Riflettendo sull'informazione e la democrazia dopo «WikiLeaks: l'indagine penale ai tempi di «Dagospia

Autore:Tondi Della Mura V.
Pagine:1137-1158
 
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Vincenzo Tondi della Mura
RIFLETTENDO SULL’INFORMAZIONE
E LA DEMOCRAZIA DOPO «WIKILEAKS»:
L’INDAGINE PENALE AI TEMPI DI «DAGOSPIA»
Che cosa è la fotografia se non verità momentanea, verità di un momento
che contraddice altre verità di altri momenti?
(LEONARDO SCIASCIA, Cruciverba)*
I processi penali che offrono abbastanza interesse per essere documen-
tati e propagandati dai mass-media, stravolgono il principio critico della
pubblicità, che non ser ve più al contr ollo delle sentenze da parte dei
cittadini riuniti, ma sempre più alla confezione dei procedimenti giudi-
ziarii ad uso e consumo della cultur a di massa.
(JÜRGEN HABERMAS, Storia e critica dell’opinione pubblica)**
Il principio nulla poena sine judicio sembra capovolgersi: se il giudizio
è necessar io alla pena la pena appar e necessaria al giudizio: nullum
judicio sine poena. Si dir ebbe, anzi, che tutta la pena è nel giu dizio.
[…] nulla gli uomini aborriscono come il giudizio, q uest’atto senza
scopo che h anno messo al centro della lo ro esistenza. Ciascuno è in-
timamente innocente e il vero innocente non è colui che viene assolto,
bensì colui che passa nella vita senza giudizio.
(SALVATORE SATTA, Il mistero del processo) ***
SOMMARIO: I. Premessa: la questione dell’inarrestabile divulgazione telematica di documenti secretati. - 1.
(segue): la conseguente drammatizzazione dei fenomeni della «neutralizzazione» della politica e della
«politicizzazione» della giurisprudenza. - II. Gli effetti della vanificazione telematica del vincolo del
segreto. - 1. ( segue): la conseguente equivoca ca ratterizzazione della «libertà d’informarsi» e della
«libertà d’informare». - 2. (segue): la conseguente equivoca caratterizzazione del legame fra demo-
crazia e opinione pubblica. - 3. (segue): il conseguente rischio della produzione e divulgazione di do-
cumenti travisabili. - III. Sul pericoloso snaturamento di un principio di civiltà giuridica: dal «nulla
poena sine judicio» al «nullum judicio sine poena» mediatica e popolare. - 1. (segue): verso un nuovo
e mostruoso strumento processual-mediatico? L’indagine d’inchiesta penale.
I. Premessa: la questione dell’inarrestabile divulgazione telematica di documenti secretati
Soprattutto dopo WikiLeaks 1 il sistema di acquisizione e divulgazione delle noti-
zie, come pure quelli di formazione del consenso e di maturazione dell’opinione pub-
blica, non sono più gli stessi. Il rilievo è facilmente desumibile dai recenti accadimenti
internazionali (c.d. primavera araba2) e nazionali (contestazioni delle scelte di politica
* L. SCIASCIA, Cruciverba (1983), Adelphi, Milano, 1998, 188.
** J. HABERMAS, Strukturwandel der Öffentlichkeit. Untersuchungen zu einer Kategorie der bürgerlichen
Gesellschaft (1962), tr. it. a cura di A. ILLUMINATI, Storia e critica dell’opinione pubblica, Laterza, Roma-
Bari, 2002, 239
*** S. SATTA, Il mistero del processo (1949), Adelphi, Milano, 1994, 27.
1 Secondo la definizione fornita dall’home page del s ito ufficiale, “WikiLeaks is a not-for-profit
media organization. Our goal is to bring important news and information to the public. We provide an
innovative, secure and anonymous way for sources to leak information to our journalists (our electronic
drop box). One of our most important activities is to p ublish original source material alongside our news
stories so readers and historians alike can see evidence of the truth” (http://wikileaks.org/About.html).
2 Iniziata in Tunisia nel dicembre del 2010, in seguito alla morte di un giovane commerciante di frutta,
che si era dato fuoco per protestare contro il sequestro della propria merce da parte della p olizia corrotta del
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estera del governo Berlusconi e critiche sulla condotta morale del relativo Presidente
del Consiglio). A tali accadimenti ha certamente concorso l’inarrestabile diffusione te-
lematica non autorizzata dei documenti interessati sia stranieri (la divulgazione da parte
di WikiLeaks nel novembre 2010 di oltre 250.000 documenti contenenti le informazioni
confidenziali inviate da 274 ambasciate americane al dipartimento di Stato degli Stati
Uniti 3), sia nazionali (la divulgazione da parte di Dagospia4 dei documenti istruttori e
delle intercettazioni telefoniche riguardanti il c.d. Rubygate)5.
Si tratta di un dato di fatto, la cui mancata considerazione falsa e sfasa i termini
dell’attuale dibattito sull’effettiva salvaguardia delle garanzie costituzionali tradizio-
