Integrazione e informatica giuridica

Autore:Luigi Lombardi Vallauri/Giancarlo Taddei Elmi

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Il tema dì queste II Giornate di informatica giuridica: «Informatica giuridica, integrazione e unificazione del diritto», è un tema molto. vasto che può essere affrontato sotto molti profili, tecnici, giuridici, sociologici, politici, filosofici.

In questa relazione introduttiva, verranno nella prima parte, analizzati i presupposti, ossia le condizioni culturali, istituzionali, sociali, giuridiche che stanno alla base di una sensata informaticizzazione del diritto (§ 1) e di una solida e matura integrazione culturale (§ 2) e giuridica (§ 3).

Dopo questa analisi, si tenterà di confrontare e mettere in rapporto i modelli informatici con alcuni modelli di integrazione possibili (§ 4), cercando di vedere, in un'ottica bidirezionale, sia quale influenza esercita un'integrazione di un certo tipo sullo sviluppo dell'informatica, sia, viceversa, quale influenza esercita l'informatica sull'integrazione.

@1. Presupposti dell'informaticizzazione del diritto

Nell'analizzare i presupposti di una sensata informtticizzazione del diritto, terremo presente che le applicazioni dell'informatica sono distinte in due grandi gruppi: quelle documentarie, tese a raccogliere, organizzare dati e a fornire informazioni su di essi in risposta a domande di utenti, e quelle metadocuraentarie o di processo o decisionale tese, superando il momento meramente informativo, a riprodurre automaticamente le attività del giuri-Page 36sta, a fornire pareri, consulenze e decisioni in una parola a dare soluzioni di problemi e non documentazione su problemi.

Ciò premesso, analizziamo i contesti sociali, istituzionali, culturali e giuridici della informaticizzazione del diritto, E intuitivo che questa analisi ha come parametro soprattutto l'informatica dei sistemi integrati, al tempo stesso docuraentari e metadocumentari.

Iniziarne dai contesti sociali e istituzionali. Non ogni contesto sociale, anzitutto, è' tale da favorire o anche solo consentire lo sviluppo dell'informatica giuridica. Occorre in primo luogo che sia molto avanzato, in una data società, il processo stesso della giuridicizzazione: una società molto giuridicizzata si presta meglio ad essere trattata algoritmicamente di una società poco giuridicizzata. Le società primitive, le comunità ferventi, anarchiche, spontaneiste, le società in fase di rivoluzione sono - al contrario - resistenti alla formalizzazione e all'informaticizzazione.

All'interno del fenomeno della giuridicizzazione, può considerarsi particolarmente omogenea al pensiero calcolante e dunque all'informatica giuridica, la struttura moderna dello Stato di diritto, inteso come Stato fondato sul principio del controllo del potere, particolarmente attraverso la razionalizzazione del sistema normativo al livello delle norme generali e la conseguente certezza delle situazioni giuridiche individuali. Possono perciò segnalarsi qui le varie forme del liberalismo giuridico, tutte in linea di principio favorevoli all'informatica, vedi le ideologie della codificazione, il costituzionalismo, il positivismo giuridico formalistico nel suo aspetto di teoria legalista delle fonti, il principio del giudice «bocca della legge».

Resistono, al contrario, all'informaticizzazione gli Stati assoluti, le dittature, i regimi «popolari» e in genere tutti quelli che tendono a far prevalere sulla certezza e sulla giustizia in senso formale la partecipazione e una giustizia in senso sostanziale.

Favorevolissimo all'informatica sembra. invece lo Staio sociale pianificatore, che storicamente tende a sostituire lo Stato di diritto o a costituirne uno sviluppo e un'integrazione. le esso si verifica la giuridicizzazione tendenzialmente integrale dell'economia, della cultura e della stessa natura; norme giuridiche definiscono e regolano tutto il reale. L'amministrazione complessiva del sistema società-natura porta a una estensione capillare del diritto pubblico e amministrativo, e al sostituirsi del piano al codice come figura giuridica chiave. Questa enorme intrapresa - di razionalizzazione calcolante genera i calcolatori elettronici che a loro volta la potenziano. L'uomo dei calcolatori è il nuovo consigliere del principe, un principe sempre meno personale, sempre più strutturale, anomimo: il Sistema. Tutto questo implica che' il socialismo non rivoluzionario, la socialdemocrazia, il welfare siate, possa considerarsi, ancora più. del liberalismo, sebbene in modi diversi e a volte opposti, omogeneo all'informatica giuridica. La combinazione dei due modelli nel sozialer Rechtsstaat, nello Stato sociale di diritto, tipicaPage 37 delle democrazie occidentali, porta a sommare le due componenti favorevoli all'informatica giuridica.

Suprema realizzazione oggettiva dell'amministrazione sociale integrale va forse considerato lo Stato totalitario nella sua variante tecnoburocratica, perché il monismo ideologico consente di presumere il consenso generalizzato e quindi la pianificazione centralizzata di tutti, senza eccezione, gli aspetti della vita secondo criteri omogenei, Qui il «diritto» diviene esso stesso una sorta di «programma» (nel senso informatico) della storia, sia collettiva, sia individuale.

