Massimario

RIEPILOGO

I Testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli archivi del centro elettronico di documentazione della corte di cassazione. I Titoli sono stati elaborati dalla redazione

 
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Amnistia, indulto e grazia

Indulto – Concesso dal giudice della cognizione – Revoca da parte del giudice dell’esecuzione.

L’indulto concesso dal giudice della cognizione può essere revocato dal giudice dell’esecuzione solo per la sopravvenienza di una causa prevista dalla legge e non per un mero ripensamento, sia pur fondato, sulla correttezza della sua applicazione, ostandovi l’intangibilità del giudicato. (Fattispecie relativa all’applicazione dell’indulto a pena irrogata per delitto in relazione al quale il beneficio non si sarebbe potuto concedere). F Cass. pen., sez. I, 30 giugno 2010, n. 24549 (c.c. 17 giugno 2010), Pmt in proc. Vescio. (c.p., art. 174; c.p.p., art. 672; c.p.p., art. 674; l. 31 luglio 2006, n. 241). [RV247789]

Appello penale

Cognizione del giudice di appello – Appello del P.M. sulla qualificazione giuridica – Inasprimento della sanzione.

L’impugnazione del P.M. volta ad ottenere una diversa e più gra ve qualificazione giuridica ha pieno effetto devolutivo rispetto a tutti i profili consequenziali, in essi compresa la determinazione di una eventuale più grave pena. F Cass. pen., sez. III, 24 giugno 2010, n. 24270 (ud. 27 maggio 2010), C. (c.p.p., art. 597). [RV247705]

Cognizione del giudice di appello – Reformatio in peius – Riferimento anche ai criteri di determinazione della pena e ai calcoli intermedi.

Il divieto della “reformatio in peius” riguarda soltanto il risultato finale dell’operazione di computo della pena e non anche i criteri di determinazione della medesima e i relativi calcoli di pena base o intermedi. F Cass. pen., sez. III, 6 luglio 2010, n. 25606 (ud. 24 marzo 2010), Capolino e altro. (c.p.p., art. 597). [RV247739]

Decisioni in camera di consiglio – Procedimento – Imputato detenuto o soggetto a misure limitative della liberta personale – Diritto di presenziare all’udienza – Sussistenza.

L’imputato detenuto o soggetto a misure limitative della libertà personale, che abbia tempestivamente manifestato in qualsiasi modo la volontà di comparire all’udienza, ha diritto di presenziare al giudizio camerale d’appello avverso la sentenza pronunciata in giudizio abbreviato, anche se ristretto in luogo posto fuori dalla circoscrizione del giudice procedente. (In motivazione la Corte, nell’escludere che la richiesta debba rispettare il termine di cinque giorni indicato dall’art. 127, comma secondo, cod. proc. pen., ha precisato che detto principio è conforme ai principi enucleabili dall’art. 111 Cost., dall’art. 6, comma terzo, lett. c), d) ed e), della Cedu, dall’art. 14, comma terzo, lett. d), e) ed f) del Patto internazionale sui diritti civili e politici e da quanto affermato da Corte cost., sent. n. 45 del 1991). F Cass. pen., sez. un., 1 ottobre 2010n., n. 35399 (ud. 24 giugno 2010), X. (c.p.p., art. 127; c.p.p., art. 442; c.p.p., art. 443; c.p.p., art. 599). [RV247835]

Decisioni in camera di consiglio – Procedimento – Imputato detenuto o soggetto a misure limitative della libertà personale – Diritto di presenziare all’udienza – Sussistenza – Tempestività della richiesta – Doveri del giudice d’appello – Individuazione.

Nel giudizio camerale d’appello l’imputato, detenuto o comunque soggetto a misure limitative della libertà personale, ha diritto di richiedere al giudice competente l’autorizzazione a recarsi in udienza o di essere ivi accompagnato o tradotto e, in difetto di quest’ultima o in caso di rigetto della medesima da parte del giudice competente, a fronte della tempestiva richiesta dell’imputato di presenziarvi, v’è l’obbligo del giudice d’appello procedente, a pena di nullità assoluta, di disporne la traduzione, essendo inibita la celebrazione del giudizio in sua assenza. F Cass. pen., sez. un., 1 ottobre 2010n., n. 35399 (ud. 24 giugno 2010), X. (c.p.p., art. 127; c.p.p., art. 178; c.p.p., art. 179; c.p.p., art. 442; c.p.p., art. 443; c.p.p., art. 599). [RV247837]

Decisioni in camera di consiglio – Procedimento – Patteggiamento.

È legittima la condanna in appello, intervenuta dopo l’abrogazione dell’art. 599, commi 4 e 5, c.p.p., a una pena più elevata di quella concordata dall’imputato con il pubblico ministero prima di detta abrogazione. F Cass. pen., sez. I, 14 luglio 2010, n. 27215 (ud. 16 giugno 2010), Cincinnato. (c.p.p., art. 599; d.l. 23 maggio 2008, n. 92). [RV247715]

Decisioni in camera di consiglio – Procedimento – Udienza – Richiesta dell’imputato di comparire – Traduzione – Omissione – Nullità assoluta – Sussistenza.

La mancata traduzione all’udienza camerale d’appello, perchè non disposta o non eseguita, dell’imputato che abbia tempestivamente manifestato in qualsiasi modo la volontà di comparire e che si trovi detenuto o soggetto a misure limitative della libertà personale, determina la nullità assoluta e insanabile del giudizio camerale e della relativa sentenza. F Cass. pen., sez. un., 1 ottobre 2010n., n. 35399 (ud. 24 giugno 2010), X. (c.p.p., art. 127; c.p.p., art. 178; c.p.p., art. 179; c.p.p., art. 442; c.p.p., art. 599). [RV247836]

Dibattimento – Rinnovazione dell’istruzione – Accoglimento della richiesta.