nalmente riservate ai singoli cittadini e ai titolari delle cariche istituzionali.
La lunga serie di guarentigie disposta dallo Stato liberale ottocentesco6 e perfezio-
nata da quello sociale del secondo novecento, si dimostra oramai inadeguata rispetto
agli esiti di talune manifestazioni del potere pubblico e di quello privato. La rete di in-
terdipendenze sociali in cui l’homme situé del XX secolo era stato inteso e collocato7,
dopo avere provocato una trasformazione in senso sociale dell’impianto liberale dello
Stato di diritto8, si è infine centrifugata, perdendo di omogeneità culturale e di unitarie-
tà assiologica. La conseguente frammentazione sociale ha preso il sopravvento sulla
rigidità formale di quell’impianto, presentando interessi potenzialmente conflittuali,
non facilmente inquadrabili nelle consuete categorie dogmatiche e, soprattutto, non fa-
regime di Ben Ali, la rivoluzione si è propagata nel giro di pochi giorni in molte delle più importanti città
tunisine, sino a costringere il Presidente Ben Ali, al potere dal 1987, a dimettersi e fuggire dal Paese per
salvarsi. La Rivolta si è poi diffusa in breve tempo in molti altri paesi del Nord Africa e del Medio-Oriente,
propagandosi in Algeria, Egitto, Libia, Siria, con un andamento tipico delle onde d’urto, ridisegnando gli
assetti sociali e istituzionali dell’africa settentrionale. Sul tema, si v. fra gli altri: D. ANSELMO, Tunisia: dal-
la rivoluzione dei gelsomini all’assemblea costituente, in www.rivistaaic.it, 1, 2012; S. ANDÒ, Rivolte ara-
be, tra nsizione democratica e partiti religiosi, in questi Scritti in onore di Aldo Loiodice; G. DAMMACCO,
La democrazia della primavera a raba: questioni di un neocostituzionalismo, ivi; S. NESPOR, Occupy wall
street e la pr imavera a raba. Il trionfo della società civile, in www.federalismi.it, 23, 2011.
3 ASSEMBLEA PARLAMENTARE NATO, Informazione e sicurezza nazionale, 7 settembre 2011, in
http://www.nato-pa.int, oppure www.senato.it/docu menti/.../ lavor i/.../074_CDS_11_IT_Jopling.pdf;
G. AZZARITI, Internet e Costituzione, in www.costituzionalismo.it, 6 ottobre 2011; M. DI LIDDO, A. FALCONI, G.
IACOVINO, L. LA BELLA, Il Ruolo dei Social Network nelle Rivolte Arabe, in Osservatorio di politica internazio-
nale, 40, 2011, 4; J. C. HULSMAN, La tragedia di Wikileaks: giusta critica, azioni sbagliate, in Aspenia, 54, 2011,
119 ss.; A. VALERIANI, Facebook Ackbar! Alla rivoluzione guidati dai social media? in Aspenia, 52, 2011, 102
ss.; I. VITELLI, Tahrir. I giovani che hanno fatto la rivoluzione, Il Saggiatore, Milano, 2012, 170.
4 Come si legge su Wikipedia, Dagospia è una pubblicazione web satirica di politica, società e costu-
me a cura di Roberto D’Agostino, attiva dal maggio 2000. Essa si occupa principalmente di cronaca rosa e infor-
mazioni parzialmente confidenziali su fatti e persone del mondo della politica, dell’economia, dello spettacolo e
dello sport italiani. Lo stile di comunicazione è volutamente chiassoso e scandalistico, a tratti volgare, mentre le
notizie riportate a volte si sono dimostrate rilevanti ed esatte. Questi due elementi hanno contribuito a farne un sito
molto popolare, specie nel mondo dell’informazione italiana (http://it.wikipedia.org/wiki/Dagospia, 26 feb-
braio 2012).
5 Il riferimento è al procedimento penale noto all e cronache come “caso Ruby”, dal soprannome della
ragazza minorenne vittima pr esunta dei fatti di reato (concussione e prostituzione minorile) imputati all’ex
Presidente del Consiglio Berlusconi. Sulla relativa ricostruzione A. CARMINATI, Il procedimento parlamen-
tare originato dal “caso Ruby” e culminato nella decisione della Camera dei deputati di sollevare un con-
flitto di attribuzioni nei confronti dell’autorità giudiziaria, in www.rivistaaic.it, 4, 2011.
6 D’altra parte, l’affiorare di espressioni inedite di opposizione politica, quali le lotte operaia e sindacale, in-
dusse la legislazione dello Stato liberale ad approntare una serie di strumenti giuridici repressivi delle prassi dis-
senzienti della società civile. Si v. G. BASCHERINI, L’emergenza e i diritti. Un’ipotesi di lettura, in Riv. dir. cost.,
2003, 9 ss., con un’ampia rassegna delle tecniche di repressione del dissenso nell’esperienza statutaria italiana.
7 G. BURDEAU, La démocratie. Essai synthétique (1956), trad. it. a cura di V. MAZZEI, La democrazia,
Milano, 1961, 25.
8 E.-W. BÖCKEN FÖRDE, Staat, Verfas sung, Demokr atie. Studien zur Verfassung stheorie und zum
Verfassungsrecht (1991), trad. it. a cura di M. NICOLETTI - O. BRINO, Stat o, costituzione, democrazia. Studi
di teoria della costituzione e di diritto costituzionale, Milano, 2006, 158.

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