Esaminiamo ora i contesti culturali-generali e culturali-giuridici omogenei alla informaticizzazione del diritto.

Dal punto di' vista culturale generale, è ovvio anzitutto che l'informatica giuridica presuppone un complessivo orientamento-verso lo scientismo tecnologico e verso le filosofie che lo sottendono o ne derivano, da Bacane, Galileo, Descartes in poi. Il tema - fondamentale - è troppo vasto per essere toccato qui osserviamo soltanto come lo scientismo tecnologico sia la forma culturale forse più intrinsecamente impcrialistica, nel senso che tende a prevalere su tutte le culture tradizionali esistenti e quasi a dividere in due - sotto questo aspetto - la storia dell'uomo. L'informatica giuridica ha in comune con esso grossi rischi a livello culturale; l'informatica, infatti, atta a rendere più trasparente l'informazione giuridica nei paesi dove il diritto e l'amministrazione sono già da secoli omogenei al suo tipo di razionalità, può invece in altri aggiungere un grado di «esoterismo modernistico» in più, contribuire a che il diritto «passi sopra alle teste» dei suoi utenti e rimanga riservato a uno strato estremamente sottile dei tecnici della fuga in avanti. Conosciamo i rischi della saldatura dell'arcaico con l'ultramoderno.

Per quanto riguarda, più particolarmente, la cultura giuridica, il discorso sui presupposti delle possibilità dell'informatica giuridica sarebbe troppo complesso in questa sede, ed è opportuno limitarsi a poco più che un'enumerazione. In un certo senso, la scienza giuridica come tecnicizzazione del linguaggio giuridico, come precisazione di concetti e come «dogmatica» edificatrice del «sistema» è essa stessa tutta una formalizzazione di primo grado. Là dove una simile scienza manchi, o dove venga contestata, l'informatica giuridica non può allignare. Tutto il vecchio logicismo giuridico, dall'écple de l'exégèse alla Begriffsjurisprudenz, è pro-informatico; ma oltre che prò è addirittura pre-informatico il logicismo nuovo, l'insieme degli indirizzi che privilegiano l'approccio logico ai problemi del diritto.

Sono da inserire qui gli studi di metodologia giuridica, di logica giuridica come «logica dei giuristi» (Bobbio), di analisi del linguaggio giuridico nel senso della filosofia analitica e del neopositivismo logico, di lessicografia giuridica; e, in un secondo gruppo, la teoria generale del diritto, almenoPage 38 nelle sue versioni fortnalistiche, la logica giuridica come «logica del diritto» (logica deontica, logica delle norme, teoria del sistema - non dell'ordinamento - giuridico, teorie assiomatizzate del diritto).

Senza i presupposti forniti da questo insieme di ricerche e discipline è molto problematico immaginare un uso efficace dell'informatica giuridica; ma in questo siamo forse deformati dalla mentalità di giuristi e teorici «continentali europei». Può darsi, invece, che tecniche informatiche siano applicabili - in una prospettiva anglosassone di realismo giuridico o europea di sociologismo giuridico anziché alle operazioni mentali dei giuristi e ai sistemi di norme, ai comportamenti, al «processo giuridico» come concatenazione di atti produttivi o applicativi di norme giuridiche generali o individuali, analogicamente a quanto si fa con i processi economici o con i processi politici. Anche queste tecniche, tuttavia, paiono più adatte a società « evolute » nel senso scientifico-tecnologico. Sembra che l'informatica non possa uscire dal cerchio della «alta cultura» giuridica, e possa quindi favorirne la diffusione democratica solo là dove ci sia una società in grado di recepirla, di sentirla in qualche misura come propria.

Un altro limite dell'informatica giuridica: essa sembra applicabile solo a problemi di diritto (positivizzato), non a problemi di giustizia. Ma anche qui bisogna distinguere. L'informatica è del tutto inutilizzabile per la giustizia se con giustizia s'intende per esempio un valore genericissimo e informulabile, di origine emozionale; o se con giustizia s'intende un «diritto naturale dei principit», ossia limitato a pochi precetti formali a contenuto storicamente -variabile; o ancora se con giustizia s'intende un personalismo insistente più sui diritti naturali soggettivi che sul diritto naturale oggettivo, come è quello che si riflette in molte parti della Costituzione italiana, per esempio nell'ari. 3, 2° comma, che, col suo concetto di «pieno sviluppo della persona umana », apre nell'ordinamento una falla noe otturabile da cui sono destinate a penetrare indefinitamente esigenze riluttanti alla formalizzazione.

L'informatica sembra invece direttamente utilizzabile per la giustizia in almeno due ipotesi: se la giustizia si concepisce come un «diritto naturale delle norme», come un «codice eterno» (si può parlare qui di giusnaturalismo codicistico) sufficientemente dettagliato per...

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