Introduzione allo studio della ragioneria internazionale

Autore:Francesco Giaccari
Occupazione dell'autore:Professore Associato di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia 'Antonio de Viti de Marco' dell'Università degli Studi di Lecce
Pagine:21-57
 
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1. La ragioneria internazionale: i confini della disciplina
1.1 Gli autori che affrontano i temi connessi alla ragioneria interna-
zionale sono concordi nell’attribuire il sensibile sviluppo di questi
studi ai profondi mutamenti di contesto, osservabili su larga scala. I
fattori che in modo più diretto conferiscono un respiro transnaziona-
le ai tradizionali temi relativi alle modalità di determinazione e rap-
presentazione dei valori contabili, sono, come si è detto nell’introdu-
zione:
l’internazionalizzazione dell’attività economica;
l’integrazione dei mercati finanziari;
la tendenza verso l’armonizzazione contabile che interessa grandi
aree geografiche.
C’è da aggiungere, peraltro, che in ambito scientifico l’interesse
per le dottrine e le prassi affermatesi in altri ambiti ha da sempre
coinvolto gli studiosi
10
. A tal proposito, è opportuno sottolineare che,
ad agevolare l’attenzione degli studiosi verso indagini estese sul pia-
CAPITOLO PRIMO
INTRODUZIONE ALLO STUDIO
DELLA RAGIONERIA INTERNAZIONALE
10
Per quanto concerne la dottrina italiana meno recente, si vedano Amaduzzi Aldo, Sviluppi
delle nostre teorie contabili e confronto con recenti generalizzazioni, in Rivista dei Dottori Com-
mercialisti, n. 4, 1962, Amodeo D., La unificazione della contabilità, Giannini, Napoli 1950 – La
moderna teoria contabile: dalla contabilità pura alla formulazione matriciale, in AA.VV.Saggi
di economia aziendale e sociale in memoria di Gino Zappa, Giuffrè, Milano 1962 – La intelligi-
bilità internazionale dei bilanci, in AA.VV., Scritti in memoria del Prof. Alberto Riparbelli, Cur-
si, Pisa 1975, Bruni G., I principi contabili generalmente accettati, in AA.VV. L’impresa. Econo-
mia, controllo, bilancio, vol. III. Giuffrè 1984 – Tendenze evolutive della “financial” e della “ma-
nagerial accounting” nella dottrina contabile americana, in AA.VV. Scritti di Economia azien-
dale per Egidio Giannessi, Pacini, Pisa 1987, Canziani A., Measurements and calculations in ac-
counting: a note on Continental vs. Anglosaxon methodology, in Economia aziendale vol. n. 1,
no internazionale, ha inciso la comune origine del metodo contabile,
universalmente fondato sulla medesima tecnica, il metodo della par-
tita doppia, affermatosi in Italia in epoca rinascimentale ed esportato
poi in tutto il mondo.
La metodologia di tenuta delle scritture contabile (in lingua ingle-
se book-keeping)si è sviluppata nel tempo e nello spazio secondo la
regola fondamentale della doppia scritturazione, in uno o più conti
separati, dello stesso fenomeno aziendale. Ciò che appare del tutto
differente è la logica di fondo che governa il metodo della partita
doppia nei diversi ambiti di osservazione.
L’aspetto importante che occorre rilevare, è che le differenze non
sono ascrivibili soltanto a fattori collegati esclusivamente a cause oc-
casionali e del tutto specifiche che, per così dire, hanno “inquinato”
una metodologia di per sé universale e adatta, in ogni contesto, a rap-
presentare i fenomeni aziendali allo stesso modo. Le diversità, spes-
so profonde, che attraversano la dottrina e la prassi internazionale,
invece, derivano da motivazioni complesse che coinvolgono gli
aspetti sociali, economici, normativi, stratificatisi nel tempo nelle di-
verse aree. I fattori caratterizzanti ogni peculiare sistema informativo
di fatto influenzano la finalità e gli obiettivi richiesti al sistema con-
tabile il quale si adatta e si struttura secondo visioni concettuali
difformi.
Riprendendo nozioni care alla dottrina italiana si può allora affer-
mare che se il metodo,sia pure entro confini ampi, presenta sem-
bianze di tecnica contabile omogenee, il sistema, nelle distinte aree
geografiche, assume connotati molto difformi. In definitiva, il lin-
guaggio contabile, apparentemente sempre identico a se stesso, serve
22 Lineamenti di ragioneria internazionale
1982, Cassandro P. E., Disegno storico delle dottrine economico aziendali tedesche, in Rivista
Italiana di Ragioneria n. 4, 1937 (ora anche in Cassandro P. E., Scritti vari 1929-1990, Cacucci,
