Legislazione e prassi amministrativa

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RIEPILOGO

I. Delib. CIPE 17 novembre 2006, n. 150. 1º Programma delle opere strategiche (legge n. 443/2001). Nodo stradale di Perugia: tratto Madonna del Piano-Corciano (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 64 del 17 marzo 2007). II. D.M. (Min. trasp.) 1 dicembre 2006, n. 316. Regolamento recante riordino dei servizi automobilistici di competenza statale (Gazzetta Ufficiale Serie gen.n. 62 del 15 marzo... (visualizza il riepilogo completo)

 
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@I. Delib. CIPE 17 novembre 2006, n. 150. 1º Programma delle opere strategiche (legge n. 443/2001). Nodo stradale di Perugia: tratto Madonna del Piano-Corciano (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 64 del 17 marzo 2007).

  1. Approvazione progetto preliminare.

    1.1. Ai sensi e per gli effetti degli articoli 165 e 183 del decreto legislativo n. 163/2006 e dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e s.m., è approvato, con le prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture, anche ai fini dell'attestazione della compatibilità ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio per le aree interessate, il progetto preliminare del «Nodo di Perugia - variante al raccordo autostradale Perugia/A1 da Madonna del Piano allo svincolo di Corciano, con lo stralcio dell'opera complementare di allacciamento tra il previsto svincolo per l'ospedale Silvestrini e la zona a sud di Castel del Piano».

    È conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa tra lo Stato e la regione interessata sulla localizzazione dell'opera.

    1.2. Ai sensi del citato art. 165, comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006, l'importo di 510,808 milioni di euro sopra indicato, comprensivo dell'importo per l'opera accessoria «Variante Pievaiola», costituisce il limite di spesa dell'intervento da realizzare ed è inclusivo degli oneri per opere di mitigazione ambientale.

    1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto e da sviluppare in sede di progettazione definitiva, sono riportate nella parte 1ª dell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera.

    Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture sono riportate nella parte 2ª del citato allegato. Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà al riguardo puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo comitato, se del caso, misure alternative.

  2. Clausole finali.

    2.1. Il Ministero delle infrastrutture provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento approvato con la presente delibera.

    2.2. In sede di esame della progettazione definitiva, il predetto Ministero provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni di cui al precedente punto 1.3, ferme restando le verifiche di competenza della commissione VIA.

    2.3. Il medesimo Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.

    2.4. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonché forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.

    2.5. Il codice unico di progetto (CUP) assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, andrà evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento «nodo di Perugia».

ALLEGATO

Nodo stradale di Perugia

Tratto Madonna del Piano Corciano

PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

Prescrizioni in fase di progettazione

Si dovrà garantire l'abbassamento della livelletta in corrispondenza della Galleria Settevalli al fine di allontanare gli imbocchi dai comprensori residenziali limitrofi, così come proposto nelle integrazioni fornite alla Commissione Speciale di VIA;

Si dovrà garantire la continuità della pista ciclopedonale di collegamento tra S. Mariano e Capanne;

Al fine di ridurre l'impatto ambientale sugli abitati circostanti, in particolare sul comprensorio residenziale Chirigiola e sull'abitato di Pila, si chiede di valutare, in fase di progettazione definitiva, la fattibilità tecnico-economica di un allungamento con conseguente abbassamento del profilo, della «Galleria Settevalli» nella direzione dello Svincolo Settevalli;

Preso atto della necessità di deviare la strada poderale posta al km 5+750 in prossimità dell'imbocco della galleria Pievaiola, si raccomanda di prevedere in fase di progettazione definitiva una deviazione della strada poderale, attualmente prevista in parte sulla vecchia sede ferroviaria, che garantisca la continuità della pista ciclopedonale di collegamento tra San Mariano, Strozzacapponi, Castel del Piano e Capanne, in ultimazione su tale sede, e permetta la fruibilità della stessa in condizioni di sicurezza;

Si dovrà elaborare un progetto di Monitoraggio Ambientale secondo le Linee Guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA; i costi dell'attuazione del monitoraggio dovranno essere indicati nel quadro economico del progettodefinitivo;

