Massimario

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione
Rivista penale 3/2013
Massimario
Abuso d`ufcio
Estremi – Attività di presentazione titoli svolta dal co-
niuge del dirigente dell’ufficio notifiche di un tribunale in
assenza di autorizzazione – Configurabilità del reato.
Integra il delitto di abuso d’ufficio la condotta del dirigente
dell’ufficio notifiche di un tribunale, che illegittimamente con-
senta al proprio coniuge di svolgere l’attività di presentazione
per il pagamento dei titoli (nella specie, cambiali ed assegni),
percependone i relativi emolumenti (ossia, diritti di protesto e
indennità di accesso), in assenza di nomina ed autorizzazione
da parte del presidente della corte d’appello, ovvero del presi-
dente del tribunale all’uopo delegato. (Fattispecie in cui è stato
ravvisato il concorso dei reati di abuso d’ufficio e usurpazione
di pubbliche funzioni). F Cass. pen., sez. VI, 30 dicembre 2011,
n. 48745 (ud. 6 dicembre 2011), Politi e altro (c.p., art. 323; c.p.,
art. 347). [RV251652]
Appello penale
Cognizione del giudice di appello – Istanze di restitu-
zione nel termine per la richiesta di riti alternativi e di
rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale – Motivazio-
ne.
Il giudice di appello, che sia adito con impugnazione proposta in
forza di un provvedimento di restituzione nel termine in favore
del condannato contumaciale, deve motivare i provvedimenti
relativi alle istanze preliminari di remissione in termini per la
richiesta di riti alternativi, in quanto deve essere garantita la
parità di diritti all’imputato rimasto inconsapevole, senza colpa
alcuna, del procedimento a suo carico, così come é necessario
che il giudice motivi la sua decisione in ordine alla richiesta di
rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, pur essendo libero
di valutare la sussistenza dei presupposti che la rendano neces-
saria. F Cass. pen., sez. II, 13 gennaio 2012, n. 858 (ud. 22 dicem-
bre 2011), Gharsalli (c.p.p., art. 125; c.p.p., art. 175; c.p.p., art.
603). [RV251774]
Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Svolgi-
mento di tutte le attività processuali non espletate in
prime cure.
È legittimo, da parte del giudice di appello, nel caso in cui il
giudizio di primo grado sia stato erroneamente pretermesso,
lo svolgimento dell’intera gamma delle attività processuali non
espletate in prime cure. F Cass. pen., sez. II, 13 gennaio 2012, n.
847 (ud. 22 dicembre 2011), D’Ascanio (c.p.p., art. 602; c.p.p.,
art. 603). [RV251771]
Provvedimenti appellabili e inappellabili – Sentenza
predibattimentale – Conseguenze.
Appellata erroneamente una sentenza predibattimentale che é
soltanto ricorribile per cassazione, le parti nel giudizio di ap-
pello possono sollecitare la trasmissione degli atti alla Corte di
cassazione, restando altrimenti la questione della qualificazione
dell’impugnazione preclusa nel successivo giudizio di legittimi-
tà. F Cass. pen., sez. II, 13 gennaio 2012, n. 847 (ud. 22 dicembre
2011), D’Ascanio (c.p.p., art. 469; c.p.p., art. 568). [RV251770]
Sentenza – Attribuzione al fatto contestato di una di-
versa qualificazione giuridica – Nullità della sentenza.
È nulla la sentenza d’appello con la quale sia stata attribuita al
fatto contestato una diversa qualificazione giuridica senza che
l’imputato abbia preventivamente avuto modo di interloquire
sul punto. F Cass. pen., sez. V, 17 febbraio 2012, n. 6487 (ud.
28 ottobre 2011), Finocchiaro (c.p.p., art. 521; c.p.p., art. 597;
c.p.p., art. 598). [RV251730]
Sentenza – Predibattimentale – Omessa motivazione in
merito alle statuizioni civili.
