Legislazione e prassi amministrativa

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RIEPILOGO

I. D.M. (Min. trasp.) 19 novembre 2004. Recepimento della direttiva 2002/85/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 novembre 2002, che modifica la direttiva 92/6/CEE del Consiglio, concernente il montaggio e l'impiego di limitatori di velocità per talune categorie di autoveicoli nella Comunità (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 50 del 2 marzo 2005) (...)

 
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@I. D.M. (Min. trasp.) 19 novembre 2004. Recepimento della direttiva 2002/85/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 novembre 2002, che modifica la direttiva 92/6/CEE del Consiglio, concernente il montaggio e l'impiego di limitatori di velocità per talune categorie di autoveicoli nella Comunità (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 50 del 2 marzo 2005).

1. 1. Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 30 marzo 1994, di attuazione della direttiva 92/6/CEE, è modificato come segue:

a) l'art. 1 è sostituito dal seguente: «Art. 1. - 1. Ai sensi del presente decreto si intende per "autoveicolo" ogni veicolo, munito di motore di propulsione, delle categorie M2, M3, N2 o N3, destinato a circolare su strada, che abbia almeno quattro ruote ed una velocità massima per costruzione superiore a 25 km/h. Per categorie M2, N2 ed N3 si intendono quelle definite nell'allegato dal decreto del Ministro per i trasporti e l'aviazione civile 29 marzo 1974 come da ultimo modificato dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 giugno 2002».

b) l'art. 2 è sostituito dal seguente: «Art. 2. - 1. Gli autoveicoli delle categorie M2 ed M3 possono essere utilizzati su strada unicamente se muniti di un dispositivo di limitazione della velocità che ne limiti la velocità a 100 km/h.

  1. I veicoli della categoria M3 aventi un peso massimo superiore a 10 tonnellate immatricolati prima del 1º gennaio 2005 possono continuare ad essere muniti di dispositivi di limitazione della velocità sui quali la velocità massima è regolata a 100 km/h».

    c) l'art. 3 è sostituito dal seguente: «Art. 3. - 1. Gli autoveicoli delle categorie N2 ed N3 possono essere utilizzati su strada unicamente se muniti di un dispositivo di limitazione della velocità che ne limiti la velocità a 90 km/h».

    d) l'art. 4 è sostituito dal seguente: «Art. 4. - 1. Per quanto concerne gli autoveicoli della categoria M3 aventi un peso massimo superiore a 10 tonnellate e gli autoveicoli della categoria N3, gli articoli 2 e 3 si applicano:

    a) ai veicoli immatricolati dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 30 marzo 1994, di attuazione della direttiva 92/6/CEE, sin dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo;

    b) ai veicoli immatricolati tra il 1º gennaio 1988 e la data di entrata in vigore del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 30 marzo 1994, di attuazione della direttiva 92/6/CEE:

    1) dal 1º gennaio 1995, ai veicoli impiegati sia nei trasporti nazionali che in quelli internazionali;

    2) dal 1º gennaio 1996, ai veicoli impiegati esclusivamente nei trasporti nazionali.

  2. Per quanto concerne gli autoveicoli della categoria M2, i veicoli della categoria M3 aventi un peso massimo superiore a 5 tonnellate ma inferiore o pari a 10 tonnellate, ed i veicoli della categoria N2, gli articoli 2 e 3 si applicano: a) ai veicoli immatricolati a partire dal 1º gennaio 2005;

    b) ai veicoli conformi ai valori limite di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 5 giugno 1989, come da ultimo modificato dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 25 gennaio 2002, immatricolati tra il 1º ottobre 2001 ed il 1º gennaio 2005:

    1) a partire dal 1º gennaio 2006, se trattasi di veicoli che effettuano sia trasporti nazionali che trasporti internazionali;

    2) a partire dal 1º gennaio 2007, se trattasi di veicoli destinati esclusivamente al trasporto nazionale.

  3. A decorrere dal 1º gennaio 2005 e fino al 31 dicembre 2007, i veicoli delle categorie M2 ed N2 aventi un peso massimo superiore a 3,5 tonnellate ma inferiore o pari a 7,5 tonnellate, immatricolati e circolanti esclusivamente nel territorio nazionale, sono esonerati dall'applicazione degli articoli 2 e 3»;

    e) l'art. 5 è sostituito dal seguente: «Art. 5. - 1. I dispositivi di limitazione della velocità di cui agli articoli 2 e 3 devono soddisfare i requisiti tecnici fissati nell'allegato al decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 30 marzo 1994, di attuazione della direttiva 92/ 24/CEE, e successive modificazioni. Tuttavia, i veicoli rientranti nel campo di applicazione del presente decreto, immatricolati in data anteriore al 1º gennaio 2005, possono continuare ad essere dotati dei dispositivi di limitazione della velocità che soddisfano i requisiti tecnici fissati dalla normativa nazionale vigente alla data della immatricolazione dei veicoli stessi.

