Legislazione

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RIEPILOGO

I. D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340. Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di g.p.l. per autotrazione (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 283 del 4 dicembre (...)

 
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ARCH. GIUR. CIRC. E SIN. STRAD. 02/2004
LEGISLAZIONE E PRASSI AMMINISTRATIVA
I.
D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340. Regolamento recante disci-
plina per la sicurezza degli impianti di distribuzione
stradale di g.p.l. per autotrazione (Gazzetta Ufficiale Se-
rie gen. - n. 283 del 4 dicembre 2003).
1. (Campo di applicazione). 1. Il presente regolamento si ap-
plica agli impianti di nuova realizzazione, disciplinati al titolo II
dell’allegato A che forma parte integrante del presente regolamen-
to. Sono equiparati a questi ultimi gli impianti esistenti in caso di
potenziamento della capacità complessiva oltre 30 m3.
2. Gli impianti esistenti, la cui capacità complessiva resti limi-
tata fino a 30 m3, devono essere adeguati a quanto previsto al titolo
III dell’allegato entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento. Qualora detti impianti siano oggetto di po-
tenziamenti e/o ristrutturazioni, gli adeguamenti di cui al titolo III
dovranno essere realizzati contestualmente ai suddetti lavori di
modifica. Le disposizioni di esercizio, di cui al punto 15 dell’al-
legato A, devono essere rispettate dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.
2. (Obiettivi). 1. Ai fini della prevenzione degli incendi, allo
scopo di garantire le esigenze di sicurezza per la salvaguardia delle
persone e la tutela dei beni contro i rischi di incendio, gli impianti
di distribuzione stradale di g.p.l. per autotrazione sono realizzati e
gestiti secondo la regola tecnica di cui all’allegato A, in modo da
garantire i seguenti obiettivi:
a) minimizzare le cause di rilascio accidentale di g.p.l., di in-
cendio e di esplosione;
b) limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
c) limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/
o locali contigui all’impianto;
d) ridurre la frequenza delle operazioni di riempimento dei
serbatoi fissi, contribuendo in tal modo a ridurre il traffico stradale
di merci pericolose;
e) permettere ai soccorritori di operare in condizioni di sicu-
rezza.
3. (Ubicazione dell’impianto). 1. Gli impianti di distribuzione
stradale di gas di petrolio liquefatto per autotrazione non possono
sorgere:
a) nella zona territoriale omogenea totalmente edificata, in-
dividuata come zona A nel piano regolatore generale o nel pro-
gramma di fabbricazione ai sensi dell’articolo 2 del decreto mini-
steriale 2 aprile 1968, n. 1444, e nei comuni sprovvisti dei predetti
strumenti urbanistici, all’interno del perimetro del centro abitato,
delimitato a norma dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n.
765, quando, nell’uno e nell’altro caso, la densità della edificazio-
ne esistente, nel raggio di duecento metri dal perimetro degli ele-
menti pericolosi dell’impianto, come definiti al punto 3 dell’alle-
gato al presente decreto, e dall’area di sosta dell’autocisterna,
risulti superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggre-
gato urbano indicate nel piano regolatore generale o nel program-
ma di fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edifica-
bilità superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
2. La rispondenza dell’area prescelta per l’installazione
dell’impianto alle caratteristiche urbanistiche della zona deve es-
sere attestata dal sindaco o comprovata da perizia giurata a firma
di professionista, iscritto al relativo albo professionale, competente
per la sottoscrizione del progetto dell’impianto medesimo.
4. (Divieto di permanenza in aree non più rispondenti). 1.
L’impianto regolarmente installato deve essere rimosso quando
l’edificazione effettiva abbia superato, nell’area compresa entro il
raggio di duecento metri dal perimetro degli elementi pericolosi
dell’impianto, come definiti al punto 3 dell’allegato al presente re-
golamento, e dall’area di sosta dell’autocisterna, la densità terri-
toriale di tre metri cubi per metro quadrato.
2. L’impianto che, per variazioni degli strumenti urbanistici co-
munali intervenute successivamente alla sua realizzazione, venga
a cadere in una zona destinata a verde pubblico deve essere rimos-
so allorché l’area destinata a verde pubblico venga integralmente
attrezzata, ovvero quando vengono a mancare le distanze di sicu-
rezza esterne rispetto alle strutture di tipo fisso di pertinenza
dell’area stessa.
5. (Mancanza delle distanze di sicurezza). 1. Quando per ef-
fetto di variazioni intervenute nella situazione dei luoghi, le di-
stanze di sicurezza esterne non risultano più rispettate, l’impianto
deve essere rimosso.