È illegittima la decisione con cui il giudice di appello dichiari
non doversi procedere in ordine ai reati - per i quali in primo
grado sia intervenuta sentenza di condanna alle pene di giu-
stizia nonché al risarcimento dei danni - perché estinti per pre-
scrizione, omettendo di motivare e, quindi, di esaminare i motivi
di gravame in funzione del giudizio di responsabilità, sia pure
ai soli riflessi civilistici afferenti alla determinazione dell’”an
debeatur”; in tal caso, il giudice di legittimità deve annullare
con rinvio al giudice penale, in quanto l’annullamento con
rinvio al giudice civile, ex art. 622 c.p.p., postula il definitivo
accertamento della responsabilità penale - non sussistente nella
specie, in ragione dell’intervenuta declaratoria di prescrizione,
la cui applicazione richiede soltanto che non risulti l’evidenza
di più favorevole causa di proscioglimento nel merito, ai sensi
dell’art. 129, comma secondo, c.p.p. - o l’accoglimento dell’im-
pugnazione proposta dalla sola parte civile avverso sentenza
di proscioglimento. F Cass. pen., sez. V, 16 novembre 2011, n.
42135 (ud. 15 luglio 2011), Roccheggiani (c.p.p., art. 129; c.p.p.,
art. 578). [RV251707]
Sentenza – Riforma in grado di appello – Illegittimità.
E illegittima la sentenza d’appello che, in riforma di quella as-
solutoria, condanni l’imputato sulla base di una alternativa, e
non maggiormente persuasiva, interpretazione del medesimo
compendio probatorio utilizzato nel primo grado di giudizio,
in quanto tale inidonea a far cadere ogni ragionevole dubbio
sulla colpevolezza dell’imputato. F Cass. pen., sez. VI, 9 febbraio
2012, n. 4996 (ud. 26 ottobre 2011), Abbate e altro (c.p.p., art.
192; c.p.p., art. 533; c.p.p., art. 606). [RV251782]
Applicazione della pena su richiesta del-
le parti
Sentenza – Motivazione – Esclusione dell’operatività
della recidiva.
La sentenza di “patteggiamento” non impone al giudice una
specifica motivazione sull’esclusione dell’operatività della reci-
diva e del conseguente aumento di pena, in quanto la ratifica
dell’accordo presuppone che egli abbia effettuato il controllo
sulla correttezza e congruità della pena definita dalle parti. F
Cass. pen., sez. VI, 9 febbraio 2012, n. 5027 (c.c. 2 febbraio 2012),
Pg in proc. Filippi (c.p.p., art. 444; c.p., art. 69; c.p., art. 99).
[RV251791]
Appropriazione indebita
Furto – Differenze – Fattispecie.
Integra il reato di furto e non quello di appropriazione di cose
smarrite colui che si impossessi di un telefono cellulare altrui
oggetto di smarrimento, trattandosi di bene che conserva anche
in tal caso chiari segni del legittimo possesso altrui ed in partico-
lare il codice IMEI stampato nel vano batteria dell’apparecchio.
F Cass. pen., sez. V, 8 novembre 2011, n. 40327 (ud. 21 settembre
2011), Tronca (c.p., art. 624; c.p., art. 647). [RV251723]
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3/2013 Rivista penale
MASSIMARIO
Armi e munizioni
Detenzione abusiva – Di giocattoli pirici capaci di arre-
care molestie – Reato configurabile.
Integra la contravvenzione di cui all’art. 678 c.p. l’abusiva deten-
zione e cessione di giocattoli pirici capaci solo di arrecare mole-
stie. F Cass. pen., sez. V, 17 gennaio 2012, n. 1764 (ud. 4 ottobre
2011), Petraroli (c.p., art. 678). [RV251728]
Associazione per delinquere
Estremi – Vincolo associativo – Faida fra famiglie con-
trapposte.
