Massimario di legittimità

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RIEPILOGO

Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Soggetti affetti da invalidità permanente . Antichità e belle arti - Cose di interesse artistico e storico - Uso illecito di bene culturale - Nozione (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Applicazione - Soggetti affetti da invalidità permanente

-- In tema di indulto, la previsione di cui all'art. 6 n. 4 D.P.R. n. 865 del 1986 che prevede una maggiore estensione del beneficio per soggetti affetti da invalidità permanente non inferiore al 71% non si applica nelle ipotesi di esclusione oggettiva dell'indulto, tra cui rientrano le pene irrogate per i delitti di cui agli articoli 71 e 75 legge n. 685 del 1975 in materia di stupefacenti.

    Cass. pen., sez. V, 5 novembre 2004, n. 43420 (c.c. 20 maggio 2004), Mazzaferro. (C.p., art. 174; L. 22 dicembre 1975, n. 685, art. 71; L. 22 dicembre 1975, n. 685, art. 75; L. 16 dicembre 1986, n. 865, art. 6). [RV231003]

@Antichità e belle arti - Cose di interesse artistico e storico - Uso illecito di bene culturale - Nozione

-- In tema di beni culturali, integra il reato di cui all'art. 170 del D.L.vo 22 gennaio 2004 n. 41 (uso illecito dei beni culturali) l'uso del bene culturale che ne determini la distorsione dal godimento che gli è proprio, ovvero di studio, ricerca o piacere estetico complessivo.

    Cass. pen., sez. III, 19 aprile 2005, n. 14377 (c.c. 17 marzo 2005), P.M. in proc. Veneroso. (D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 41, art. 10; D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 41, art. 170). [RV231072]

@Appello penale - Cognizione del giudice di appello - Benefici - Sostituzione della pena a norma dell'art. 53 della legge n. 689 del 1981

-- Nel caso in cui l'appello sia stato proposto unicamente dal P.M., il giudice, benché non investito della censura relativa alla mancata concessione della sanzione sostitutiva, può ugualmente procedere d'ufficio alla sua applicazione.

    Cass. pen., sez. III, 10 marzo 2005, n. 09496 (ud. 8 febbraio 2005), Altin. (C.p.p., art. 597; L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 53). [RV231122]

@Appello penale - Decisioni in camera di consiglioPena - Patteggiamento della pena in appello

-- In tema di cosiddetto patteggiamento in appello il giudice, nell'accogliere la richiesta avanzata a norma dell'art. 599 comma quarto, c.p.p., non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento dell'imputato per talune delle cause previste dall'art. 129 c.p.p., in quanto, a causa dell'effetto devolutivo, una volta che l'imputato abbia rinunciato ai motivi di impugnazione, la sua cognizione è limitata esclusivamente ai motivi non rinunciati.

    Cass. pen., sez. II, 11 ottobre 2004, n. 39663 (ud. 16 giugno 2004), Calabrese ed altri. (C.p.p., art. 129; c.p.p., art. 559; c.p.p., art. 606; c.p.p., art. 609). [RV231109]

@Appello penale - Dibattimento - Rinnovazione dell'istruzione - Citazione d'ufficio dei testi di riferimento

-- In tema di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, ai sensi dell'art. 603 c.p.p., è legittima, da parte del giu- dice di appello, la citazione dei testi di riferimento omessa in primo grado, atteso che si verte non in ipotesi di nullità regolata dall'art. 604, commi quarto e quinto, c.p.p., bensì di inutilizzabilità delle testimonianze de relato che il giudice di secondo grado può rimuovere anche d'ufficio.

    Cass. pen., sez. VI, 31 gennaio 2005, n. 02966 (ud. 5 ottobre 2004), Barletta ed altri. (C.p.p., art. 603; c.p.p., art. 604). [RV231060]

@Appello penale - Sentenza - Totale riforma della sentenza di primo grado - Motivazione

-- La decisione del giudice di appello, che comporti totale riforma della sentenza di primo grado, impone la dimostrazione dell'incompletezza o della non correttezza ovvero dell'incoerenza delle relative argomentazioni con rigorosa e penetrante analisi critica seguita da completa e convincente motivazione che, sovrapponendosi a tutto campo a quella del primo giudice, senza lasciare spazio alcuno, dia ragione delle scelte operate e del privilegio accordato ad elementi di prova diversi o diversamente valutati. La diversa spiegazione di un fatto non può semplicemente basarsi sulla mera possibile alternativa, disancorata dalla realtà processuale, ma deve fondarsi su specifici dati fattuali che rendano verosimile la conclusione di un iter logico cui si pervenga senza affermazioni apodittiche ma nelle forme corrette del ragionamento. (Nella fattispecie, relativa agli effetti dell'esposizione all'amianto, la Corte ha censurato la sentenza della corte territoriale la quale, senza prendere sufficientemente in esame le argomentazioni del giudice di primo grado, aveva disatteso le conclusioni da questi raggiunte sulla base dei dati forniti dagli studi scientifici dei periti).

