LEGGE PROVINCIALE 2 marzo 2011, n. 1 - Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalita'.

 
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(Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige n. 10 dell'8 marzo 2011) IL CONSIGLIO PROVINCIALE ha approvato Art. 1

Finalita' 1. La Provincia e gli enti locali valorizzano la natura e il ruolo della famiglia e, in particolare, della genitorialita', in attuazione dei principi stabiliti dagli articoli 2, 3, 29, 30, 31 e 37 della Costituzione. La Provincia promuove la natalita' come valore da perseguire anche con strumenti di sostegno delle politiche familiari.

2. Le finalita' del comma 1 sono perseguite mediante politiche familiari strutturali che prevengono le situazioni di disagio o ne promuovono il superamento e che sostengono il benessere della famiglia e dei componenti del nucleo familiare. Questa legge, tramite il sostegno dei legami familiari, parentali e sociali, promuove lo sviluppo di risorse umane relazionali a beneficio della coesione sociale del territorio.

3. Le politiche familiari, mediante un insieme di interventi e servizi, mirano a favorire l'assolvimento delle responsabilita' familiari, a sostenere la genitorialita' e la nascita, a rafforzare i legami familiari e i legami tra le famiglie, a creare reti di solidarieta' locali, a individuare precocemente le situazioni di disagio dei nuclei familiari, a coinvolgere attivamente le organizzazioni pubbliche e private secondo logiche distrettuali, con l'obiettivo di rafforzare il benessere familiare, la coesione sociale e le dotazioni territoriali di capitale sociale e relazionale.

4. Per sostenere e promuovere sul territorio il benessere e i progetti di vita delle famiglie la Provincia persegue l'obiettivo di coordinare tutte le politiche settoriali per realizzare il sistema integrato delle politiche strutturali.

5. In attuazione dei principi di sussidiarieta' verticale e orizzontale la Provincia e gli enti locali promuovono il coinvolgimento del terzo settore e dell'associazionismo familiare, di sostenere e tutelare la specificita' della relazione familiare, nel quadro piu' ampio dell'equilibrio del tessuto sociale e comunitario.

6. La Provincia e gli enti locali promuovono la responsabilita' sociale dei soggetti pubblici e privati, attivano di rendicontazione sociale definendo specifici indicatori capaci di misurare il benessere della famiglia e quindi il progresso economico, sociale e territoriale.

7. Le politiche familiari concorrono con le altre politiche allo sviluppo economico e culturale del territorio attraverso il rafforzamento della coesione e del capitale sociale e relazionale e la realizzazione del distretto per la famiglia.

8. Questa legge e' citata usando il seguente breve: 'legge provinciale sul benessere familiare'.

Art. 2

Sistema integrato delle politiche familiari 1. Per realizzare le finalita' previste dall'articolo 1 la Provincia e gli enti locali promuovono l'adozione di politiche organiche e intersettoriali, orientano i propri strumenti di programmazione, indirizzano l'esercizio delle proprie funzioni, adottano criteri tesi a garantire il coordinamento, l'integrazione e l'unitarieta' delle proprie politiche.

2. In particolare la Provincia e gli enti locali promuovono azioni volte a:

  1. sostenere il diritto delle famiglie allo svolgimento delle loro funzioni sociali ed educative;

  2. agevolare la formazione di nuove famiglie sostenendole nella realizzazione dei loro progetti di vita familiare;

  3. promuovere il diritto alla vita in tutte le sue fasi e sostenere la natalita' offrendo alle famiglie e in particolare ai genitori sostegni economici, servizi e un contesto socio-culturale idoneo per consentire loro di non ridimensionare il proprio progetto di vita familiare;

  4. sostenere la corresponsabilita' dei genitori negli impegni di crescita e di educazione dei figli, riconoscendo l'importanza della maternita' e della paternita' per lo sviluppo psicofisico dei figli e l'equa distribuzione dei carichi familiari tra i coniugi in tutte le fasi del ciclo di vita familiare;

  5. favorire, nell'accesso e nella fruizione dei servizi di conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro, le famiglie nelle quali ciascun genitore lavora o e' impegnato nella ricerca attiva di un lavoro;

  6. sostenere l'attivita' di cura e di assistenza della famiglia nei confronti dei componenti del nucleo familiare e della rete parentale e amicale;

  7. promuovere la partecipazione attiva di cittadini e famiglie, singole o associate, nell'ambito dei principi di solidarieta', sussidiarieta' e auto-organizzazione;

  8. promuovere e attuare iniziative a favore della conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro e a favore della condivisione delle responsabilita' tra donne e uomini;

