Massimario

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione
Rivista penale 11/2015
Massimario
Abuso d’ufcio
Elemento psicologico – Dolo intenzionale – Compresen-
za di una finalità pubblicistica.
Il dolo intenzionale del delitto di abuso d’ufficio non è esclu-
so dalla mera compresenza di una finalità pubblicistica nella
condotta del pubblico ufficiale, essendo necessario, per rite-
nere insussistente l’elemento soggettivo, che il perseguimento
del pubblico interesse costituisca il fine primario dell’agente.
(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la
sentenza di condanna di due funzionari del competente ufficio
comunale che avevano proceduto alla sistematica assegnazione
di alloggi popolari a soggetti non aventi diritto, attraverso palesi
violazioni dell’ordine di graduatoria, e che avevano giustificato
il loro agire adducendo l’esigenza di provvedere con celerità al
fine di contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive). F
Cass. pen., sez. VI, 3 aprile 2015, n. 14038 (ud. 2 ottobre 2014),
De Felicis ed altro (c.p., art. 43; c.p., art. 323). [RV262950]
Estremi – Consigliere comunale – Partecipazione alla
delibera di adozione di un piano regolatore generale.
In tema di abuso di ufficio, il consigliere comunale non ha il do-
vere di astenersi da delibere di approvazione di piani regolatori
generali, trattandosi di atto finale di un procedimento comples-
so in cui confluiscono e si compensano molteplici interessi, col-
lettivi o individuali, sicché il voto espresso dal singolo ammini-
stratore non riguarda una specifica prescrizione ma il contenuto
generale dell’atto. (In motivazione, la Corte ha affermato che
sussiste invece il dovere di astensione, ed è conseguentemente
configurabile il reato, qualora si tratti di partecipazione a deli-
bere su opposizioni al piano regolatore generale riconducibili a
interessi personali sia propri dell’amministratore sia di un pros-
simo congiunto). F Cass. pen., sez. VI, 25 marzo 2015, n. 12642
(ud. 28 gennaio 2015), Silveri (c.p., art. 323). [RV263069]
Armi e munizioni
Detenzione abusiva – Bossoli di cartucce per armi co-
muni da sparo – Detenzione non denunciata.
La detenzione di bossoli di cartucce per armi comuni da sparo
non costituisce reato nè ai sensi dell’art. 697 c.p., riferendosi
questo alle sole "munizioni" e non anche a "parti di esse", nè
ai sensi dell’art. 2 della legge 2 ottobre 1967 n. 895, il quale si
riferisce alle sole munizioni da guerra, quali definite dall’art. 1,
comma terzo, della legge 18 aprile 1975 n. 110. F Cass. pen., sez.
I, 8 luglio 2014, n. 29668 (c.c. 17 giugno 2014), Cannizzo (c.p.,
art. 697; l. 2 ottobre 1967, n. 895, art. 2; l. 2 ottobre 1967, n.
895, art. 7; l. 18 aprile 1975, n. 110, art. 1). [RV263216]
Materie esplodenti – Contravvenzione – Inasprimento
di pena.
È applicabile al reato previsto dall’art. 678 c.p. la disposizione
di cui all’art. 34, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.
110, secondo la quale le pene stabilite dal c.p. e dal T.U.L.P.S. per
le contravvenzioni alle norme concernenti gli "esplosivi" sono
triplicate e l’arresto non può essere in ogni caso inferiore a tre
mesi. F Cass. pen., sez. I, 16 aprile 2015, n. 15902 (c.c. 25 febbra-
io 2015), Breda (c.p., art. 678; c.p., art. 679; l. 18 aprile 1975,
n. 110, art. 34). [RV263108]
Porto abusivo – Assorbimento nella rapina aggravata
dall’uso dell’arma – Esclusione.
L’uso dell’arma, costituente aggravante della rapina, è fatto og-
gettivamente distinto dal porto abusivo di arma, il quale costi-
tuisce un reato di mero pericolo, il cui elemento materiale non
può, pertanto, considerarsi assorbito, in base alla normativa del
reato complesso, nell’obiettività del delitto di rapina, tanto più
che questo può essere aggravato, a norma dell’art. 628, primo
comma, n. 1 c.p., anche quando l’arma impiegata non risulti de-
tenuta e portata illegalmente. (Fattispecie relativa al concorso
nei reati di rapina e porto abusivo di arma impropria). F Cass.
pen., sez. II, 2 marzo 2015, n. 8999 (ud. 18 novembre 2014), Di
Stefano e altro (c.p., art. 84; c.p., art. 628; l. 18 aprile 1975, n.
110, art. 4). [RV263229]
Associazione per delinquere
Associazione di tipo mafioso – Partecipazione – Attività
di recapito all’esterno di messaggi di esponente apicale
detenuto.
Integra la condotta di partecipazione ad associazione per delin-
quere di stampo mafioso l’assolvimento del compito di recapita-
re all’esterno del carcere messaggi contenenti ordini e direttive
di un esponente apicale dell’organizzazione criminale detenuto,
così rendendo funzionale una rete di ausilio e di comunicazione
tra costui ed i sodali in libertà. F Cass. pen., sez. VI, 15 aprile
2015, n. 15664 (c.c. 17 marzo 2015), Forte (c.p., art. 416 bis).
[RV263080]
Atti sessuali con minorenne
Attenuante della minore gravità – Condotte realizza-
te mediante comunicazione telematica – Applicabilità in
ogni caso dell’attenuante per l’assenza di contatto fisico.
In tema di atti sessuali con minorenne, deve escludersi che le
condotte poste in essere mediante comunicazione telematica
presentino - per il solo fatto di svolgersi in assenza di contatto
fisico con la vittima - connotazioni di minore lesività sulla sfera
psichica del minore tali da rendere applicabile, in ogni caso, l’at-
tenuante speciale prevista dall’art. 609 quater, quarto comma,
c.p.. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretto il mancato
riconoscimento della circostanza attenuante in favore dell’im-
putato che, collegato via "webcam" con due bambine di 9 ed 11
anni, si era denudato e masturbato, ed aveva indotto le minori
a fare altrettanto). F Cass. pen., sez. III, 21 aprile 2015, n. 16616
(ud. 25 marzo 2015), T. (c.p., art. 609 bis; c.p., art. 609 quater).
[RV263116]
Bellezze naturali (Protezione delle)
Deturpamento o distruzione – Momento consumativo –
Configurabilità.
Per la realizzazione del reato previsto dall’art. 734 c.p., non è
necessaria l’irreparabile distruzione o alterazione della bellezza
naturale di un determinato luogo soggetto a vincolo paesaggisti-
co, essendo sufficiente che, a causa delle nuove opere edilizie,
siano in qualsiasi modo alterate o turbate le visioni di bellezza
estetica e panoramica offerte dalla natura. F Cass. pen., sez. III,
10 marzo 2015, n. 10030 (ud. 15 gennaio 2015), Anselmo e altro
(c.p., art. 734). [RV263011]

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