Un’associazione a delinquere può avere origine nei vincoli di
parentela, amicizia e legami clientelari che normalmente inter-
corrono fra i membri di una medesima famiglia e che diventano
patologici quando li inducono ad ingaggiare faide sanguinarie
con famiglie antagoniste, destinate a protrarsi per un tempo
indeterminato, dovendosi distinguere fra la vendetta, intesa
quale movente di un singolo delitto contro la persona, e la
programmazione di una serie indeterminata di delitti contro la
persona, da commettere indiscriminatamente in danno di ap-
partenenti all’opposta famiglia, ciascuno dei quali collegato ad
un precedente delitto attribuito alla famiglia avversaria. (Nella
specie, la Corte non ha ravvisato la sussistenza della fattispecie
associativa in una contrapposizione violenta fra due famiglie,
in cui, però, non emergeva una sequenza di delitti contrapposti,
protrattisi nel tempo, idonei a trasformare la mera appartenen-
za ad una delle due famiglie in lotta, in cosciente e determinata
partecipazione ad un’associazione criminosa). F Cass. pen., sez.
I, 17 gennaio 2012, n. 1364 (ud. 8 novembre 2011), Pg in proc.
Soccio e altri (c.p., art. 416). [RV251666]
Bellezze naturali (Protezione delle)
Vincoli – Vincolo paesaggistico – Elemento psicologico.
Il dolo generico è elemento sufficiente ad integrare il profilo
soggettivo del cosiddetto delitto paesaggistico (art.181, comma
primo-bis, D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42). (Fattispecie di ese-
cuzione di interventi edilizi abusivi in area dichiarata di note-
vole interesse pubblico in cui la Corte ha ritenuto sussistere
l’elemento psicologico, non avendo l’imputato adempiuto al
dovere di informarsi, preventivamente all’esecuzione dei lavori,
anche circa l’eventuale assoggettamento a vincoli dell’area, né
aveva fornito idonea dimostrazione in tal senso). F Cass. pen.,
sez. III, 28 dicembre 2011, n. 48478 (ud. 24 novembre 2011),
Mancini (d.l.vo 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181; c.p., art. 43).
[RV251635]
Vincoli – Vincolo paesaggistico – Rilascio della valuta-
zione paesaggistica.
Il rilascio della valutazione paesaggistica, all’esito della proce-
dura prescritta dall’art. 181 del D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42,
non determina automaticamente la non punibilità del reato
paesaggistico, in quanto è obbligo del giudice accertare la sus-
sistenza dei presupposti di fatto e di diritto legittimanti la sana-
toria paesaggistica. F Cass. pen., sez. III, 13 gennaio 2012, n. 889
(ud. 29 novembre 2011), Falconi e altri (d.l.vo 22 gennaio 2004,
n. 42, art. 181). [RV251640]
Vincoli – Vincolo paesaggistico – Valutazione di compa-
tibilità paesaggistica.
Agli effetti della valutazione di compatibilità paesaggistica, il
cui esito positivo determina la non applicabilità delle sanzioni
penali previste per i reati paesaggistici dall’art. 181 del D.L.vo
22 gennaio 2004, n. 42, la nozione di “superficie utile” di cui al
comma primo-ter, lett. a), della richiamata disposizione, dev’es-
sere individuata prescindendo dai criteri applicabili per la disci-
plina urbanistica e considerando l’impatto dell’intervento sul-
l’originario assetto paesaggistico del territorio. (In motivazione
la Corte, in una fattispecie relativa all’abusiva realizzazione in
zona vincolata di una veranda, di due locali seminterrati e delle
scale necessarie per raggiungerli, ha precisato che la “sanato-
ria” paesaggistica va esclusa in tutti i casi in cui la creazione di
superfici utili o di volumi, ovvero l’aumento di quelli legittima-
mente realizzati, sia idonea a determinare una compromissione
ambientale). F Cass. pen., sez. III, 13 gennaio 2012, n. 889 (ud.
29 novembre 2011), Falconi e altri (d.l.vo 22 gennaio 2004, n.
42, art. 181). [RV251641]
Vincoli – Vincolo paesaggistico – Valutazione di compa-
tibilità paesaggistica.