  4. I limitatori di velocità omologati come entità tecniche possono essere montati unicamente da officine designate dai titolari delle relative omologazioni debitamente autorizzate dagli Uffici Provinciali del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici - Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

  5. Le procedure di designazione e di autorizzazione delle officine autorizzate nonché le relative procedure operative sono predisposte con provvedimento del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici - Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»;

    f) l'allegato, concernente le procedure di riconoscimento delle officine installatrici di limitatori di velocità, è abrogato.

    Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    @II. Nota (Min. trasp.) 9 dicembre 2004, n. 3773. Segnali senza numero ordinanza sul retro: legittimità. Rif. nota 5846/PL/2004 del 19 ottobre 2004 (1).

    (1) Si riporta qui di seguito il testo della nota (Min. trasp.) 19 ottobre 2004, n. 5846. Page 540

    La mancata apposizione degli estremi dell'ordinanza sul cartello stradale non costituisce presupposto idoneo a rendere il divieto inefficace.

    Lo ha chiarito il Ministero delle infrastrutture con la nota 5846/PL/2004, precisando altresì che le ordinanze hanno essenzialmente lo scopo di legittimare la collocazione dei segnali e per fissare termini di decorrenza del provvedimento connesso, anche in funzione dell'art. 37 del citato codice che, al comma 3, prevede il ricorso contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione di segnaletica entro un termine che decorre proprio dallo stesso provvedimento.

    Oggetto: Richiesta informazioni.

    Con riferimento alla nota a margine si comunica che l'art. 5 del Nuovo Codice della strada attribuisce agli Enti proprietari di strade il compito di provvedere alla regolamentazione della circolazione con ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti segnali.

    Le ordinanze hanno essenzialmente lo scopo di legittimare la collocazione dei segnali e per fissare termini di decorrenza del provvedimento connesso, anche in funzione dell'art. 37 del citato codice che, al comma 3, prevede il ricorso contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione di segnaletica entro un termine che decorre proprio dallo stesso provvedimento.

    L'utente della strada, ai sensi del comma 2 dell'art. 38 del

    Nuovo Codice della strada è tenuto comunque al rispetto delle prescrizioni imposte con la segnaletica presente su strada, ed è soggetto alle eventuali conseguenze sanzionatorie, dal momento che i segnali, in quanto installati, esplicano comunque la loro funzione.

    La mancata apposizione degli estremi dell'ordinanza, nella fattispecie in esame, non costituisce presupposto idoneo a rendere il divieto inefficace.

    Di converso, laddove il legislatore, dalla mancata apposizione sul segnale degli estremi autorizzativi, ne ha voluto far discernere una vera e propria causa di inefficacia dello stesso, lo ha espressamente indicato, come per i segnali di cui all'art. 120 del Regolamento di esecuzione e di attuazione che al comma 1, lettera e), per i segnali di passo carrabile prevede: «... la mancata indicazione dell'Ente e degli estremi dell'autorizzazione comporta l'inefficacia del divieto...».

    A sostegno di tale posizione si richiama anche la sentenza della Cassazione civile n. 6474 del 18 maggio 2000.

    @III. D.M. (Min. trasp.) 27 dicembre 2004. Norme di omologazione e di installazione degli evidenziatori retroriflettenti per la segnalazione dei veicoli pesanti e lunghi e dei loro rimorchi (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 44 del 23 febbraio 2005).

    1. (Veicoli soggetti all'obbligo dell'installazione degli evidenziatori retroriflettenti). 1. Gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose, immatricolati nel territorio nazionale, la cui massa complessiva a pieno carico supera 3,5 t (categorie, internazionali N2 e N3), devono essere segnalati lateralmente e posteriormente con evidenziatori retroriflettenti continui.

    I rimorchi ed i semirimorchi adibiti al trasporto di cose, immatricolati nel territorio nazionale, la cui massa complessiva a pieno carico supera 3,5 t (categorie internazionali 03 e 04), devono essere segnalati lateralmente e posteriormente con evidenziatori retroriflettenti continui.

  6. Le prescrizioni del presente decreto si applicano altresì ai veicoli indicati ai commi 1 e 2, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, classificati per uso speciale o per trasporti specifici.

    2. (Caratteristiche tecniche degli evidenziatori retroriflettenti). 1. Gli evidenziatori retroriflettenti impiegati per la segnalazione dei veicoli di cui...

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