Massimario

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione
Arch. nuova proc. pen. 1/2016
Massimario
Appello penale
Dibattimento – Relazione della causa – Invio alle parti
tramite posta elettronica.
Nel dibattimento di appello, lo svolgimento della relazione in-
troduttiva prevista dall’art. 602 c.p.p., mediante invio alle parti
tramite posta elettronica e contestuale messa a disposizione dei
componenti del Collegio, anche se tale attività è compiuta pri-
ma della costituzione del rapporto processuale non determina
alcuna nullità ai sensi dell’art. 178, lett. c), c.p.p.. F Cass. pen.,
sez. I, 26 febbraio 2014, n. 9284 (ud. 10 gennaio 2014), Losurdo e
altri (c.p.p., art. 178; c.p.p., art. 602). [RV259248]
Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Refor-
matio in peius di una sentenza di assoluzione.
Il giudice di appello, qualora intenda riformare "in peius" una
sentenza di assoluzione, è obbligato in base all’art. 6 CEDU -
così come interpretato dalla sentenza della Corte Europea del
5 luglio 2011 nel caso Dan c/ Moldavia - alla rinnovazione dell’i-
struzione dibattimentale per escutere, nel contraddittorio con
l’imputato, i testimoni a carico quando la prova testimoniale ab-
bia carattere di decisività ed il giudice di appello avverta la ne-
cessità di rivalutare l’attendibilità del teste. (In applicazione del
principio, la Corte ha ritenuto legittima la "reformatio in peius"
di una sentenza assolutoria per il delitto di tentata concussione,
pur in assenza della escussione "ex novo" della persona offesa
del reato, la rilettura delle cui dichiarazioni era stata legittima-
mente operata sulla base di altre prove testimoniali). F Cass.
pen., sez. IV, 18 febbraio 2014, n. 7597 (ud. 8 novembre 2013),
Stuppia e altri (c.p.p., art. 593; c.p.p., art. 603). [RV259127]
Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Refor-
matio in peius di una sentenza di assoluzione.
Per riformare "in peius" una sentenza assolutoria, anche se
emessa all’esito di giudizio abbreviato, il giudice di appello è
obbligato - in base all’art. 6 CEDU, così come interpretato dalla
sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 5 luglio
2011, nel caso Dan c/Moldavia - alla rinnovazione dell’istruzione
dibattimentale solo quando intende operare un diverso apprez-
zamento di attendibilità di una prova orale, ritenuta in primo
grado non attendibile. F Cass. pen., sez. VI, 21 febbraio 2014, n.
8654 (ud. 11 febbraio 2014), Costa (c.p.p., art. 192; c.p.p., art.
438; c.p.p., art. 593; c.p.p., art. 603). [RV259107]
Dibattimento – Termine a comparire per l’imputato –
Mancato rispetto.
In tema di giudizio di appello, l’inosservanza del termine di compa-
rizione dell’imputato di cui all’art. 601, comma terzo, c.p.p. costitu-
isce una nullità relativa, che è sanata se non eccepita nei termini di
cui all’art. 181, comma terzo, c.p.p., e, precisamente, subito dopo
l’accertamento della costituzione delle parti. F Cass. pen., sez. III,
24 giugno 2014, n. 27414 (ud. 4 marzo 2014), Galati (c.p.p., art.
178; c.p.p., art. 180; c.p.p., art. 181; c.p.p., art. 601). [RV259302]
Applicazione della pena su richiesta
delle parti
Richiesta – Accordo condizionato alla sostituzione
della custodia in carcere con gli arresti domiciliari – Ob-
bligo del giudice di valutare la sostituzione.
