L'Immunitá diplomatica al vaglio della suprema corte

Autore:Maurizio De Giorgi
Pagine:564-566
RIEPILOGO

Premessa: le immunità. Le immunità: fonti e distinzioni. La natura giuridica delle immunità. Il decisum della Suprema Corte. Conclusioni.

 
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@Premessa: le immunità

La recente decisione n. 3679/2005, adottata dalla II sez. pen. della Suprema Corte di Cassazione, ancòra il riconoscimento dell'immunità diplomatica alla sussistenza sia di requisiti formali (quali il rispetto della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche), che di requisiti sostanziali (quali la commissione del fatto di reato nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali).

A questo punto, prima di procedere con l'analisi delle argomentazioni giuridiche sostenute nella sentenza in esame, si rende opportuno uno sguardo all'istituto delle immunità che rappresenta certamente uno dei più controversi temi del diritto penale.

Ed invero, esso oltre a dare adito ad alcuni dibattiti dottrinali e giurisprudenziali (si pensi, a titolo di esempio, al tema della natura giuridica delle immunità) assurge, il più delle volte, agli onori della cronaca finendo per essere additato alla stregua del rinascimento di privilegi e prerogative retaggio di una vecchia, ed oramai tramontata, aristocrazia (in proposito, si pensi alla modifica costituzionale del testo dell'art. 68 avvenuta nel corso del 1993 quasi a furor di popolo!).

In realtà, come meglio si vedrà in prosieguo, le immunità, di là da ogni loro partizione, rispondono non già alla finalità di attribuire nei confronti dei beneficiari privilegi ingiustificati, bensì a quella di garantire il corretto svolgimento di funzioni di altissimo livello istituzionale che, altrimenti, finirebbero per poter essere, addirittura, compromesse.

Né può ritenersi che le immunità permettano la impune commissione di fatti di reato in violazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico giacché la loro presenza non significa l'autorizzazione al compimento di illeciti penali, né il far venir meno del valore del precetto penale.

@Le immunità: fonti e distinzioni

In tema di immunità è da premettere come, ai sensi dell'art. 3 c.p., la legge penale sia obbligatoria per tutti coloro i quali - cittadini o stranieri - si trovino nel territorio dello Stato «salve le eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o dal diritto internazionale».

Tali eccezioni, che possono indicarsi come immunità, si traducono, a ben vedere, più che nel venir meno della obbligatorietà della legge penale, nella sottrazione di taluni soggetti all'applicabilità della sanzione penale.

In altre parole, il soggetto immune non è punito per il fatto di reato eventualmente commesso perché, nei suoi confronti, lo Stato rinuncia all'esercizio del suo potere coercitivo (si veda in dottrina, G. FIANDACA, E. MUSCO, Diritto penale, parte gen., Zanichelli Ed., 2001, 124 ss.).

Con il termine di immunità si indicano situazioni tra loro profondamente differenti (dalle quali a breve si dirà) che però sono tutte accomunate dall'anzidetta rinuncia statale alla sanzione penale.

Le immunità si distinguono, quanto al loro contenuto, in assolute (che escludono qualsivoglia sanzione penale in capo al soggetto titolare) e relative (che sono intimamente connesse all'esercizio della carica svolta e risultano essere superabili con la concessione dell'autorizzazione a procedere).

Si deve ancora distinguere tra immunità sostanziali e processuali: le prime, si riferiscono agli atti compiuti, alle opinioni espresse e ai voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni, le seconde - destinate a venir meno al momento della...

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