    Cass. pen., sez. IV, 1 marzo 2005, n. 07630 (ud. 29 novembre 2004), P.G. in proc. Marchiorello ed altro. (C.p.p., art. 605). [RV231136]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta - Istituto del c.d. patteggiamento allargato - Richiesta di sospensione del dibattimento

-- L'istanza di sospensione del dibattimento, prevista dall'art. 5 della legge n. 134 del 2003 al fine di verificare l'opportunità di presentare una richiesta di patteggiamento secondo i nuovi termini di cui all'art. 444 c.p.p., come per la richiesta di accesso al rito speciale, deve essere presentata dall'imputato o dal suo difensore munito di procura speciale.

    Cass. pen., sez. I, 4 febbraio 2005, n. 04192 (ud. 1 febbraio 2005), Picchio ed altri. (L. 12 giugno 2003, n. 134, art. 5; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 446). [RV230961]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta - Nel corso delle indagini preliminariFissazione dell'udienza. - massimario di legittimitàPage 346

-- Sull'istanza di patteggiamento, anche se presentata congiuntamente dalle parti, il giudice non può provvedere de plano ma deve fissare un'apposita udienza, della quale le parti stesse devono essere informate, con la conseguenza che l'omesso avviso dà luogo a nullità a regime intermedio. (In

applicazione di tale principio, la Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto di competenza sollevato dal Gip con riferimento al provvedimento con il quale il Tribunale aveva restituito gli atti al suo ufficio, dopo aver dichiarato la nullità del decreto che aveva disposto il giudizio immediato, in considerazione della reiezione de plano della richiesta di patteggiamento).

    Cass. pen., sez. I, 17 gennaio 2005, n. 00804 (c.c. 15 dicembre 2004), Conf. comp. in proc. Catalano. (C.p.p., art. 28; c.p.p., art. 178; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 447). [RV231095]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Annullamento senza rinvio - Nuovo giudizio

-- Nel caso di annullamento senza rinvio di una sentenza di patteggiamento, il giudice deve instaurare il processo ex novo sulla base della originaria citazione a giudizio, sicché sono privi di effetti giuridici gli atti presupposti quali la richiesta di patteggiamento e il consenso prestato dall'altra parte e non si può provvedere secondo il rito speciale senza il rinnovo della procedura sin dall'inizio.

    Cass. pen., sez. II, 20 gennaio 2005, n. 01681 (ud. 22 dicembre 2004), Colangelo. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 446). [RV230956]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Condanna dell'imputato al pagamento delle spese di custodia cautelare con la sentenza di patteggiamento - Legittimità

-- In tema di patteggiamento, l'esclusione della condanna alle spese del procedimento non si estende a quelle di custodia cautelare, per le quali vale l'equiparazione della sentenza ad una pronuncia di condanna, come stabilito dall'art. 445, ultimo comma, c.p.p.

    Cass. pen., sez. VI, 24 settembre 2004, n. 37926 (c.c. 9 luglio 2004), Speranza. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; c.p.p., art. 535; c.p.p., art. 692). [RV231013]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Estinzione del reato - Iscrizione nel casellario giudiziale

-- L'estinzione del reato conseguente al decorso dei ter- mini e delle condizioni previste dall'art. 445 c.p.p. in caso di sentenza di patteggiamento, non comporta anche l'eliminazione dell'iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale, dal momento che l'art. 5 del D.P.R. 14 novembre 2002 n. 313 prevede l'eliminazione delle iscrizioni nel casellario solo per i reati di competenza del giudice di pace. (La Corte ha osservato che non è ipotizzabile una applicazione analogica della citata disposizione che si porrebbe in contrasto con la volontà del legislatore che ha inteso disciplinare in modo esaustivo l'intera materia).

    Cass. pen., sez. III, 10 febbraio 2005, n. 04868 (c.c. 20 dicembre 2004), Furlan. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, art. 5). [RV230955]

@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Sentenza - Misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero a pena espiata - Applicabilità con la sentenza di patteggiamento allargato

-- In tema di misure di sicurezza, l'espulsione dello straniero dal territorio dello Stato a pena espiata, prevista in ordine al reato di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990) dall'art. 86, comma primo, D.P.R. n. 309 del 1990, che costituisce una misura di sicurezza personale, ex art. 215, comma secondo, n. 4 c.p., può essere applicata con la sentenza di patteggiamento allargato ai sensi degli articoli 444, comma primo, c.p.p. (novellato ex art. 1 legge n. 134 del 2003) e 445, comma primo, c.p.p., quando la pena irrogata superi i due anni di pena detentiva sola o congiunta a pena pecuniaria; in tal caso, il giudice di merito deve effettuare, in virtú della statuizione contenuta nella sentenza n. 58 del 1995 della Corte costituzionale, l'accertamento della sussistenza in concreto della pericolosità sociale dello straniero.

    Cass. pen., sez. IV, 29 ottobre 2004, n. 42317 (c.c. 8 giugno 2004), Kola. (C.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 86; L....

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