Il giudice d’appello ha l’obbligo di motivare espressamente sulla richiesta di rinnovazione del dibattimento solo nel caso di suo accoglimento, laddove, ove ritenga di respingerla, può anche motivarne implicitamente il rigetto, evidenziando la sussistenza di elementi sufficienti ad affermare o negare la responsabilità del reo. F Cass. pen., sez. III, 25 giugno 2010, n. 24294 (ud. 7 aprile 2010), D. S. B. (c.p.p., art. 125; c.p.p., art. 603). [RV247872]

Applicazione della pena su richiesta delle parti

Cosiddetto “patteggiamento allargato” – Preclusione per i recidivi reiterati – Operatività – Pregressa dichiarazione di recidiva – Necessità – Esclusione.

Ai fini dell’interdizione al cosiddetto “patteggiamento allargato” nei confronti di coloro che siano stati dichiarati recidivi ai sensi dell’art. 99, comma quarto, cod. pen., non occorre una pregressa dichiarazione giudiziale della recidiva che, al pari di ogni altra circostanza aggravante, non viene “dichiarata”, ma può solo essere ritenuta e applicata ai reati in relazione ai quali è contestata. (In motivazione, la Corte ha chiarito che la testuale disposizione dall’art. 444, comma 1-bis, cod. proc. pen., la quale

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fa riferimento a “coloro che siano stati dichiarati recidivi”, è tecnicamente imprecisa ed è stata utilizzata dal legislatore per motivi di uniformità lessicale, in quanto riferita anche ad altre situazioni soggettive che, attributive di specifici “status”, come quelli di delinquente abituale, professionale e per tendenza, richiedono un’apposita dichiarazione espressamente prevista e disciplinata dalla legge). F Cass. pen., sez. un., 5 ottobre 2010, n. 35738 (c.c. 27 maggio 2010), Calibè ed altro. (c.p., art. 99; c.p.p., art. 444). [RV247840]

Sentenza – “patteggiamento allargato” – Condanna al pagamento delle spese processuali.

Va annullata senza rinvio, con contestuale integrazione della statuizione omessa, la sentenza di patteggiamento che ometta la statuizione di condanna alla rifusione delle spese processuali, ove non sia stata previamente esperita la procedura di correzione dell’errore materiale. F Cass. pen., sez. II, 12 luglio 2010, n. 26817 (c.c. 9 aprile 2010), P.G. in proc. Petrozzi. (c.p.p., art. 130; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445; c.p.p., art. 541). [RV247678]

Atti preliminari al dibattimento

Proscioglimento prima del dibattimento – Impugnazione della parte civile – Inammissibilità.

È inammissibile il ricorso per cassazione presentato dalla parte civile avverso la sentenza predibattimentale di proscioglimento. F Cass. pen., sez. VI, 5 agosto 2010, n. 31016 (ud. 21 giugno 2010), P.C. nel proc. Scarpelli. (c.p.p., art. 469; c.p.p., art. 568; c.p.p., art. 652). [RV247786]

Proscioglimento prima del dibattimento – Opposizione del difensore all’adozione del proscioglimento predibattimentale – Validità.

L’opposizione alla pronuncia della sentenza di proscioglimento predibattimentale può essere manifestata anche dal solo difen- sore, che ha facoltà di esercitare i poteri che la legge attribuisce in via non esclusiva e personale all’imputato. (Nella specie, peraltro, la Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse natura di sentenza dibattimentale, non predibattimentale). F Cass. pen., sez. II, 30 giugno 2010, n. 24481 (ud. 19 marzo 2010), Corbi e altro. (c.p.p., art. 99; c.p.p., art. 129; c.p.p., art. 469). [RV247846]

Atti processuali penali

Lingua italiana – Imputato straniero – Traduzione.

La sentenza non è compresa tra gli atti rispetto ai quali la legge processuale assicura all’imputato alloglotta, che non conosca la lingua italiana, il diritto alla nomina di un interprete per la traduzione nella lingua a lui conosciuta. F Cass. pen., sez. I, 30 giugno 2010, n. 24514 (c.c. 31 marzo 2010), Hassan. (c.p.p., art. 143; c.p.p., art. 544; l. 4 agosto 1955, n. 848, art. 6). [RV247760]

Azione penale

Querela – Persona giuridica – Legale rappresentante.

Il legale rappresentante “pro-tempore” del compartimento regionale dell’INPDAP è legittimato a proporre querela per conto dell’ente. (In motivazione, la S.C. ha richiamato l’art. 3, D.P.R. 24 settembre 1997, n. 368 recante Regolamento concernente norme per l’organizzazione ed il funzionamento dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, nonché Cass. Sez. I civ. 25 giugno 2003 n. 10077, 564549; Cass., Sez. III civ., 24 novembre 2005 n. 24801, rv. 585493; Cass. Sez. II civ., 30 gennaio 2007 n. 1899, rv. 594977) F Cass. pen., sez. V, 3 agosto 2010, n. 30959 (ud. 2 luglio 2010), Cussigh. (c.p.p., art. 337; d.p.r. 24 settembre 1997, n. 368). [RV247766]

Querela – Persona giuridica – Procura speciale per la presentazione di querela.

La rituale presentazione della querela nell’interesse di una persona giuridica, non richiede che la procura speciale indichi specificamente i reati per i quali è conferito il potere di...

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