Bari 1991) – Revisione aziendale e certificazione dei bilanci: l’esperienza americana e i suoi in-
segnamenti,in Rivista dei Dottori Commercialisti n. 6 1980 - Sui principi contabili generalmen-
te accettati secondo la normativa nord-americana, in Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 6.
1982 – Sull’armonizzazione internazionale dell’informativa contabile, in Rivista Italiana di Ra-
gioneria e di Economia Aziendale, 1984, Coda V., In tema di principi contabili generalmente ac-
cettati,in Rivista dei Dottori Commercialsti, 1968, D’Ippolito T., I principi contabili nazionali ed
iprincipi contabili di comune accettazione,in Scritti in memoria del prof. Alberto Riparbelli,
Cursi, Pisa 1975, Galassi G., Il postulato della realizzazione nella dottrina aziendale nord-ameri-
cana,in Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 2, 1967, Onida P., Imoderni sviluppi della dottri-
na contabile Nord-Americana e gli studi di Economia aziendale, in Studi in onore di Giordano
Dell’Amore, Giuffrè, Milano 1969 - Alcuni punti di dissenso col pensiero di R. J. Chambers,
espressi in una mia pubblicazione del 1970, in Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 6 1973, Pel-
licelli G., Recenti sviluppi metodologici dell’accounting theory e della managerial economics,
Giuffrè, Milano 1968, Viganò E., L’Entity concept nella dottrina contabile americana, in Studi
economici, nn. 1 e 2, 1966 – Sintesi dell’esperienza in materia di principi contabili nei paesi di
lingua inglese, in Rivista dei Dottori Commercialisti, 1975.
Introduzione allo studio della ragioneria internazionale 23
finalità differenti e rappresenta quindi, in ultima analisi, situazioni,
fenomeni, oggetti d’osservazione tra loro non sempre facilmente
comparabili.
Ove non bene compreso, il sistema informativo di estrazione con-
tabile tende a nascondere significati che sono tra loro discordanti,
quando, costruito secondo appropriati criteri, persegue nella realtà fi-
nalità eterogenee. Ciò è dovuto al fatto che il metodo contabile,
com’è noto, accoglie valori monetari determinabili non sulla base di
un semplice calcolo, ma misurabili in modo consequenziale e coe-
rente con gli scopi che si vogliono raggiungere. Come vedremo in se-
guito, le valutazioni necessarie a quelle misurazioni possono, in con-
creto, basarsi su valori passati, valori correnti o valori futuri, a se-
conda delle finalità che al sistema informativo in un dato contesto
vengono assegnate, originando per questo risultati differenti.
Queste considerazioni sono rilevanti allo scopo di circoscrivere
l’oggetto ed il contenuto della ragioneria internazionale in quanto
rendono evidente il fatto che, tale tipologia di analisi, implica l’os-
servazione di elementi di varia natura.
In prima approssimazione, si può affermare che l’oggetto della ra-
gioneria internazionale è coincidente con i temi tradizionali relativi
alla metodologia contabile, alla valutazione delle operazioni di ge-
stione, alla rappresentazione degli elementi patrimoniali e delle com-
ponenti del reddito d’esercizio, in una chiave però internazionale. È
importante sottolineare, peraltro, che rientrano nel campo di questa
disciplina anche le procedure e le metodologie connesse al controllo
di gestione delle aziende. Negli studi anglosassoni, a tal proposito, si
opera una distinzione tra financial accounting emanagement ac-
counting,discipline intensamente specializzate sul piano dell’analisi
generale, della pratica e dell’insegnamento. In particolare, l’oggetto
delle analisi di financial accounting riguarda i criteri di valutazione
dei valori di bilancio e la loro rappresentazione; in considerazione
dell’importanza che tali temi hanno nell’ambito del processo di ar-
monizzazione, si assiste ad un forte incremento di questi studi anche
in una prospettiva comparativa, ed è con riferimento a tale indirizzo
di studi che da ora in avanti si farà riferimento nel lavoro quando si
discute di dottrina anglosassone.
1.2 L’esigenza di analizzare i problemi connessi alla rilevazione e
rappresentazione dei fatti aziendali da un’angolatura più ampia e
complessa, sorge quando la gestione aziendale è proiettata in una di-
mensione internazionale. In questi casi diventano di grande impor-

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