6. (Deroghe). 1. Qualora in ragione di particolari esigenze di
ordine tecnico o funzionale non fosse possibile il rispetto di qual-
cuna delle prescrizioni contenute nella regola tecnica di cui all’al-
legato A, può essere avanzata motivata richiesta di deroga ai sensi
dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gen-
naio 1998, n. 37. Le istanze devono essere redatte secondo le mo-
dalità indicate nell’articolo 5 del decreto del Ministro dell’interno
in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie
gen. - n. 104 del 7 maggio 1998.
2. Non può essere oggetto di deroga il mancato rispetto delle
condizioni previste agli articoli 4 e 5, nonché delle distanze di si-
curezza esterne.
7. (Abrogazioni). Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) articoli 1, 7, terzo comma, 8, 9, 10, 11, 17, 18, 19, 21, 25,
26, 27, 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gen-
naio 1971, n. 208;
b) articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 12
gennaio 1971, n. 208, nel testo modificato dall’articolo 1 del de-
creto del Presidente della Repubblica 17 novembre 1986, n. 1024;
c) articolo 3, secondo comma, lettera a), del decreto del Pre-
sidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208, nel testo sosti-
tuito dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 17
novembre 1986, n. 1024;
d) articolo 16, primo, secondo, terzo, quarto, sesto e settimo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1971, n. 208, nel testo sostituito dall’articolo 1 del decreto del Pre-
sidente della Repubblica 16 gennaio 1979, n. 28;
e) articoli 22, 23 e 24 del decreto del Presidente della Repub-
blica 12 gennaio 1971, n. 208, nel testo sostituito, rispettivamente,
dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica
16 gennaio 1979, n. 28;
f) articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 16
gennaio 1979, n. 28.
8. (Disposizioni finali). 1. Il Ministro dell’interno, di concerto
con il Ministro delle attività produttive, provvede, ai sensi dell’ar-
ticolo 11, quarto comma, del decreto del Presidente della Repub-
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blica 29 luglio 1982, n. 577, ad aggiornare le norme di sicurezza
antincendio per gli impianti di distribuzione stradale di gas di pe-
trolio liquefatto per autotrazione con propri decreti.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica ita-
liana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osser-
vare.
ALLEGATO A
REGOLA TECNICA IN MATERIA DI SICUREZZA ANTIN-
CENDIO DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE STRADALE
DI GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO PER AUTOTRAZIONE
(art. 1 comma 1)
TITOLO I.
GENERALITÀ.
1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si ri-
manda a quanto stabilito con decreto del Ministro dell’interno in
data 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre
1983). Inoltre, ai fini del presente decreto, si definisce:
area di sosta dell’autocisterna: area delimitata da apposita se-
gnaletica orizzontale corrispondente alla proiezione in pianta
dell’ingombro massimo dell’autocisterna durante l’operazione di
riempimento dei serbatoi fissi;
barrel: recipiente metallico, interno o esterno al serbatoio fis-
so, destinato al contenimento delle pompe sommerse e dotato di
una valvola di livello minimo, manovrabile dall’esterno che ha la
duplice funzione di:
garantire il funzionamento della pompa sotto battente;
isolare la pompa dal g.p.l. contenuto nel serbatoio per la ma-
nutenzione;
capacità di un serbatoio: volume geometrico interno del ser-
batoio;
pistola di erogazione: dispositivo montato all’estremità di una
manichetta flessibile che si innesta al dispositivo di carico posto sul
veicolo;
punto di scarico dell’autocisterna: punto di connessione tra
l’autocisterna e le manichette flessibili utilizzate per il riempimen-
to del serbatoio fisso, posto immediatamente a valle delle valvole
di intercettazione manuali dell’autocisterna stessa;
punto di riempimento: attacchi, posti sul serbatoio fisso o col-
legati a questo mediante apposite tubazioni, a cui vengono con-
nesse le estremità delle manichette flessibili per l’operazione di ca-
rico dei serbatoi fissi;
raccordo rapido: dispositivo che consente l’accoppiamento
delle autocisterne dell’impianto fisso.
