L'art. 8 della ?manovra d'estate': un intervento nel libero dialogo contrattuale o una sovrapposizione della sfera dell'eteronomia a quella dell'autonomia?

AutoreVito Leccese
Pagine171-176
L’art. 8 della ‘manovra d’estate’: un intervento nel
libero dialogo contrattuale o una sovrapposizione della
sfera dell’eteronomia a quella dell’autonomia?
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1. Il 15 dicembre del 1981 ero tra coloro che assistevano alla prima lezione
dell’anno accademico 1981-1982 del corso di Diritto sindacale italiano e com-
parato impartito da Bruno Veneziani. Esame ‘complementare’, secondo la de-
nizione dell’epoca, che effettivamente fu per me fonte di essenziale completa-
mento delle consapevolezze sulle fondamenta stesse del diritto del lavoro e vero
motore del mio interesse per la materia.
Quel giorno e in quelli successivi, il numero degli allievi frequentanti era
ovviamente molto inferiore rispetto a quello del corso di Diritto del lavoro, che
avevo già iniziato a seguire ai primi di novembre, scegliendo le lezioni impartire
da Bruno, pur non rientrando il mio cognome tra quelli che avevano lui come
‘giudice naturale’.
E questo consentiva una partecipazione molto più diretta e un dialogo costan-
te con il docente, che metteva la propria passione di studioso a disposizione di un
gruppo di studenti seduti nelle prime due le di una grande aula. Soprattutto, ciò
rendeva possibile supportare la trasmissione del sapere con la forza degli sguardi
e consentiva a noi di godere più pienamente e in un’atmosfera quasi familiare
del suo modo impeccabile ma stimolante di insegnare, con l’uso – pacato e mai
greve – dell’ironia; caratteristiche che, del resto, non hanno mai fatto difetto a
Bruno Veneziani.
Forse proprio per la diversa atmosfera che si era venuta a creare sin dall’in-
gresso nell’aula, il concetto che Bruno espresse in esordio di quella prima le-
zione, anche se probabilmente già anticipato nel corso di Diritto del lavoro, mi
colpì particolarmente. Ripreso testualmente dagli appunti presi in aula, ma che
rividi alla ne della lezione, trascrivendo, ripulendo e riettendo (come feci poi
per tutte le lezioni successive del ‘complementare’), e che tuttora conservo, il
concetto era sostanzialmente questo: “nello studio del diritto sindacale è neces-
sario costruire dei modelli sulla scorta delle relazioni tra legge e contrattazione
collettiva o, meglio, tra questa e l’autorità, che può determinare i limiti entro cui
devono muoversi i soggetti, sino a comprimere l’esercizio della libertà sindacale
… L’equilibrio tra intervento eteronomo ed intervento autonomo si colloca in
un punto molto delicato: … questo punto di equilibrio viene spostato a seconda
delle necessità economiche, sociali e politiche e dei mezzi utilizzati … L’analisi

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