In tema d’applicazione di pena su richiesta delle parti, queste
ultime non possono subordinare l’efficacia dell’accordo alla
sostituzione della misura cautelare in atto con altra meno af-
flittiva, nè il giudice è tenuto a prendere in considerazione tale
aspetto, sì che può emettere sentenza senza dover giustificare
il mancato rispetto della predetta condizione, in quanto l’unica
evenienza prevista dalla legge alla quale può essere vincolata la
produzione degli effetti della richiesta è costituita dalla conces-
sione della sospensione condizionale della pena. F Cass. pen.,
sez. VI, 28 febbraio 2014, n. 9920 (c.c. 29 gennaio 2014), Guidi
(c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 448). [RV259109]
Richiesta – Contestazione alternativa – Termine finale
per la formulazione dell’istanza.
La facoltà dell’imputato di accedere ad un rito alternativo (nella
specie, quello dell’applicazione della pena su richiesta ex art.
444 c.p.p.) può essere esercitata, nel caso di imputazione alter-
nativa (nella specie, ipotizzandosi il reato di atti persecutori o,
altrimenti, quello di maltrattamenti in famiglia), fino al momento
in cui il P.M., facendo venir meno l’incertezza determinata dalla
duplicità di contestazioni, proceda a formulare l’imputazione
definitiva. F Cass. pen., sez. III, 14 marzo 2014, n. 12253 (c.c. 11
febbraio 2014), P.G. in proc. R. (c.p.p., art. 417; c.p.p., art. 429;
c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 446). [RV259296]
Richiesta – Procura speciale rilasciata al difensore –
Declaratoria di contumacia.
Nel caso in cui l’imputato abbia rilasciato procura speciale al
difensore per procedere all’applicazione della pena su richie-
sta delle parti, non può farsi luogo alla declaratoria di contu-
macia, sicché la lettura in dibattimento del dispositivo e della
motivazione contestuale equivale a notificazione della sentenza
e da essa decorre il termine di quindici giorni per proporre im-
pugnazione, non rilevando che all’imputato siano stati comun-
que effettuati avvisi dell’avvenuto deposito del provvedimento.
F Cass. pen., sez. III, 16 aprile 2014, n. 16690 (c.c. 26 febbraio
2014), Casavecchia (c.p.p., art. 420 quater; c.p.p., art. 444;
c.p.p., art. 446; c.p.p., art. 484). [RV259300]
Sentenza – Condanna alla rifusione delle spese della
parte civile – Liquidazione.
In tema di patteggiamento, allorquando la Corte di cassazione
annulli la pronuncia del giudice relativamente alla liquidazione
delle spese a favore della parte civile, il rinvio va fatto al giudice
penale "a quo" se la relativa statuizione manchi del tutto; mentre
l’annullamento va disposto con rinvio al giudice civile compe-
tente per valore in grado d’appello, in base all’art. 622 c.p.p., lad-
dove l’annullamento riguardi la statuizione circa il diritto della
parte civile alla liquidazione delle spese ovvero il "quantum" ef-
fettivamente liquidato dal giudice. (Nel caso di specie la Corte
ha annullato con rinvio al giudice civile una decisione che aveva
liquidato i compensi del patrono di parte civile ‘globalmentè,
senza operare alcuna ripartizione in relazione all’attività presta-
ta nelle varie fasi del processo, discostandosi sensibilmente dai
parametri medi dettati dalla Tabella B allegata al d.m. n. 140 del
2012). F Cass. pen., sez. V, 26 marzo 2014, n. 14335 (c.c. 12 feb-
braio 2014), P.C. in proc. Castano (c.p.p., art. 444; c.p.p., art.
445; c.p.p., art. 541; c.p.p., art. 622). [RV259101]
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1/2016 Arch. nuova proc. pen.
MASSIMARIO
Sentenza – Omessa dichiarazione di falsità in atto – Le-
gittimazione della corte di cassazione ad adottare i prov-
vedimenti di cui all’art. 537 c.p.p..
