Il riciclaggio

Autore:Michele Carbone; Marco Tolla
Pagine:17-41
RIEPILOGO

1. Diritto internazionale e riciclaggio. 2. Concetto di riciclaggio. 3. La dimensione del fenomeno. 4. Casistica del reato. 5. La disciplina nell'ordinamento penale italiano. 5.1 Riciclaggio. 5.2 Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. 5.3 Autoriciclaggio e autoreimpiego. 6. La definizione di riciclaggio ex D.Lgs. n. 231/2007.

 
ESTRATTO GRATUITO

Page 17

@1. Diritto internazionale e riciclaggio

Nell'ambito delle regole di condotta costituenti il diritto internazionale, parte della dottrina individua due principali categorie di norme: le regole di diritto internazionale generale e le norme di diritto internazionale particolare, detto anche convenzionale o pattizio1. Le prime, di carattere consuetudinario, hanno quale ruolo fondamentale quello di disciplinare la coesistenza dei vari soggetti membri della comunità internazionale, mentre le seconde, costituite da accordi e trattati, sono sostanzialmente finalizzate alla regolamentazione giuridica della cooperazione tra i sopraccitati attori (con particolare riferimento agli Stati) nei settori più diversi, quali quello economico, sociale, umanitario, scientifico, culturale, giudiziario, legislativo, della risoluzione di controversie, ecc.. Inoltre, grazie all'impulso fornito in tal senso dalle Nazioni Unite, recentemente si è affermata la prassi di utilizzare lo strumento del trattato anche per la codificazione, l'evoluzione e l'implementazione di principi e regole di diritto internazionale generale.

Avendo riguardo alla cooperazione interstatuale, appare necessario evidenziare come, tra i campi in cui essa si sostanzia, uno dei più importanti sia il settore giudiziario. Infatti, la dimensione transnazionale raggiunta dalla criminalità organizzata Page 18 ha fatto prendere coscienza della necessità di adottare forme di collaborazione efficienti tra gli Stati, dirette alla repressione ed alla prevenzione di attività illecite ritenute di particolare pericolosità sociale.

In proposito, va rammentato che, negli ultimi decenni, le organizzazioni criminali si sono evolute verso strutture associative capaci di condurre qualsiasi iniziativa idonea a produrre elevati profitti, affiancando alle pratiche delinquenziali investimenti nei vari settori economici della società legale. In sostanza, le consorterie in argomento hanno accentuato sempre più il proprio carattere di criminalità economica, in relazione al quale si è constatato un rapido sviluppo delle attività illegali finalizzate all'inserimento negli ambienti economici, finanziari e politici. Le cronache giudiziarie hanno ormai evidenziato come le associazioni criminali di più vaste dimensioni costituiscano degli aggregati di potere finanziario capaci di agire come gruppi di pressione in campo politico e sociale ed in grado di ricorrere, a differenza delle loro controparti legali, all'uso della violenza e della minaccia. Tale situazione fa comprendere come la criminalità organizzata sia divenuta fonte di grande preoccupazione non solo per la stabilità sociale di determinate aree, ma, in ultima analisi, anche per quella economica e politica.

Le organizzazioni criminali, pur avendo specifiche caratteristiche riconducibili alla realtà sociale in cui sono nate e si sono sviluppate, sono tutte accomunate dall'obiettivo dell'arricchimento nella misura più ampia possibile. La capacità economica conseguita con attività illegali, congiuntamente alla possibilità di esercizio della violenza, costituiscono un fondamentale indice di potere criminale. Più i gruppi criminali si rafforzano, più gli stessi tendono ad espandersi territorialmente, prima in ambito nazionale e, successivamente, assumendo dimensioni transnazionali. Tale tipo di sviluppo deriva dalla crescita di potere delle suddette organizzazioni e dal fatto che alcuni delitti, per loro stessa natura normalmente a proiezione internazionale (come contrabbando, traffico di stupefacenti, commercio clandestino di armi ed altri ancora), consentono l'ottenimento di utili ingentissimi2. Il pericolo costituito dal crimine organizzato cresce con il potere economico detenuto dallo stesso, infatti, reinvestendo i patrimoni illecitamente acquisiti nei vari settori dell'economia, le organizzazioni in questione si introducono nella società legale ed influenzano i mercati, determinando così l'inquinamento della convivenza civile addirittura in intere comunità locali o nazionali. Appare quindi chiaro come il fenomeno criminale, nelle sue forme associative, abbia raggiunto una dimensione internazionale tale da costituire un crescente pericolo per la stabilità sociale ed economica di qualsiasi Paese.

Nel contesto appena delineato appare estremamente evidente la pericolosità del riciclaggio, mediante il quale le organizzazioni criminali non solo riescono ad occultare i patrimoni illecitamente acquisiti, ma anche ad infiltrarsi in molti settori Page 19 dell'economia. Con il termine riciclaggio3 si intende, infatti, un'attività di separazione del bene dalla sua provenienza, mediante la riutilizzazione dei proventi illeciti in attività legali.

