.M. in proc. Bramor. (C.p., art. 174; c.p.p., art. 672). [RV240992]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Benefici - Riconoscimento della continuazione

Il giudice d’appello non può riconoscere d’ufficio la continuazione tra il reato rimesso alla sua cognizione e altro per cui l’imputato ha riportato in precedenza condanna divenuta definitiva, ma tale riconoscimento deve formare oggetto di espressa richiesta da parte dell’interessato.

    Cass. pen., sez. IV, 12 agosto 2008, n. 33403 (ud. 14 luglio 2008), P.G. in proc. Cavalieri D’Oro. (C.p., art. 81; c.p.p., art. 597). [RV240902]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Impugnazione sul punto della responsabilità penale - Cognizione sulla sussistenza degli elementi accessori del reato

In tema di appello, l’impugnazione della sentenza di primo grado sul punto della sussistenza della responsabilità penale comporta la devoluzione al giudice del gravame altresì della verifica della sussistenza degli elementi accessori del reato. (Nella specie il giudice d’appello, sia pure in assenza di specifica doglianza dell’imputato, limitatosi a contestare l’affermazione di responsabilità, aveva escluso la circostanza aggravante di cui all’art. 600 sexies, comma primo, c.p.).

    Cass. pen., sez. III, 3 luglio 2008, n. 26762 (ud. 3 giugno 2008), P.G. in proc. Volpari. (C.p.p., art. 597). [RV240268]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Poteri del giudice d’appello - Verifica dei presupposti di applicazione della norma invocata

In sede di impugnazione il giudice ha il potere di accertare la ricorrenza, nell’ambito della concreta fattispecie, degli elementi previsti dalla legge per l’applicabilità della norma invocata da colui che ha proposto il gravame, ancorché tale doverosa indagine sia stata omessa nel precedente grado. (Fattispecie relativa all’opposizione al rigetto dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio in cui la Corte ha ritenuto legittima la conferma del provvedimento da parte del giudice dell’opposizione, sebbene motivata con riferimento alla mancanza di uno dei presupposti di ammissione al beneficio in ordine al quale lo stesso provvedimento non si era pronunciato).

    Cass. pen., sez. IV, 8 agosto 2008, n. 33125 (c.c. 24 aprile 2008), Megna e altro. (D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 79; c.p.p., art. 597). [RV240885]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Reformatio in peius - Diversa qualificazione giuridica

In tema d’impugnazioni, non viola il divieto di reformatio in peius la decisione del giudice d’appello che proceda ad una diversa e più grave qualificazione giuridica del fatto, ostativa alla declaratoria d’estinzione per prescrizione, in quanto tale divieto impedisce solo un deteriore trattamento sanzionatorio per il reo, ma non garantisce a quest’ultimo un trattamento sotto ogni profilo più favorevole di quello riservatogli dal primo giudice.

    Cass. pen., sez. III, 11 luglio 2008, n. 28815 (ud. 9 maggio 2008), Belli. (C.p.p., art. 521; c.p.p., art. 531; c.p.p., art. 597; c.p., art. 157). [RV240991]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Reformatio in peius - Fattispecie

Nel caso d’unico reato di bancarotta composto di una pluralità di fatti, qualora dall’accoglimento dell’appello dell’imputato derivi una pronuncia d’assoluzione o di non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativamente a taluno dei fatti stessi, trova applicazione il disposto dell’art. 597, comma quarto, c.p.p., con il conseguente obbligo del giudice d’appello di ridurre in misura corrispondente la pena complessiva irrogata.

    Cass. pen., sez. I, 5 maggio 2008, n. 17777 (ud. 27 marzo 2008), Caprioglio e altri. (C.p.p., art. 597; R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 216; R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 219). [RV240279]

@Appello penale - Decisioni in camera di consiglio - Giudizio abbreviato - Impedimento a comparire del difensore

Al procedimento camerale del giudizio abbreviato di appello non si applica l’art. 420 ter, comma quinto, c.p.p.,Page 514 che impone il rinvio del procedimento in caso di impedimento del difensore. (In motivazione la Corte ha chiarito che, nella menzionata udienza camerale, la presenza delle parti è facoltativa e solo per l’imputato è espressamente previsto, dall’art. 599 comma secondo, c.p.p., che, ove abbia manifestato la volontà di presenziare alla udienza, questa deve essere rinviata in caso di suo legittimo impedimento).

    Cass. pen., sez. IV, 12 agosto 2008, n. 33392 (ud. 14 luglio 2008), Menoni. (C.p.p., art. 127; c.p.p., art. 420 ter; c.p.p., art. 443; c.p.p., art. 599). [RV240901]

@Appello penale - Decisioni in camera di consiglio - Rinnovazione dell’istruzione dibattimentale - Prove sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per asserito contrasto con i principi di ragionevolezza, di inviolabilità del diritto di difesa e con le garanzie del c.d. giusto processo, della disposizione di cui all’art. 603, comma secondo, c.p.p., per la parte in cui richiederebbe, ai fini della rinnovazione istruttoria, l’apprezzamento giudiziale dell’assoluta necessità in presenza di prove sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado se dedotte dopo il decorso del termine per la proposizione dei motivi aggiunti, dal momento che la preclusione all’assunzione di prove indicate oltre i termini per la proposizione dei motivi aggiunti opera soltanto in riguardo a quelle già acquisite nel dibattimento di primo grado e a quelle nuove ma pur sempre preesistenti o scoperte prima della definizione di quel giudizio.

    Cass. pen., sez. II, 6 giugno 2008, n. 22896 (ud. 6 marzo 2008), Ginju. (C.p.p., art. 190; c.p.p., art. 495; c.p.p., art. 603). [RV240641]

@Appello penale - Nullità (Questioni di) - Circostanze - Erronea applicazione di circostanza aggravante sottratta al giudizio di comparazione

Il giudice d’appello che abbia accertato l’erronea applicazione da parte del giudice di primo grado di una circostanza aggravante sottratta al giudizio di comparazione e, quindi, alla disciplina prevista dall’art. 604, comma secondo, c.p.p., deve dichiarare la nullità della sentenza di primo grado nella parte relativa alla determinazione complessiva della pena, mentre è abnorme la declaratoria di nullità parziale limitata all’applicazione della predetta circostanza aggravante. (Nel caso di specie, la circostanza aggravante applicata dal giudice di primo grado non era stata contestata dal pubblico ministero).

    Cass. pen., sez. V, 4 settembre 2008, n. 34643 (ud. 8 maggio 2008), P.G. e De Carlo e altri. (C.p.p., art. 552; c.p.p., art. 604). [RV240998]

@Appello penale - Provvedimenti appellabili e inappellabili - Appello del pubblico ministero - Appello contro sentenza d’assoluzione

Il giudice d’appello che, investito d’impugnazione del P.M. avverso sentenza d’assoluzione emessa all’esito di giudizio abbreviato, non ne abbia ancora pronunciato l’inammissibilità ai sensi della Legge n. 46 del 2006, legittimamente decide su di essa a seguito della sopravvenuta sentenza n. 320 del 2007 della Corte cost., dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 443 c.p.p., nella parte in cui esclude la facoltà del P.M. di appellare le sentenze di proscioglimento emesse all’esito di giudizio abbreviato.

    Cass. pen., sez. I, 27 giugno 2008, n. 25938 (ud. 27 maggio 2008), Cosoleto e altri. (C.p.p., art. 443; c.p.p., art. 594). [RV240514]

@Appello penale - Sentenza - Procedimentale - Proscioglimento de plano prima del dibattimento

La sentenza predibattimentale di proscioglimento non può essere pronunciata dal giudice di appello, atteso che l’art. 601 c.p.p. disciplina autonomamente la fase degli atti preliminari a tale giudizio rispetto a quella del giudizio di primo grado e non richiama la facoltà prevista dall’art. 469 c.p.p. secondo cui il giudice, in camera di consiglio e su accordo delle parti, può pronunciare sentenza di proscioglimento prima del dibattimento di primo grado.

    Cass. pen., sez. I, 3 luglio 2008, n. 26815 (c.c. 19 giugno 2008), P.G. in proc. Karwowski. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 469; c.p.p., art. 599; c.p.p., art. 601). [RV240876]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Applicazione di pena detentiva superiore ai due anni - Applicazione delle pene accessorie e condanna alle spese processuali

In caso di patteggiamento di una pena detentiva superiore ai due anni all’imputato devono essere necessariamente applicate le pene accessorie obbligatorie per legge e lo stesso deve essere altresì condannato al pagamento delle spese processuali.

    Cass. pen., sez. IV, 10 giugno 2008, n. 23134 (c.c. 14 maggio...

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