Mitigazione e compensazione

Si dovrà recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, puntuali e di carattere generale, con particolare riguardo a quelle relative alle rilevanze storiche, così come proposti nello Studio d'impatto Ambientale esaminato e sue integrazioni, ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; prevedere compensazioni per un importo almeno pari al 2% dell'importo dei lavori;

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Si dovrà inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere;

Si dovrà anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto;

Dovranno essere approfondite le misure di mitigazione e contenimento dell'inquinamento visivo e acustico, mediante adeguate opere, tra cui l'intensa piantumazione di essense arboree autoctone; particolare attenzione dovrà essere posta al tratto tra Madonna del Piano e la Galleria S. Fortunato;

Atmosfera

Per quanto riguarda la componente rumore e vibrazioni, si richiama la necessità che l'esito delle misure e le relative previsioni vengano confrontati con i valori limite al fine di prevedere, in caso di superamento, l'adozione delle opportune misure di mitigazione.

Si dovrà approfondire la valutazione degli impatti sull'atmosfera causati dall'emissione di polveri e degli altri principali inquinanti, nella fase di cantiere, applicando modelli matematici per la stima previsionale delle concentrazioni al suolo ed in atmosfera, ed utilizzando i dati meteoclimatici significativi ricavabili dalle stazioni meteorologiche e definire dettagliatamente le relative misure di mitigazione.

Acque

In fase di progettazione esecutiva dovranno essere approfonditi gli aspetti legati agli attingimenti idrici complessivi previsti durante le attività di cantiere, con indicazione di massima delle fonti di approvvigionamento individuate e dei relativi quantitativi emunti;

In relazione alla vicinanza e interferenza con corsi d'acqua, con particolare attenzione per i torrenti Genna e Caina ed i relativi corsi d'acqua affluenti, la costruzione dei viadotti dovrà essere gestita attraverso la predisposizione, in fase di progettazione esecutiva, di uno specifico piano di cantierizzazione, volto a minimizzare l'impatto sull'ecosistema fluviale;

Riguardo al tratto in rilevato all'uscita della galleria di San Mariano si propone di adottare misure atte a garantire il deflusso del Torrente li Rigo;

I risultati del monitoraggio ante-operam, comprensivi dei risultati delle ulteriori indagini idrogeologiche previste per la fase di progettazione esecutiva (con particolare riferimento a quelle sui tratti interessati dallo scavo delle gallerie), dovranno essere raccolti in una relazione di sintesi che permetta di definire con chiarezza la «situazione zero» per l'ambiente idrico; tale relazione potrà ricomprendere anche i dati ambientali già disponibili presso I'A.R.P.A. Umbria;

Preso atto del fatto che alcune aree interessate dal progetto sono a rischio di esondazione da parte del torrente Genna e che sono da considerarsi pertanto aree ad impatto alto, dovrà essere garantita la sezione di deflusso evitando, possibilmente, consolidamenti di sponde con opere in cemento, che determinerebbero variazioni di velocità nel corso d'acqua, preferendo a queste, opere meno impattanti come ad esempio le gabbionate;

Si dovrà valutare, in fase di progettazione esecutiva, la possibilità di predisporre per le sezioni stradali da realizzare nelle porzioni di territorio a più alta vulnerabilità idrogeologica, sistemi drenanti e/o fossi di guardia dotati di pozzetti di raccolta, per la captazione e la raccolta di eventuali sversamenti accidentali, eventualmente dotati di sistemi per l'intercettazione e il trattamento delle acque di prima pioggia;

Per i tratti in galleria dovranno essere predisposte opportune misure d'impermeabilizzazione e dovranno essere opportunamente dimensionate le opere di captazione di eventuali svernamenti accidentali;

La metodologia da adottare per la determinazione delle portate di piena, modello degli afflussi, dovrà essere quella indicata dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere (cfr. Procedura per la definizione delle fasce fluviali e delle zone di rischio e quaderni ABT n....

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