L'insegnamento della religione cattolica e lo stato giuridico dei docenti di religione

Autore:Maria Luisa Lo Giacco
Pagine:27-35
RIEPILOGO

1. L'insegnamento della religione cattolica nel Concordato del 1984. 2. Le vicende giurisprudenziali. 3. L'insegnamento religioso nelle intese con le confessioni di minoranza. 4. Lo stato giuridico degli insegnanti di religione. Bibliografia essenziale.

 
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@1. L'insegnamento della religione cattolica nel Concordato del 1984

La materia dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche è stata radicalmente riformata dall'Accordo del 1984.

Il Concordato del 1929 seguiva di pochi anni la riforma Gentile del 1923, che riconosceva alla religione cattolica nelle scuole una funzione essenziale nell'educazione e nella crescita morale dei giovani, ed ispirandosi a tali principi, all'art. 36 aveva stabilito l'obbligatorietà dell'insegnamento "della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica", in quanto considerata come "fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica". In tale sistema, agli studenti di fede religiosa diversa da quella cattolica, o non credenti, era lasciata unicamente la possibilità di chiedere un esonero dall'insegnamento di religione cattolica, purché specificassero i motivi di tale richiesta, con un'evidente violazione della libertà religiosa individuale.

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Sostanzialmente diversa è la disciplina dell'insegnamento religioso contenuta nel nuovo Accordo tra Italia e Santa Sede. Con l'art. 9 nº 2 di tale Accordo, la Repubblica italiana si impegna ad assicurare l'insegnamento della religione cattolica, "riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano", ma tale insegnamento deve avvenire "nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori". Pertanto, la religione cattolica non è più oggetto di un insegnamento obbligatorio, ma viene "garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento". Si passa così da un insegnamento obbligatorio salvo esonero, ad un insegnamento facoltativo.

Il nº5 del Protocollo Addizionale al nuovo Accordo attribuisce ad un "successiva intesa tra le competenti autorità scolastiche e la Conferenza Episcopale Italiana" il compito di disciplinare gli aspetti pratici dell'insegnamento: programmi, modalità organizzative, scelta dei libri di testo, qualificazione professionale degli insegnanti. Il D.P.R. 16 dicembre 1985 nº 751 dà esecuzione a tale intesa. La successiva legge nº 281 del 1986 ha stabilito che la scelta se avvalersi o meno dell'insegnamento di religione cattolica debba essere operata dai genitori fino a quando l'alunno non compie il quattordicesimo anno di età. Da quel momento in poi sarà lo stesso alunno, anche se minorenne, a decidere, tenuto conto che si tratta di una scelta inerente ad un diritto di libertà esercitabile anche in età inferiore alla maggiore.

@2. Le vicende giurisprudenziali

Un primo problema si è posto con la circolare nº 302 del 1986, con la quale il Ministro della Pubblica Istruzione stabiliva che gli studenti che avessero scelto di non avvalersi dell'insegnamento religioso avrebbero dovuto necessariamente frequentare una materia alternativa tra quelle indicate dalla scuola; in tal modo si tradiva la norma concordataria, in quanto Page 29 l'insegnamento religioso non era più facoltativo, ma opzionale, nel senso che la libertà dello studente era limitata alla scelta tra l'ora di religione ed un altro insegnamento. Sull'argomento intervenne la Corte Costituzionale con la sentenza nº 203 del 12 aprile 1989. Essa ha stabilito che "la previsione come obbligatoria di altra materia per i non...

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