  9. valorizzare e sostenere l'associazionismo familiare, indirizzato anche a dare impulso a esperienze di auto-organizzazione;

  10. promuovere le iniziative d'informazione e formazione rivolte alle famiglie e ai genitori per un approfondimento delle loro funzioni e responsabilita' educative;

  11. abbattere le disuguaglianze generazionali e favorire lo sviluppo armonico del potenziale umano, nonche' l'acquisizione dell'autonomia da parte delle giovani generazioni;

  12. promuovere la creazione di reti di solidarieta' tra famiglie, amministrazioni pubbliche, terzo settore e altre organizzazioni, nonche' di forme di cittadinanza attiva dei giovani;

  13. realizzare un territorio socialmente responsabile, capace di rafforzare la coesione territoriale e di generare capitale sociale e relazionale per i cittadini e per le famiglie, anche tramite l'individuazione di specifici indicatori di benessere;

  14. promuovere il coinvolgimento delle organizzazioni sia lucrative che non lucrative secondo logiche distrettuali, per servizi e interventi verso i-bisogni e il benessere delle famiglie.

    3. Le finalita' previste dall'art. 1 sono perseguite realizzando un sistema integrato degli interventi, che si attua mediante raccordi sinergici e strutturali tra le politiche abitative, dei trasporti, dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, culturali, giovanili, ambientali e urbanistiche, della gestione del tempo, dello sport e del tempo libero, della ricerca e delle altre politiche che concorrono ad accrescere il benessere familiare.

    4. La Provincia e gli enti locali promuovono la realizzazione di un sistema integrato delle politiche di prevenzione del disagio per la promozione del benessere delle famiglie.

    5. La Provincia e gli enti locali, nell'attuazione degli interventi previsti da questa legge, promuovono la partecipazione e il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati nei processi di pianificazione, organizzazione, gestione e valutazione degli interventi.

    6. Gli interventi definiti da questa legge che hanno ricadute dirette sullo svolgimento del rapporto di lavoro e sulle condizioni del mercato del lavoro sono definite previo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative operanti sul territorio provinciale.

    Art. 3

    Politiche strutturali 1. Per realizzare le finalita' previste dall'art. 1 le politiche familiari strutturali sono attuate mediante:

  15. gli interventi previsti da questa legge;

  16. il coordinamento, l'aggiornamento e il potenziamento degli strumenti d'intervento previsti dalle politiche settoriali che incidono sul benessere familiare.

    2. Le politiche familiari strutturali sono attuate, in particolare, mediante:

  17. interventi di sostegno dei progetti di vita delle famiglie;

  18. misure volte a coordinare i tempi del territorio e a favorire la conciliazione tra i tempi familiari e i tempi di lavoro;

  19. interventi volti a realizzare il distretto per la famiglia, tramite l'incremento qualitativo e quantitativo dei servizi resi dalle organizzazioni private alle famiglie con figli;

  20. il coinvolgimento dei soggetti indicati nell'art. 3, comma 3, della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13. (legge provinciale sulle politiche sociali), e comunque dell'associazionismo familiare, nell'erogazione dei servizi alle famiglie e nell'elaborazione delle politiche strutturali rivolte alle famiglie;

  21. la pianificazione degli interventi e dei servizi e l'attuazione di misure organizzative, di comunicazione e di semplificazione che favoriscano un piu' agevole accesso delle famiglie ai servizi;

  22. ogni altro intervento finalizzato alla promozione del benessere familiare.

    3. I criteri generali per l'attuazione di questa legge sono approvati con deliberazione della Giunta provinciale d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, ai sensi dell'art. 9 della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino).

    4. Per l'accesso agli interventi di sostegno economico previsti dagli articoli 5, comma 1, lettera b), e 6, commi 5 e 6, si applica l'art. 6, comma 2, della legge provinciale sulle politiche sociali.

    5. L'erogazione degli interventi di sostegno economico previsti da questa legge e' finalizzata al sostegno del ruolo sociale delle famiglie; la valutazione delle condizioni economico-patrimoniali del nucleo familiare e' finalizzata a una ripartizione equa delle risorse a partire dalle famiglie piu' deboli ed effettuata secondo quanto previsto dall'art. 6 della legge provinciale 1° febbraio 1993, n.3;

    gli interventi sono concessi alle condizioni, con i criteri e con le modalita' stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.

    6. Salvo diversa disposizione stabilita dalla normativa di settore, i nuclei familiari che fruiscono di prestazioni consistenti nell'erogazione di...

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