Legislazione

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RIEPILOGO

I. D.M. (Min. trasp.) 13 marzo 2006. Norme relative all'adeguamento al progresso tecnico delle caratteristiche costruttive funzionali delle autocaravan e dei caravan (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 135 del 13 giugno 2006). II. Decisione CE 20 marzo 2006, n. 368. Prescrizioni tecniche dettagliate per l'esecuzione delle prove di cui alla direttiva 2005/66/CE del Parlamento europeo e del... (visualizza il riepilogo completo)

 
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ARCH. GIUR. CIRC. E SIN. STRAD. 09/2006
legislazione e prassi amministrativa
LEGISLAZIONE E PRASSI
AMMINISTRATIVA
I.
D.M. (Min. trasp.) 13 marzo 2006. Norme relative
all’adeguamento al progresso tecnico delle ca-
ratteristiche costruttive funzionali delle autoca-
ravan e dei caravan (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n.
135 del 13 giugno 2006).
1. (Campo di applicazione). 1. Il presente decreto disci-
plina ai sensi di quanto previsto dall’art. 75 del codice della
strada commi 2 e 3 ed in conformità al decreto del Ministro
dei trasporti e della navigazione 2 maggio 2001, n. 277, le
procedure di omologazione dei nuovi tipi di autocaravan e
di caravan, nonché quello di accertamento dei requisiti di
idoneità alla circolazione degli stessi.
2. (Caratteristiche costruttive). 1. I veicoli di cui all’art.
1 debbono contenere nel vano abitabile le attrezzature spe-
ciali previste dalle pertinenti direttive comunitarie, inerenti
l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.
In assenza di specifiche prescrizioni di carattere comu-
nitario che dispongano diversamente i caravan debbono
contenere nel vano abitabile almeno i posti a sedere, il ta-
volo, le cuccette e gli armadi o ripostigli.
2. Le caratteristiche costruttive delle autocaravan e dei
caravan sono quelle previste dalle disposizioni recate dalle
direttive comunitarie inerenti i veicoli delle categorie M ed
O, di cui all’allegato XI della direttiva n. 2001/116/CE, ov-
vero dai regolamenti UN/ECE ad esse equivalenti.
3. Le autocaravan ed i caravan debbono inoltre rispon-
dere alle caratteristiche costruttive di cui alle norme UNI EN
1646 ed UNI EN 1645 sui «requisiti abitativi concernenti la
sicurezza e la salute».
3. (Omologazione ed accertamento dei requisiti di ido-
neità alla circolazione). 1. Ai veicoli di cui all’art. 1 costruiti
in serie, si applica l’omologazione del tipo, prevista dall’art.
2, comma 2, lettere a) e b) del decreto del Ministro dei tra-
sporti e della navigazione n. 277 del 2001, in conformità alle
prescrizioni tecniche riportate all’art. 2 del presente decreto.
2. Le prescrizioni di cui al comma precedente si appli-
cano agli stessi veicoli anche in sede di accertamento dei loro
requisiti di idoneità alla circolazione.
4. (Disposizioni transitorie). 1. Restano salve le omolo-
gazioni già emanate ed è consentito il rilascio delle esten-
sioni delle medesime, per un periodo non superiore a 24 mesi
a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente de-
creto; le norme applicabili sono quelle in base alle quali sono
state rilasciate le omologazioni di origine.
2. Decorsi sei mesi dall’entrata in vigore del presente de-
creto, non è più possibile rilasciare l’omologazione di nuovi
tipi di autocaravan e di caravan, nonché procedere all’ac-
certamento dei requisiti di idoneità alla circolazione, se non
sono rispettate le prescrizioni stabilite dal presente decreto.
5. (Norme abrogate). 1. È abrogato il decreto ministe-
riale:
decreto 16 giugno 1983 concernente «Norme tecniche
applicabili ai veicoli per trasporto promiscuo di persone e
cose e alle autocaravan».
Il presente decreto sarà publicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
II.
Decisione CE 20 marzo 2006, n. 368. Prescrizioni tec-
niche dettagliate per l’esecuzione delle prove di
cui alla direttiva 2005/66/CE del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio relativa all’impiego di si-
stemi di protezione frontale sui veicoli a motore
(Gazzetta Ufficiale CE n. L. 140 del 29 maggio 2006).
