Legislazione e documentazione

Pagine:703-707
RIEPILOGO

I. D.M. (Min. Infrastr.) 16 marzo 2006. Riduzione del disagio abitativo dei conduttori di immobili assoggettati a misure esecutive di rilascio (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 173 del 27 luglio 2006) (...)

 
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I. D.M. (Min. Infrastr.) 16 marzo 2006. Riduzione del disagio abitativo dei conduttori di immobili assoggettati a misure esecutive di rilascio (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 173 del 27 luglio 2006).

1. La residua disponibilità di euro 99.234.336,32 di cui all'art. 1, comma 3, del decreto legge 27 maggio 2005, n. 86, convertito con la legge 26 luglio 2005, n. 148, è destinata all'avvio, nei comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste, di interventi speciali finalizzati alla realizzazione di alloggi sperimentali e a progetti speciali per aumentare la disponibilità di alloggi di edilizia sociale di cui all'art. 1, comma 3, del citato decreto legge 27 maggio 2005, n. 86, convertito con la legge 26 luglio 2005, n. 148, da destinare prioritariamente ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all'art. 1, comma 3, del citato decreto legge 27 maggio 2005, n. 86, come integrato dall'art. 2, comma 3, del decreto legge 1º febbraio 2006, n. 23.

2. La ulteriore somma di euro 158.000,00 è destinata alla pubblicità degli avvisi per gli interventi speciali e per i progetti speciali del presente articolo, mediante la pubblicazione sui siti informatici attivati rispettivamente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dalle regioni e dalle province autonome di cui al decreto ministeriale 6 aprile 2001, n. 20.

3. Il riparto della disponibilità di cui all'art. 1, pari ad euro 99.234.336,32 è effettuato, tra i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste, sulla base del numero delle richieste di procedure esecutive di sfratto presenti in ciascun comune in rapporto al numero complessivo di tali procedure presenti nei sopracitati comuni secondo l'allegata tabella che forma parte integrante del presente decreto.

4. Gli interventi di cui all'art. 1 sono finanziati a valere sulla disponibilità accertata di cui all'art. 1 con contributo statale pari al 50% del costo complessivo degli stessi. Il restante 50% del costo complessivo di ciascun intervento è posto a carico del singolo comune e/o della regione e/o di operatori pubblici o privati aderenti alle singole iniziative.

5. Con uno o più accordi di programma, da sottoscrivere tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Direzione generale per l'edilizia residenziale e le politiche urbane e abitative d'intesa con la regione e il comune interessati agli interventi di cui all'art. 1 entro duecentocinquanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, sono definiti gli indirizzi e i contenuti degli interventi di cui all'art. 1 nonché le modalità di erogazione della disponibilità assegnata a ciascun comune sulla base della ripartizione di cui all'art. 3.

6. Le risorse che si rendono disponibili per mancata sottoscrizione o attuazione degli articoli di cui all'art. 4 del presente decreto e le risorse non utilizzate in attuazione del decreto legge 1º febbraio 2006, n. 23, sono ripartite tra i comuni di cui all'art. 1 con le modalità indicate dall'art. 3.

7. Eventuali economie derivanti dall'attuazione dei singoli interventi sono destinate agli stessi comuni cui si riferiscono tramite ulteriori accordi di programma di cui all'art. 5.

8. Ai sensi dell'art. 5 della legge 26 luglio 2005, n. 148, le risorse di cui all'art. 1 del presente decreto non sono considerate ai fini del rispetto del patto di stabilità interno di cui alla legge 30 dicembre 2004, n. 311.

Allegato

L. 148/2005 (art. 1, comma 3)

RIPARTIZIONE DELLA DISPONIBILITÀ DI EURO 99.234.336,32 Comuni A B Riparto procedure esecutive di rilascio coefficiente di riparto

Comuni A B Riparto
procedure esecutive di rilascio coefficiente di riparto
Milano 8999 20,36 20.208.413,50
Firenze 1146 2,59 2.573.490,60
Roma 10868 24,59 24.405.493,71
Napoli 4830 10,93 10.846.387,07
Torino 5545 12,55 12.452.011,65
Venezia 1445 3,27 3.244.933,60
Genova 2810 6,36 6.310.216,91
Bologna 2123 4,80 4.767.469,93
Bari 549 1,24 1.232.850,21

Palermo 1684 3,81 3.781.638,89
Catania 2527 5,72 5.674.703,96
Trieste 975 2,21 2.189.488,07
Messina 330 0,75 741.057,50
Cagliari 359 0,81 806.180,74
Totale 44190 100,00 99.234.336,32

II. Ris. (Ag. entr.) 3 agosto 2006, n. 99. Istanza di interpello - Determinazione del reddito degli immobili di interesse storico e/o artistico posseduti in regime d'impresa

La Direzione regionale ha trasmesso un'istanza di interpello presentata ai sensi dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, dalla Alfa Srl, concernente l'esatta applicazione dell'articolo 11, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 413.

Quesito

La Alfa Srl (di seguito, in breve, la «Società») dichiara di essere proprietaria di un immobile di interesse storico-artistico (ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 1089 del 1939) - costituito da un ufficio (classificato nella categoria catastale A/10) e da due posti auto - che «pur essendo destinato alla vendita (iscritto in bilancio tra le rimanenze di merce)», concede in locazione a terzi ad uso private banking.

La Società fa presente di aver sino ad oggi calcolato il proprio imponibile ai fini IRES tenendo conto del reddito effettivo generale dalla locazione dell'immobile stesso. Inoltre, i proventi per i canoni di locazione e di rifusione delle spese condominiali ed i costi per spese condominiali e di manutenzione, imputati al bilancio nell'esercizio di competenza, non sono stati oggetto di variazioni fiscali.

Ciò premesso, l'istante chiede se, ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, al predetto immobile posseduto in regime di impresa sia applicabile il particolare criterio di determinazione catastale del reddito di cui all'articolo 11, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 413.

Soluzione prospettata

La Società nel ritenere, alla luce di quanto precisato nella circolare n. 2/E del 17 gennaio 2006, che l'immobile in esame debba concorrere al reddito secondo il regime catastale di cui all'articolo 11, comma 2, della legge n. 413 del 1991, intenderebbe adottare il seguente comportamento ai fini della corretta applicazione dell'Ires, dell'Irap e degli studi di settore.

Più precisamente, l'istante ritiene che ai fini dell'Ires si debba procedere alle seguenti rettifiche:

a) portare in aumento del reddito d'esercizio sia il reddito catastale dell'immobile vincolato, prendendo a riferimento la minore delle tariffe d'estimo previste, sia le spese condominiali e di manutenzione iscritte nel conto economico;

b) portare in diminuzione del reddito d'esercizio sia i canoni di locazione iscritti nel conto economico che i proventi derivanti dalla rifusione delle spese condominiali iscritti nel conto economico.

Ai fini dell'Irap, invece, dal momento che «non assumono rilevanza gli elementi positivi o negativi tassati o deducibili ai fini delle imposte sui redditi, ma non costituenti voci classificabili nel conto economico», rileverebbero esclusivamente i proventi e i costi iscritti nel conto...

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