In ipotesi di sentenza di patteggiamento che abbia omesso
di dichiarare la falsità di un documento, la Corte di cassa-
zione può adottare direttamente i provvedimenti previsti
dall’art. 537 c.p.p., non occorrendo alcuna valutazione di
merito per una declaratoria che la legge pone come effetto
inevitabile della sentenza di condanna, a cui è equiparabile
la sentenza di applicazione della pena su accordo delle parti.
F Cass. pen., sez. V, 17 febbraio 2014, n. 7477 (c.c. 21 gennaio
2014), P.G. in proc. Menna (c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 537).
[RV259143]
Appropriazione indebita
Elemento oggettivo – Distribuzione dell’onere della
prova – Onere della prova gravante sull’imputato.
In tema di appropriazione indebita, l’imputato che neghi la sus-
sistenza della condotta ascrittagli ha l’onere di provare o allega-
re, non un fatto negativo, consistente nel mancato accadimento
di quanto gli è addebitato, e segnatamente nella mancata appro-
priazione, ma specifiche circostanze positive contrarie a quelle
provate dalla pubblica accusa, dalle quali possa desumersi che
il fatto in contestazione non è avvenuto. F Cass. pen., sez. II, 17
febbraio 2014, n. 7484 (ud. 21 gennaio 2014), P.G. in proc. Baroni
(c.p., art. 646; c.p.p., art. 546). [RV259245]
Associazione per delinquere
Associazione di tipo mafioso – Beni di società ammini-
strata da soggetto indagato per la partecipazione all’as-
sociazione – Sequestro funzionale alla confisca.
Ai fini del sequestro funzionale alla confisca del patrimonio di
un’azienda amministrata da un soggetto indagato del delitto
di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, occorre di-
mostrare una correlazione, specifica e concreta, tra la gestio-
ne dell’impresa alla quale appartengono i beni da sequestrare
e le attività riconducibili all’ipotizzato sodalizio criminale, non
essendo sufficiente, di per sé, il riferimento alla sola circostan-
za che il soggetto eserciti le funzioni di amministrazione della
società. F Cass. pen., sez. VI, 12 febbraio 2014, n. 6766 (c.c. 24
gennaio 2014), S.D. Costruzioni S.r.l. (c.p., art. 416 bis; c.p.p.,
art. 321). [RV259073]
Estremi – Assoluzione – Rilievo nel giudizio sul reato
associativo.
L’assoluzione relativa a reati scopo non ha alcun rilievo ai fini
dell’accertamento della responsabilità dell’imputato per il re-
ato associativo, atteso che per la configurazione di quest’ul-
timo non è necessario il perfezionamento di reati scopo, ma
soltanto un generico programma criminoso che preveda la
loro consumazione. F Cass. pen., sez. IV, 20 febbraio 2014, n.
8092 (ud. 28 gennaio 2014), Prezioso e altri (c.p.p., art. 192).
[RV259129]
Atti e provvedimenti del giudice penale
Atti abnormi – Nozione – Fattispecie.
L’abnormità dell’atto processuale può riguardare tanto il pro-
filo strutturale, allorché l’atto, per la sua singolarità, si ponga
al di fuori del sistema organico della legge processuale, quanto
il profilo funzionale, quando esso, pur non estraneo al sistema
normativo, determini la stasi del processo e l’impossibilità di
proseguirlo. (Fattispecie, nella quale la Corte ha escluso l’ab-
normità del provvedimento con cui il tribunale del riesame,
dopo aver riservato la decisione, aveva fissato nuova udienza
camerale per consentire l’instaurazione del contraddittorio in
merito ad atti successivamente depositati in cancelleria dalla
difesa). F Cass. pen., sez. II, 14 febbraio 2014, n. 7320 (c.c. 10
dicembre 2013), Fabozzi (c.p.p., art. 309). [RV259158]
Atti processuali penali
Lingua italiana – Interprete – Mandato di arresto eu-
ropeo.