1. 1. Nell’allegato alla presente decisione sono stabilite
le prescrizioni tecniche dettagliate necessarie per eseguire le
prove relative all’impiego di sistemi di protezione frontale in
qualità di componenti originali installati su un veicolo a mo-
tore e di unità tecniche separate, di cui all’allegato I, punto
3, della direttiva 2005/66/CE.
2. Nel caso di prove di omologazione di un sistema di
protezione frontale come componente originale installato su
un veicolo, qualora il sistema da provare sia stato progettato
per essere utilizzato su diversi tipi di veicoli, tale sistema
deve essere omologato separatamente per ogni tipo di vei-
colo cui è destinato.
L’autorità di omologazione ha facoltà di derogare a pro-
ve supplementari qualora i tipi di veicolo in questione o i mo-
delli dei sistemi di protezione frontale siano considerati suf-
ficientemente simili.
2. La presente decisione entra in vigore il 26 novembre
2006.
3. Gli Stati membri sono destinatari della presente deci-
sione.
((L’allegato è pubblicato sul sito www.latribuna.it)
III.
D.M. (Min. giust.) 31 marzo 2006. Accertamento del
mancato funzionamento dell’Ufficio del Giudice
di pace di Ravenna. Proroga dei termini di de-
cadenza per il compimento di taluni atti (Gazzetta
Ufficiale Serie gen. - n. 129 del 6 giugno 2006).
In conseguenza del mancato funzionamento dell’Ufficio
del Giudice di pace di Ravenna, nel giorno 7 febbraio 2006,
a causa di intrusione di persone estranee nei locali dell’uf-
ficio, i termini di decadenza per il compimento di taluni atti
presso il detto ufficio o a mezzo di personale addetovi, sca-
denti nel giorno sopra indicato o nei cinque giorni successivi
sono prorogati di quindici giorni a decorrere dalla data di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.
legislazione e prassi amministrativa
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IV.
D.M. (Min. giust.) 31 marzo 2006. Accertamento del
mancato funzionamento dell’Ufficio del Giudice
di pace di Misilmeri. Proroga dei termini di de-
cadenza per il compimento di taluni atti (Gazzetta
Ufficiale Serie gen. - n. 129 del 6 giugno 2006).
In conseguenza del mancato funzionamento dell’Ufficio
del Giudice di pace di Misilmeri, nel giorno 12 novembre
2005, a causa di disinfestazione dei locali, i termini di deca-
denza per il compimento di taluni atti presso il detto ufficio
o a mezzo di personale addettovi, scadenti nel giorno sopra
indicato o nei cinque giorni successivi, sono prorogati di
quindici giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
V.
D.M. (Min. giust.) 31 marzo 2006. Accertamento del
mancato funzionamento dell’Ufficio del Giudice
di pace di Modena. Proroga dei termini di deca-
denza per il compimento di taluni atti (Gazzetta
Ufficiale Serie gen. - n. 129 del 6 giugno 2006).
In conseguenza del mancato funzionamento dell’Ufficio
del Giudice di pace di Modena, nel periodo compreso dal 18
gennaio 2006 al 17 febbraio 2006, a causa delle operazioni
di trasloco nella nuova sede, i termini di decadenza per il
compimento di taluni atti presso il detto Ufficio o a mezzo di
personale addettovi, scadenti nel periodo sopra indicato o nei
cinque giorni successivi, sono prorogati di quindici giorni a
decorrere dalla data di pubblicazione del presente dcreto nel-
la Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
VI.
D.P.R. 11 aprile 2006, n. 205. Regolamento recante
modalità di ripartizione e di erogazione dei fondi
per l’innovazione del sistema dell’autotrasporto
merci, dello sviluppo delle catene logistiche e
del potenziamento delle intermodalità (Gazzetta
Ufficiale Serie gen. - n. 130 del 7 giugno 2006).
CAPO I.
DISPOSIZIONI GENERALI
1. (Ambito di applicazione). 1. Le disposizioni del pre-
sente regolamento disciplinano le modalità di ripartizione e
di erogazione della somma di cui al comma 2-ter dell’arti-
colo 3 del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, conver-
tito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n.
265, di seguito denominata: «la legge», in relazione agli in-
terventi correlati alle finalità di cui al medesimo comma 2-
ter.2. Ai fini del presente regolamento:
a) per «catene logistiche» s’intende: l’insieme della ca-
pacità d’integrazione sistemica tra i vari soggetti che inter-
vengono nel ciclo complesso del trasporto sia sotto il profilo
infrastrutturale che tecnologico;
b) per «cabotaggio marittimo» s’intende: il trasporto via
mare di merci e autoveicoli isolati o complessi destinati al
trasporto di cose e rimorchi e semirimorchi, tra porti nazio-
nali; c) per «innovazione tecnologica» s’intende: l’insieme di
interventi finalizzati all’ottimizzazione delle risorse tecnolo-
giche aziendali;
d) per «ristrutturazione aziendale» s’intendono: le atti-
vità volte all’ottimizzazione e all’ammodernamento delle
strutture aziendali;
e) per «miglioramento ambientale» s’intende: la realiz-
zazione di standard più elevati in materia di emissioni gas-
sose, acustiche, elettromagnetiche e quant’altro necessario al
raggiungimento degli obiettivi fissati in materia di tutela
dell’ambiente;
f) per «potenziamento dell’intermodalità» s’intende: la
realizzazione di interventi mirati alla effettuazione di traspor-
to di merci mediante fruizione combinata di almeno due di-
verse modalità (strada-rotaia, rotaia-mare, strada-mare, terra-
aria) con le specifiche finalità del decongestionamento del
traffico su strada nonché del raggiungimento di standard di
sicurezza più elevati.
3. Gli interventi agevolativi previsti dall’articolo 3, com-
ma 2-ter, della legge hanno durata triennale a fare data dalla
vigenza dei successivi provvedimenti attuativi.
2. (Ripartizione percentuale dei fondi). 1. Lo stanziamen-
to di 20 milioni di euro quale limite d’impegno quindicennale
a carico dello Stato recato dall’articolo 3, comma 2-ter della
legge, è ripartito secondo le seguenti percentuali per le sot-
toindicate finalità:
a) 90 per cento per interventi di innovazione del sistema
dell’autotrasporto merci, dello sviluppo delle catene logisti-
che e del potenziamento dell’intermodalità, con particolare
riferimento all’utilizzazione della modalità marittima in luo-
go di quella stradale, nonché per lo sviluppo del cabotaggio
marittimo e per interventi di miglioramento ambientale;
b) 10 per cento per interventi di ristrutturazione azien-
dale e per l’innovazione tecnologica, connessi agli obiettivi
di cui alla lettera a).
2. Con successivi regolamenti, da emanare con decreto
del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono modificate le percentuali
di cui al comma 1 qualora le richieste di accesso ai benefici
evidenziassero la necessità di rimodulazione degli interventi
per le finalità di cui all’articolo 3, comma 2-ter, della legge,
anche in relazione a possibilità di cumulo con interventi re-
gionali.
3. La possibilità di cumulo di cui al comma 2 è, comun-
que, limitata alla percentuale massima del 30 per cento dei
benefici richiesti da ciascun soggetto; nell’ambito di tale li-
mite del 30 per cento gli organi statali e regionali competenti
possono concorrere alle rispettive erogazioni pro quota, in
relazione agli interventi rispettivamente previsti in materia.
CAPO II.
CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI
3. (Contributi). 1. Per il conseguimento delle finalità di
cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), alle imprese di auto-
trasporto, costituite anche in forma di raggruppamenti, tem-
poranei o permanenti, o società tra operatori del trasporto che
imbarchino su nave destinata prevalentemente al trasporto
merci i propri veicoli e cassemobili, accompagnati o meno
dai relativi autisti, al fine di percorrere delle tratte marittime
individuate con decreto dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti con i criteri previsti al comma 6, è concesso un con-
tributo diretto alla compensazione dei costi esterni non so-
stenuti dal trasporto su strada, relativamente alle tratte ma-
rittime individuate.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti verifica,
nel triennio successivo a quello di concessione dei contributi,
il mantenimento, in termini di viaggi e di tonnellate traspor-
tate, dei volumi di traffico trasferiti sulle tratte marittime in-
teressate dal contributo di cui al comma 1. In caso di dimi-
nuzione di detti volumi di traffico, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti provvede al recupero del contri-
buto accordato ai soggetti che non hanno mantenuto l’impe-
gno di cui all’articolo 5, comma 2. Il decreto ministeriale di
cui al comma 1 stabilisce le modalità operative per l’effet-
tuazione delle verifiche e per l’eventuale recupero del con-
tributo. A tali attività si provvede con le risorse umane e stru-
mentali già in dotazione all’amministrazione stessa.
3. Per ognuna delle tratte marittime, il decreto ministe-
riale di cui al comma 1 fissa l’importo massimo del contri-
buto previsto dal comma 1, per ogni viaggio effettuato, te-

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