La valutazione di compatibilità paesaggistica, il cui esito positi-
vo esclude l’applicazione delle sanzioni previste per i reati pae-
saggistici di cui all’art. 181, D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42, non
ammette equipollenti e, ai fini del rilascio da parte dell’autorità
competente, richiede il necessario parere vincolante della so-
printendenza. F Cass. pen., sez. III, 13 gennaio 2012, n. 889 (ud.
29 novembre 2011), Falconi e altri (d.l.vo 22 gennaio 2004, n.
42, art. 181). [RV251639]
Cassazione penale
Giudizio di rinvio – Poteri del giudice di rinvio – Moti-
vazione.
Non viola l’obbligo di uniformarsi al principio di diritto il giudice
di rinvio che, dopo l’annullamento per vizio di motivazione, per-
venga nuovamente all’affermazione di responsabilità sulla scorta
di un percorso argomentativo in parte diverso ed in parte arric-
chito rispetto a quello già censurato in sede di legittimità. (La
Corte ha precisato che eventuali elementi di fatto e valutazioni
contenuti nella pronuncia di annullamento non sono vincolanti
per il giudice di rinvio, ma rilevano esclusivamente come punti di
riferimento al fine dell’individuazione del vizio o dei vizi segnalati
e, non, quindi, come dati che si impongono per la decisione a lui
demandata). F Cass. pen., sez. IV, 1 dicembre 2011, n. 44644 (ud. 18
ottobre 2011), F. (c.p.p., art. 623; c.p.p., art. 627). [RV251660]
Motivi di ricorso – Provvedimento che dichiara l’inam-
missibilità dell’impugnazione – Non è enunciabile il prin-
cipio di diritto nell’interesse della legge.
Nelle ipotesi in cui il ricorso è dichiarato inammissibile, la
Corte di cassazione non può enunciare d’ufficio il principio di
diritto nell’interesse della legge, anche quando tale pronuncia
non abbia alcun effetto sul provvedimento del giudice di meri-
to, poichè nel sistema processuale penale non è applicabile per
analogia la disposizione di cui all’art. 363 c.p.c., che disciplina
l’esercizio del corrispondente potere nell’ambito del processo
civile. F Cass. pen., sez. un., 17 febbraio 2012, n. 6624 (c.c. 27
ottobre 2011), Marinaj (c.p.p., art. 591; c.p.p., art. 606; c.p.p.,
art. 609; att. c.p.p., art. 173). [RV251692]
Motivi di ricorso – Violazione di legge – Oneri di allega-
zione del ricorrente.
Il ricorso per cassazione per violazione delle regole di cui agli
artt. 267 e 268, commi primo e terzo, c.p.p. deve essere accom-
pagnato, a pena di inammissibilità per genericità, dalla integrale
produzione degli atti asseritamente affetti dai vizi denunciati.
F Cass. pen., sez. IV, 20 gennaio 2012, n. 2394 (ud. 13 dicembre
2011), Russillo e altro (c.p.p., art. 267; c.p.p., art. 268; c.p.p.,
art. 606). [RV251751]
Ricorso – Del pubblico ministero – Avverso l’ordinanza
del Gip che dichiara inammissibile la richiesta di convali-
da dell’arresto.
In caso di accoglimento del ricorso per cassazione del pubblico
ministero avverso l’ordinanza del Gip che dichiara inammis-
sibile la richiesta di convalida dell’arresto avanzata dal PM
(nella specie ritenuta non esperibile per l’immediata liberazione
dell’arrestato), l’annullamento deve essere disposto con rinvio,
essendo finalizzato all’ulteriore corso del procedimento con de-
cisione sulla richiesta di convalida dell’arresto, illegittimamente
ritenuta inammissibile. F Cass. pen., sez. II, 23 gennaio 2012,
n. 2732 (c.c. 10 novembre 2011), P.M. in proc. Manzittu e altro
(c.p.p., art. 311; c.p.p., art. 390; c.p.p., art. 391; c.p.p., art.
568; att. c.p.p., art. 121). [RV251795]

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