In memoriam Salvatore Tondo (1931-2015)

Autore:Piero Fiorelli
Pagine:259-263
 
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In memoriam
Salvatore Tondo (1931-2015)
Che un breve ricordo d’un professore di storia del diritto romano venga
ospitato in una rivista internazionale tutta dedicata alle applicazioni giuridiche
dell’informatica, alle prospettive vicine e lontane d’un diritto intessuto di
pura logica e certo interessato non più di tanto alle minuzie della storia, è
cosa di cui si può desiderare da qualcheduno un cenno di giustificazione. E
quando per metter sulla strada di quella giustificazione si senta sussurrare
da qualchedun altro un nome non più in uso, il nome dato in origine, sono
cinquant’anni, all’istituto fiorentino che ha da sempre avuto nella rivista la
propria voce ufficiale, rimane nell’aria il senso d’un discorso incompiuto, in
attesa di motivazioni più precise.
No, non è ancóra un nome che richiami alla mente ricordilontani e sfocati,
quello dell’Istituto per la documentazione giuridica (I.D.G.), tanto evidente e
immediata è la sua continuazione nell’Istituto di teoria e tecniche dell’infor-
mazione giuridica (I.T.T.I.G.), felicemente attivo dal 2002. L’aprirsi del nuovo
millennio ha portato con sé un cambiamento di nome, che ha toccato solo in
superficie le strutture portanti dell’organismo, lasciandone intatti gli scopi e
gli strumenti dell’operare così come la posizione amministrativa nell’àmbito
del Consiglio nazionale delle ricerche (C.N.R.).
Ma se invece si risalga più indietro per un terzo di secolo, a quando nel
1968 venne formalmente costituito l’I.D.G., ed era il primo in assoluto fra
gl’istituti del C.N.R. compresi nelle competenze del comitato per le scienze
giuridiche e politiche, le fila dei ricordi s’intrecciano tra loro e, annodandosi,
fanno ritrovare una fase non tanto breve d’assestamento, in cui si vedono so-
vrapporsi a un nome un altro nome più impegnativo,accoppiar si a un progetto
di ricerca un altro progetto più ambizioso. L’“istituto” sboccia da un “centro”
identicamente intitolato “per la documentazione giuridica”, rimasto privo pe-
rò d’una formale definizione. E l’“opera” del “vocabolario giuridico italiano”,
emanazione unica di quel centro, affiancata in origine sotto l’amministra-
zione dell’Accademia della Crusca all’altra “opera” del “vocabolario storico
della lingua italiana”, si apre al pari di questa, fin dall’inizio, alle prime speri-
mentazioni in campo lessicale di quella che qualcuno cominciava a chiamare
informatica; e in un secondo tempo assumerà proprio l’informatica applicata
al diritto come oggetto essenziale di studi teorici e di pratiche applicazioni.
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975

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