Il dispositivo consta di due parti: l’una (denominata maschio)
montata stabilmente a valle della valvola di intercettazione delle
manichette di travaso; l’altra (denominata femmina) a valle delle
valvole di intercettazione delle autocisterne addette al rifornimento
di g.p.l.;
serbatoio fisso: recipiente metallico destinato al contenimento
ed utilizzazione del g.p.l. liquido, stabilmente installato sul terreno
e stabilmente collegato agli impianti;
sistema di emergenza finalizzato alla sicurezza antincendio:
sistema costituito da pulsanti di sicurezza a comando manuale, col-
locati in prossimità dei punti operativi dell’impianto (zona riem-
pimento, zona rifornimento veicoli e locale gestore), in grado di:
isolare completamente ciascun serbatoio fisso dalle condut-
ture di adduzione alle colonnine e di riempimento (fase liquida e
gassosa), mediante valvola di intercettazione comandate a distan-
za;
isolare le tubazioni di mandata all’apparecchio di distribu-
zione mediante valvole di intercettazione comandate a distanza,
poste nelle immediate vicinanze della colonnina stessa al fine di li-
mitare il più possibile il volume di prodotto contenuto nelle tuba-
zioni ubicate a valle della valvola;
bloccare le pompe di distribuzione e la pompe/compressore
di riempimento;
essere associato al sistema di emergenza sull’autocisterna,
nel caso in cui quest’ultima che sia provvista, attivando la chiusura
delle condutture di scarico del g.p.l. e lo spegnimento del mitore;
interrompere integralmente il circuito elettrico dell’impian-
to di rifornimento, ad esclusione delle linee preferenziali che ali-
mentano impianti di sicurezza;
tubazioni flessibili: tratti di tubazione di lunghezza limitata
che, grazie alla loro flessibilità, consentono di collegare terminali
di tubazioni fisse con apparecchiature o con recipienti mobili senza
che gli stessi vengano sottoposti a sollecitazioni meccaniche in
presenza di eventuali piccoli spostamenti o dilatazioni lineari;
valvola di intercettazione comandata a distanza: valvola nor-
malmente chiusa, il cui azionamento può avvenire anche da un
punto predeterminato distante dal punto di installazione della val-
vola. Si intende per chiusa la posizione della valvola in assenza di
energia ausiliaria nel circuito di comando.
TITOLO II.
IMPIANTI DI NUOVA REALIZZAZIONE.
2. Elementi costitutivi degli impianti.
1. Gli impianti soggetti alle presenti norme possono compren-
dere i seguenti elementi:
a) uno o due serbatoi fissi;
b) un punto di riempimento;
c) pompe adibite all’erogazione di g.p.l: le pompe possono es-
sere azionate da motore elettrico o idraulico ed essere esterne o
sommerse;
d) pompa e/o compressore adibiti al riempimento dei serbatoi
fissi;
e) uno o più apparecchi di distribuzione a semplice o doppia
erogazione;
f) locali destinati a servizi accessori (ufficio, locali vendita,
magazzini, servizi igienici, impianti di lavaggio, officina senza uti-
lizzo di fiamme libere, posti di ristoro, abitazione del gestore, ecc.).
3. Elementi pericolosi dell’impianto.
1. Sono considerati elementi pericolosi dell’impianto, ai fini
della determinazione delle distanze di sicurezza, quelli indicati al
precedente punto 2 con esclusione della lettera f).
4. Serbatoi fissi.
1. La capacità massima complessiva di serbatoi è di 100 m3, ot-
tenibile mediante due serbatoi aventi capacità massima di 50 m3
ciascuno. Ai fini della capacità compelssiva dei serbatoi i barrel
esterni non sono computati qualora di volume geometrico non
maggiore di 0,6 m3 ciascuno.
2. Ai fini della sicurezza antincendio è necessario che i serbatoi
fissi di g.p.l. abbiano un grado di riempimento non maggiore
all’85%.
5. Pompe e compressori.
1. Le pompe possono essere installate:
a) sommerse in barrel interni o esterni ai serbatoi fissi;
b) esterne, sotto tettoia realizzata in materiale incombustibile
di tipo leggero, con esclusione di lamiera metallica. Ai fini della
presente regola tecnica per tettoia si intende una copertura priva di
pareti perimetrali, ovvero aperta almeno su due lati contraposti.
Deve essere in ogni caso evitata l’installazione in aree poco ven-
tilate.
2. I compressori di riempimento devono essere installati a li-
vello del piano di campagna in prossimità del serbatoio. Essi de-
vono risultare schermati, verso l’area destinata alla sosta dell’au-
tocisterna nella fase di riempimento con muretto in calcestruzzo
dello spessore di almeno 0,15 m, di forma e dimensioni tali che i
compressori restino defilati rispetto alla autocisterna in sosta.
6. Recinzione.
1. Gli elementi di cui alle lettere a), c) e d), del punto 2 e i re-
lativi dispositivi di sicurezza non devono essere accessibili da parte
di personale non autorizzato. Pertanto, laddove detti elementi non
siano già protetti, deve essere prevista una recinzione alta almeno
1,8 m, realizzata in robusta rete metallica sostenuta da pali, o con
grigliati metallici, su cordolo di calcestruzzo, e dotata di una porta
apribile verso l’esterno avente larghezza non minore di 0,8 m, mu-
nita di idoneo sistema di chiusura.

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