Massimario

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione
Arch. loc. e cond. 6/2014
Massimario
Assemblea dei condomini
Attribuzioni – Potere di deliberare a maggioranza sulle
transazioni concernenti le spese – Sussistenza – Fonda-
mento.
In tema di condominio negli edifici, ai sensi dell’art. 1135 cod.
civ., l’assemblea può deliberare a maggioranza su tutto ciò che
riguarda le spese d’interesse comune e, quindi, anche sulle
transazioni che a tali spese afferiscano, essendo necessario il
consenso unanime dei condomini, ai sensi dell’art. 1108, terzo
comma, cod. civ., solo quando la transazione abbia ad oggetto i
diritti reali comuni. F Cass. civ., sez. II, 16 gennaio 2014, n. 821,
Russo c. Cond. Galbevi Via Stanziale 48 San Giorgio a Cremano
(c.c. art. 1108; c.c. art. 1135; c.c. art. 1139). [RV629340]
Deliberazioni – Eccesso di potere – Nozione.
La figura dell’eccesso di potere nel diritto privato ha la funzio-
ne di superare i limiti di un controllo di mera legittimità sulle
espressioni di volontà riferibili ad enti collettivi (società o con-
dominii), che potrebbero lasciare prive di tutela situazioni di
non consentito predominio della maggioranza nei confronti del
singolo; essa presuppone, tuttavia, la sussistenza di un interesse
dell’ente collettivo, che sarebbe leso insieme all’interesse del
singolo. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha
respinto il ricorso avverso la decisione di merito, che aveva
escluso il vizio della delibera assembleare, avendo questa pri-
vilegiato, nella scelta del conduttore di locali condominiali, le
qualità della persona rispetto all’entità del canone). F Cass. civ.,
sez. VI, 21 febbraio 2014, n. 4216, Simbor 84 Di Sara Jeannette
Vais Sas c. Condominio Via Vivaio 10/a in Milano (c.c., art. 1136;
c.c., art. 1137; c.c., art. 1571). [RV629611]
Avviamento commerciale
Indennità – Domanda di risarcimento del maggior
danno ex art. 1591 c.c. – Presupposti per l’accoglimento
– Adempimento dell’obbligo di pagamento dell’indennità
per la perdita dell’avviamento – Necessità – Accertamen-
to del giudice di merito – Eccezione di parte – Necessità
– Esclusione.
Nella locazione di immobili urbani adibiti alle attività di cui
all’art. 27, primo comma, nn. 1 e 2, della legge 27 luglio 1978, n.
392, tra il diritto del locatore al risarcimento del maggior danno
da ritardata riconsegna dell’immobile locato, ai sensi dell’art.
1591 cod. civ., e l’adempimento dell’obbligo su questi gravante
di pagamento al conduttore dell’indennità per la perdita dell’av-
viamento, esiste un rapporto di reciproca interdipendenza; ne
consegue che, chiesto dal locatore il risarcimento del suddetto
maggior danno, il giudice deve verificare anche d’ufficio se l’at-
tore abbia adempiuto od offerto di adempiere l’obbligo di paga-
mento della suddetta indennità, non occorrendo a tal fine una
formale eccezione da parte del conduttore. F Cass. civ., sez. III,
13 febbraio 2014, n. 3348, Vedovati c. Panetteria F.lli Brambilla
Di Brambilla ed altri (c.c., art. 1460; c.c., art. 1591; l. 27 luglio
1978, n. 392, art. 27). [RV629682]
Indennità – Rapporto di dipendenza con l’obbligazione
di rilascio dell’immobile – Sussistenza – Conseguenze
– Esigibilità dell’indennità – Dal momento del rilascio
dell’immobile – Interessi sulla somma dovuta a titolo di
indennità di avviamento – Decorrenza – Dal medesimo
momento.
Nelle locazioni di immobili urbani adibiti ad attività commercia-
le, l’obbligazione gravante sul conduttore di rilasciare l’immobi-
le alla scadenza e l’obbligazione gravante sul locatore di corri-
spondergli l’indennità di avviamento commerciale sono legate
da un rapporto di reciproca dipendenza, tanto che ciascuna
delle prestazioni non è esigibile in mancanza dell’adempimento,
o dell’offerta di adempimento dell’altra. Ne consegue che gli
interessi sulla somma dovuta a titolo di indennità di avviamento
commerciale non iniziano a decorrere finché non è avvenuto il
rilascio dell’immobile. F Cass. civ., sez. III, 25 febbraio 2014, n.
4443, Monaco c. Soc. Selegrafica 80 s.r.l (l. 27 luglio 1978, n.
392, art. 34; c.c., art. 1216; c.c., art. 1277; c.c., art. 1282; c.c.,
art. 1460; c.c., art. 1571). [RV629685]
Azioni giudiziarie
Delibera assembleare che autorizza genericamente
l’amministratore a “coltivare” il contenzioso – Validità –
Fondamento.
In tema di condominio negli edifici, è valida la deliberazione as-
sembleare che autorizza genericamente l’amministratore a “col-
tivare” la lite con un determinato difensore, essendo rimessa a
quest’ultimo la scelta tecnica di modulare le difese, limitandosi
a resistere all’altrui ricorso per cassazione ovvero proponendo
ricorso incidentale. F Cass. civ., sez. II, 24 febbraio 2014, n. 4366,
Scarano c. Cond. di Viale Filippetti n. 27 Milano (c.c., art. 1131;
c.c., art. 1136; c.p.c., art. 370; c.p.c., art. 371). [RV629598]
Comproprietà indivisa
Azioni giudiziarie – In genere – Legittimazione dell’am-
ministratore ad agire contro un comunista – Condizioni
– Fondamento.
L’amministratore della comunione non può agire in giudizio
in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comuni-
sti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega
di cui al secondo comma dell’art. 1106 cod. civ., non es-
sendo applicabile analogicamente - per la presenza della di-
sposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri
delegati - la regola contenuta nel primo comma dell’art. 1131
cod. civ., la quale attribuisce all’amministratore del condo-
minio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che
contro terzi. F Cass. civ., sez. II, 21 febbraio 2014, n. 4209,
Bozano ed altro c. Bertozzi ed altri (c.c. art. 1106; c.c. art. 1131;
c.p.c. art. 75). [RV629623]
Contratto di locazione
Rinnovazione – Disdetta – Forma – Raccomandata –
Presunzione di conoscenza da parte del destinatario –
Individuazione – Rilascio avviso di giacenza – Sussiste.
In tema di locazione di immobile urbano la disdetta del con-
tratto ha lo scopo di impedire la prosecuzione del rapporto e
costituisce un atto negoziale e recettizio, disciplinato dagli artt.
1334 e 1335, cod. civ., che si presume conosciuto dal destinata-
rio nel momento in cui è recapitato al suo indirizzo e non nel
diverso momento in cui questi ne prenda effettiva conoscenza.
Ne consegue che la disdetta intimata dal locatore con lettera
raccomandata a mezzo del servizio postale, non consegnata al
conduttore destinatario per l’assenza sua e delle persone abili-

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