In tema di diritto all’interprete, nessuna violazione dell’art. 143
può ipotizzarsi qualora l’interprete nominato non conosca la lin-
gua madre del destinatario di un mandato di arresto europeo,
ma altra lingua che gli consenta di comunicare con quest’ultimo
in maniera effettiva ed efficace. F Cass. pen., sez. VI, 28 febbraio
2014, n. 9919 (c.c. 28 gennaio 2014), Yusuf (c.p.p., art. 143; dir.
20 ottobre 2010, n. 64, art. 3). [RV259252]
Atti sessuali con minorenne
Sfruttamento di minori – Prostituzione minorile – Som-
marie informazioni assunte da minori.
L’inosservanza della disposizione di cui all’art. 351, comma pri-
mo ter, c.p.p., secondo cui, nei procedimenti relativi a determi-
nati delitti, la polizia giudiziaria, quando deve assumere som-
marie informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di
un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal
pubblico ministero, non comporta la nullità delle dichiarazioni
assunte, ma può assumere rilievo ai fini di una responsabilità
disciplinare e può incidere sulla valutazione di attendibilità dei
contenuti dichiarativi. F Cass. pen., sez. III, 27 gennaio 2014, n.
3651 (c.c. 10 dicembre 2013), R. (c.p.p., art. 124; c.p.p., art. 351;
c.p., art. 600 bis; l. 1 ottobre 2012, n. 172, art. 5). [RV259088]
Sfruttamento di minori – Valutazione del materiale pe-
dopornografico – Esame diretto del giudice.
In relazione al delitto previsto dall’art. 600 ter c.p., la valutazione
del carattere pedopornografico del materiale compete al giudice
il quale può servirsi degli ordinari mezzi di prova previsti dall’or-
dinamento (art. 187 c.p.p.), senza dover necessariamente proce-
dere ad un esame diretto del materiale medesimo. (Nel caso di
specie, la valutazione del giudice territoriale si era fondata sulla
testimonianza di un ufficiale di P.G. che, avendo visionato un file
recuperato dal p.c. dell’imputato, ne aveva riferito il contenuto
consistente nella ripresa di una bambina intenta a masturbarsi).
F Cass. pen., sez. III, 23 gennaio 2014, n. 3110 (ud. 20 novembre
2013), C. (c.p.p., art. 187; c.p., art. 600 ter). [RV259318]
Azione penale
Autorizzazione a procedere – Restituzione del fascicolo
al p.m. in assenza di declaratoria di invalidità dell’eser-
cizio dell’azione penale – Omessa decisione della causa
nel merito.
È affetto da abnormità il provvedimento con il quale il giudice
del dibattimento, rilevando che il reato per il quale si procede
può essere attribuito alla responsabilità anche di soggetti ulte-
riori rispetto agli imputati, restituisce il fascicolo al P.M., senza
assumere decisioni nei confronti dei soggetti già tratti a giudizio
e senza dichiarare l’invalidità degli atti di esercizio dell’azione
penale. (Nella fattispecie il giudice dibattimentale aveva adot-
tato una formula processuale di definizione, la "estinzione del
processo", inesistente). F Cass. pen., sez. IV, 20 febbraio 2014,
n. 8103 (c.c. 15 novembre 2013), P.M. in proc. Anzivino e altro
(c.p.p., art. 50). [RV259269]
Cassazione penale
Motivi di ricorso – Declaratoria di illegittimità costi-
tuzionale di disposizione penale nella parte relativa al
trattamento sanzionatorio – Procedimento già in corso
dinanzi alla cassazione.
Nel giudizio di cassazione, la nullità sopravvenuta della sentenza
nella parte relativa alla determinazione della pena, per effetto
della declaratoria di illegittimità costituzionale - intervenuta suc-
cessivamente alla presentazione del ricorso - di una norma con-
cernente il trattamento sanzionatorio, può essere fatta valere dal
ricorrente purchè egli, con i motivi originari di impugnazione,
abbia investito la Corte del controllo sul punto della motivazio-

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