Massimario

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione
Rivista penale 2/2019
Massimario
Abuso d’ufcio
Abuso – Abuso di ufficio in casi non preveduti specifica-
mente dalla legge – Emanazione di permesso di costruire
illegittimo.
In tema di abuso d’ufficio, qualora la condotta consista nell’e-
manazione di un permesso di costruire illegittimo, il momento
consumativo coincide con l’adozione dell’atto stesso in quanto
in tale momento si verifica il requisito dell’ingiusto vantaggio
patrimoniale, mentre l’eventuale successiva attività edificatoria,
così come l’eventuale alienazione del terreno divenuto edifica-
bile, costituisce un "post factum" che dipende dall’azione di un
soggetto diverso rispetto al pubblico ufficiale che ha emanato
l’atto illegittimo. F Cass. pen., sez. III, 4 ottobre 2018, n. 44104
(c.c. 19 aprile 2018), P. (c.p., art. 323). [RV274127]
Appello penale
Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Riquali-
ficazione giuridica del fatto “contra reum”.
Non sussiste l’obbligo di rinnovazione dell’assunzione della pro-
va dichiarativa nel caso in cui il giudice di appello, che riformi
"in peius" la sentenza di condanna di primo grado, proceda solo
ad una diversa qualificazione giuridica dei fatti, senza rivaluta-
re il contenuto dichiarativo delle deposizioni dei testi escussi o
modificare il giudizio sulla loro attendibilità. (Fattispecie in cui
l’imputato era stato assolto in primo grado dal reato di lesioni,
perché commesso in situazione di legittima difesa, e successiva-
mente condannato in appello sulla base ad una diversa interpre-
tazione in ordine alla sussistenza dell’attualità del pericolo di un
danno grave alla persona, da cui era conseguita l’esclusione, in-
vece, della scriminante). F Cass. pen., sez. V, 27 settembre 2018,
n. 42577 (ud. 2 luglio 2018), D. (c.p.p., art. 597; c.p., art. 52; l. 4
agosto 1955, n. 848, art. 6). [RV274009]
Applicazione della pena su richiesta
delle parti
Pena – Pena applicata per più reati in continuazione –
Conseguenze in tema di poteri della Corte di cassazione.
In tema di applicazione della pena su richiesta delle parti per più
reati unificati dalla continuazione, qualora sia ritenuta l’insussi-
stenza di uno dei reati satellite, la Corte di cassazione deve pro-
cedere alla eliminazione della porzione di pena inflitta per il rea-
to ritenuto insussistente nella misura determinata dall’accordo.
(Fattispecie in tema di violazione obblighi inerenti alla misura
di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurez-
za, in cui la Corte ha ritenuto che l’inosservanza di prescrizioni
generiche, come quelle di vivere onestamente e di rispettare le
leggi, non integra il reato). F Cass. pen., sez. V, 23 ottobre 2018,
n. 48347 (c.c. 28 giugno 2018), O. (c.p.p., art. 444; c.p.p., art.
619; c.p.p., art. 620; c.p.p., art. 623; c.p., art. 81). [RV274142]
Sentenza – Omessa pronuncia sull’espulsione dello
straniero – Non impugnabilità.
La sentenza di applicazione della pena che abbia omesso di di-
sporre l’espulsione dal territorio dello Stato dello straniero per
uno dei reati indicati nell’art. 86 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
non può essere impugnata dal P.M. con ricorso per cassazione,
ostandovi la previsione dell’art. 448, comma 2-bis cod. proc.
pen., introdotta dall’art. 1, comma 50, della legge 23 giugno
2017, n. 103, che individua ipotesi tassative per la proponibilità
di detta impugnazione, tra le quali l’effettiva adozione di una mi-
sura di sicurezza. F Cass. pen., sez. III, 10 ottobre 2018, n. 45559
(c.c. 7 marzo 2018), P. (d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 86;
d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73; c.p.p., art. 448; c.p., art.
235). [RV273950]
Appropriazione indebita
Elemento oggettivo del reato – Mandato – Condotta del
tour operator che trattiene per sé l’intero corrispettivo
riscosso dai clienti.
Integra il reato di appropriazione indebita la condotta del "tour
operator" che, avendo concluso con il proprietario di strutture
ricettive un contratto atipico di "allotment" - con cui gli è stato
conferito il mandato di gestire i rapporti con clienti, incassare
il corrispettivo dei servizi forniti e trasferirlo alla proprietà, de-
traendo la commissione pattuita - trattenga per intero le somme
riscosse. F Cass. pen., sez. II, 4 ottobre 2018, n. 44244 (ud. 19 set-
tembre 2018), S. (c.c., art. 1703; c.c., art. 1705; c.c., art. 1709;
c.p., art. 646). [RV274079]
Elemento oggettivo del reato – Negozio fiduciario
di trasferimento di quote societarie – Inadempimento
dell’obbligo di ritrasferimento al fiduciante.
Non integra il delitto di appropriazione indebita la condotta
dell’intestatario fiduciario di quote societarie che non ottemperi
all’obbligo di ritrasferirle al fiduciante alla scadenza convenuta,
in quanto il fiduciario ha la proprietà effettiva dei beni e non la
mera detenzione ed inoltre le quote societarie, in quanto beni
immateriali, non rientrano nella nozione penalistica di cosa mo-
bile, così come definita dall’art. 624, comma secondo, cod. pen.
F Cass. pen., sez. II, 28 novembre 2018, n. 53373 (ud. 9 ottobre
2018), Z. (c.p., art. 646; c.p., art. 624; c.c., art. 813). [RV274084]
Associazione per delinquere
Associazione di tipo mafioso – Articolazioni periferiche
(c.d."locali") – Configurabilità in assenza di reati fine e di
forme di esteriorizzazione del c.d. metodo mafioso.
Il reato di cui all’art. 416-bis cod. pen. è configurabile - con riferi-
mento ad una nuova articolazione periferica (c.d. "locale") di un
sodalizio mafioso radicato nell’area tradizionale di competenza
- anche in difetto della commissione di reati-fine e della esterio-
rizzazione della forza intimidatrice, qualora emerga il collega-
mento della nuova struttura territoriale con quella "madre" del
sodalizio di riferimento, ed il modulo organizzativo (distinzione
di ruoli, rituali di affiliazione, imposizione di rigide regole inter-
ne, ecc.) presenti i tratti distintivi del predetto sodalizio, con
conseguente forza di intimidazione "intrinseca" alla accertata
capacità di egemonizzazione criminale del territorio. (Fattispe-
cie relativa a c.d. "locale di ndrangheta" stabilita in territorio
elvetico, in cui erano emersi in seguenti indizi : il collegamento
con la "casa madre" calabrese, la composizione della "locale"
con soggetti esclusivamente di origine calabrese, la struttura or-
ganizzativa secondo una divisione dei ruoli ben precisa, l’attri-
buzione di cariche interne mutuate dal quelle tradizionali della
"ndrangheta", nonché il rispetto rigoroso di rituali tipici della
"casa madre"). F Cass. pen., sez. V, 18 ottobre 2018, n. 47535 (c.c.
11 luglio 2018), N. (c.p., art. 416 bis). [RV274138]

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