Sotto il profilo economico, tale fenomeno produce effetti fortemente distorsivi per la concorrenza, alterando irrimediabilmente il buon funzionamento dei mercati4. Chi ricicla, di fatto, non ha interesse ad ottenere degli utili, ma, piuttosto, a favorire il dinamismo nella circolazione del denaro5, al fine di dissimulare l'origine illecita dei capitali che investe. Appare evidente, quindi, che gli operatori economici legittimi non possono competere con quelli criminali, in quanto questi ultimi non solo dispongono di ingenti capitali, ma, non dovendosi porre il problema della loro soddisfacente remunerazione, possono condurre prolungate politiche concorrenziali antieconomiche con le quali estromettere dal mercato le altre imprese, ottenendo in tal modo il controllo di interi settori dell'economia e, in seconda battuta, una forte influenza nella società civile.

Ciò posto, risulta palese la pericolosità del reato in parola, soprattutto se si considera l'entità dei capitali nella disponibilità delle organizzazioni criminali. La globalizzazione dell'economia, poi, con lo sviluppo di mercati sempre più vasti, ha favorito ulteriormente la proiezione internazionale della criminalità, dando, di conseguenza, una dimensione transnazionale al problema del riciclaggio. Stante quanto sopra, non deve sorprendere che, negli ultimi trent'anni, vi sia stata una crescente sensibilità nei riguardi della citata attività criminale. Infatti, la "globalizzazione" della criminalità economica ha portato molti Paesi ad instaurare forme di cooperazione internazionale, dirette a contrastare efficacemente il riciclaggio. La collaborazione tra le autorità giudiziarie e le polizie dei diversi Paesi è divenuta, quindi, assolutamente necessaria, in ordine al perseguimento della lotta alla criminalità organizzata e dell'aggressione dei patrimoni di provenienza illecita da questa detenuti. L'attenzione riservata al fenomeno dalla comunità internazionale si è tradotta, pertanto, nella produzione di specifiche norme di diritto internazionale, aventi quale obiettivo la repressione e la prevenzione del riciclaggio, nonché la cooperazione tra gli Stati a tal fine.

Sul punto, preme sottolineare come l'evoluzione del diritto internazionale in esame sia stata agevolata anche da atti e documenti promananti da importanti organismi ed istituzioni internazionali, che, sebbene non vincolanti (cd. soft law), hanno contribuito a fissare dei principi ispiratori e delle linee guida nell'elaborazione delle strategie di prevenzione e contrasto del reato in argomento. Page 20

@2. Concetto di riciclaggio

Con il termine riciclaggio si intende la riutilizzazione dei proventi di attività criminali in attività legali, con lo scopo di occultare la provenienza illecita della ricchezza, mediante una serie di operazioni dirette ad ostacolare la ricostruzione, a ritroso, dei movimenti dei capitali fino all'evento delittuoso generatore degli stessi. Infatti, le attività lecite nelle quali vengono effettuati gli investimenti in argomento non saranno sanzionabili se non in ragione del legame con i reati precedentemente commessi6.

Il termine riciclaggio ha una genesi di carattere metaforico, in quanto per oggetto del riciclaggio si è sempre inteso il denaro "sporco" poiché di provenienza illegale7. Tuttavia, proprio per la sua funzione di unità di misura negli scambi di beni e servizi economici, il denaro risulta perfettamente fungibile e presenta delle caratteristiche oggettive che non consentono di operare distinzioni in ragione della provenienza. Del resto, tale caratteristica è nota da sempre, come viene evidenziato, tra l'altro, dalla massima latina "pecunia non olet"8. Se il termine riciclaggio è recente, altrettanto non lo è il fenomeno9. Ciò nonostante, in considerazione dell'introduzione dello specifico reato nei vari ordinamenti giuridici nazionali, si può sostenere che solamente in periodi recenti la pratica di nascondere la ricchezza sia stata rapportata alla finalità di dissociare un patrimonio dalla sua origine illecita.

Il riciclaggio dei capitali illegalmente acquisiti, prescindendo dalla sua definizione nelle legislazioni dei diversi Paesi, consiste, sostanzialmente, nella separazione del bene dalla sua origine. In un primo momento, quando il fenomeno era riferito quasi esclusivamente al denaro proveniente dai sequestri di persona, per riciclaggio si intendeva solamente la sostituzione di banconote provenienti da un reato con altra cartamoneta. Tuttavia, con l'espansione e la diversificazione delle attività illegali, il riciclaggio è divenuto un fenomeno molto complesso che interessa enormi capitali. Infatti, al fine di rendere sempre più difficile il collegamento dei proventi illeciti con i reati dai quali sono scaturiti, col tempo sono state attuate modalità di perpetrazione molto sofisticate, caratterizzate da un numero di Page 21 operazioni elevato, attraverso cui far perdere le tracce del denaro e separarlo così dal momento della produzione criminale10. Al riguardo, è opportuno rammentare che uno degli elementi caratterizzanti della condotta esaminata è dato dall'attività di investimento, in quanto questa costituisce una necessità per il criminale che detiene una liquidità sproporzionata rispetto all'esercizio di eventuali...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA