L'Onere Di Motivazione Dopo La Riforma Orlando. La Ratio E Le Novità Dietro Le (Tante) Ripetizioni

Autore:Giulia Barone
Pagine:397-405
RIEPILOGO

Abstract Anzitutto, il contributo si propone di esaminare il testo dell’art. 546 comma 1 lett. e) c.p.p. così come recentemente modificato dalla Legge 23 giugno 2017 n. 103, per indagare l’effettiva portata innovativa della riforma, interrogandosi se il legislatore abbia realmente creato un nuovo modello legale di motivazione in fatto. In secondo luogo, partendo dal presupposto che la recente... (visualizza il riepilogo completo)

 
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397
Arch. nuova proc. pen. 5/2018
Dottrina
L’ONERE DI MOTIVAZIONE
DOPO LA RIFORMA ORLANDO.
LA RATIO E LE NOVITÀ DIETRO
LE (TANTE) RIPETIZIONI
di Giulia Barone
Abstract
Anzitutto, il contributo si propone di esaminare il te-
sto dell’art. 546 comma 1 lett. e) c.p.p. così come recen-
temente modificato dalla Legge 23 giugno 2017 n. 103,
per indagare l’effettiva portata innovativa della riforma,
interrogandosi se il legislatore abbia realmente creato un
nuovo modello legale di motivazione in fatto. In secondo
luogo, partendo dal presupposto che la recente riforma
ha lasciato inalterato il riferimento alla concisione espo-
sitiva propria della sentenza, il contributo si soffermerà
sulla compatibilità tra il “nuovo” art. 546 lett. e) c.p.p. e
i principi elaborati dalla giurisprudenza precedente in
tema di motivazione apparente, motivazione implicita e
motivazione semplificata.
First of all, the article intends to examine the text of the
art. 546 comma 1 lett. e) c.p.p. as recently modified by the
Law n. 103 of the 23rd June 2017, to investigate the effecti-
ve innovative nature of the legislative reform, wondering
if the legislator created a new model of motivation in fact.
Secondly, starting from the assumption that the new law
left unchanged the reference to the exposition conciseness,
the article will focus on the compatibility between “new”
art. 546 lett. e) c.p.p. and principles previously elabora-
ted by national Courts with regard to apparent, implied
and simplified motivation.
SOMMARIO
1. Premessa. 2. La motivazione nel processo penale. 3. Il
nuovo testo dell’art. 546 c.p.p.; 3-1) «Risultati acquisti» e
«criteri di valutazione»: mero pleonasmo o precisazione ne-
cessaria?. 3-2) Una (nuova) scansione motivazionale della
sentenza?. 4. La regola della concisione dopo la riforma Or-
lando; 4-1) La (nuova) scansione motivazionale della sen-
tenza tra motivazione apparente e motivazione implicita.
4-2) La motivazione semplificata alla luce del novellato art.
546 c.p.p. 5. Conclusioni.
1. Premessa
Dopo anni di complessi lavori parlamentari (1), con
la Legge 23 giugno 2017, n. 103, è stata approvata l’attesa
riforma della giustizia penale, anche nota come riforma
Orlando, la quale ha apportato una serie di modifiche alla
materia penale sostanziale e processuale, nonché all’ordi-
namento penitenziario (2).
Tra le numerose novità processuali introdotte dalla re-
cente novella legislativa, vi sono le modifiche apportate
alla lett. e) dell’art. 546 c.p.p., attraverso le quali, come
si evince dalla Relazione all’originario D.D.L. di riforma,
il legislatore ha inteso costruire un «modello legale di mo-
tivazione in fatto», idoneo ad esplicare il ragionamento
probatorio seguito dal Giudice e ad individuare «l’effettivo
paradigma devolutivo sul quale commisurare la facoltà di
impugnazione delle parti e i poteri di cognizione del Giu-
dice dell’impugnazione» (3). Come evidenziato da autore-
voli commentatori, la modifica dell’art. 546 c.p.p. va letta
in combinato disposto con quella apportata al successivo
art. 581 c.p.p., che interviene sui requisiti formali di am-
missibilità dell’impugnazione, dettando un più stringente
onere di specificità dei motivi d’appello, e rafforza così
il «necessario parallelismo che sussiste fra motivazione
della sentenza e motivi d’impugnazione» (4).
Il presente contributo si prefigge anzitutto lo scopo di
indagare la reale portata innovativa del nuovo testo del-
l’art. 546 comma 1 lett. e), così da comprendere se, con le
soluzioni tecniche prescelte, il legislatore abbia effettiva-
mente costruito un (nuovo) modello legale di motivazione
in fatto. In secondo luogo, si cercherà di capire come il
nuovo disposto normativo si sia inserito nel contesto giu-
ridico italiano e, più precisamente, come e se il modello
legale di motivazione delineato dall’art. 546 c.p.p. si rap-
porti con i principi elaborati dalla giurisprudenza in tema
di motivazione apparente, motivazione implicita e motiva-
zione semplificata.
2. La motivazione nel processo penale
In via preliminare, occorre soffermarsi brevemente e
senza alcuna pretesa di esaustività, sul ruolo chiave gio-
cato dalla motivazione nell’attuale sistema processuale
penale (5).
Ai sensi dell’art. 111 comma 6 Cost. «tutti i provvedi-
menti giurisdizionali devono essere motivati». L’onere co-
stituzionalmente imposto di motivare ogni provvedimento

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