Il lessico delle discriminazioni nei testi normativi: metodi di analisi informatica

Autore:Chiara Fioravanti - Francesco Romano
Carica:Sono rispettivamente assegnista di ricerca e ricercatore presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR
Pagine:143-180
RIEPILOGO

Da alcuni anni è sempre più alta l’attenzione verso l’utilizzo da parte dei media italiani di un linguaggio definito "discriminatorio" verso i cittadini di Paesi terzi presenti in Italia, tanto da far sorgere nel 2008 la necessità di redigere uno specifico protocollo deontologico della professione giornalistica in tema di immigrazione e asilo (la cosiddetta "Carta di Roma). Corposa risulta... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Il lessico delle discriminazioni nei testi normativi:
metodi di analisi informatica
CHIA RA FIO RAVANTI , FRAN CES CO ROMA NO
SOMM ARI O:1. Premessa – 2. Individuazione e classificazione di termini discrimina-
tori – 3. Descr izione del campione di analisi – 4. Metodologia informatica di analisi
sul campione – 5. Descrizione di alcuni termini della list a – 6. Risultati – 7. Attività
in corso e sviluppi futuri – 8. Appendice
Dobbiamo credere nella potenza e nella forza delle nostre parole.
Le nostre parole possono cambiare il mondo
Malala Yousafzai1
1. PRE MES SA
Questo contributo nasce dall’idea di proporre applicazioni informatico-
giuridiche per la ricerca di termini stigmatizzanti di persone di altri Paesi
all’interno del nostro linguaggio giuridico e in particolare nel linguaggio del
legislatore e delle amministrazioni pubbliche.
La scelta del tema nasce dalla constatazione che più di un autore parla or-
mai di “razzismo istituzionale”2o in alcuni casi addirittura di “razzismo di
Stato” riferendosi a quell’insieme di procedure, routine, prassi, a voltenorme
che stigmatizzano lo straniero, il diverso, talora scientemente, talora senza
alcuna intenzionalità da parte di chi applica queste procedure. Per alcuni gli
stranieri sarebbero “oggetti di un altro diritto rispetto al resto della popola-
zione” e tale differenza la si noterebbe anchenel vocabolario che la burocrazia
C. Fioravantie F. Romano sono rispettivamente assegnista di ricerca e ricercatore presso
l’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica del CNR.
1Discorso pronunciato all’Assembleadell’Onu il 12 luglio 2013.
2Seguendo la definizione che di razzismo istituzionale viene fornita nel rapporto Ma-
cPherson (UK) – reperibile on-line su www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/
attachment_data/file/277111/4262.pdf – si può dire che esso sia quel “complesso di leggi, co-
stumi, pratiche vigenti che sistematicamente riflettono e producono le disuguaglianze nella
società”. C. BA RTOLI,Razzisti per legge. L’Italia che discrimina, Bari, Laterza, 2012, p. 5. Di
razzismo istituzionale parlano già L. BALBO e L. M ANCONI in Razzismi. Un vocabolario,
Milano, Feltrinelli, 1993.
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adopera nei loro confronti in un crescendo di termini che da apparentemen-
te neutri (straniero) e tecnici (immigrato in situazione irregolare) divengono
sempre più distanzianti (extracomunitario) fino a sprezzanti (clandestino)3.
Cercheremo allora di verificare, anche attraverso metodologie informati-
che, se tale fenomeno oltre che nella società italiana possa essere identificato
anche nei documenti prodotti da varie amministrazioni pubbliche del nostro
Stato4. Da anni l’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica
del Consiglio Nazionale delle Ricerche si occupa del tema dell’immigrazio-
ne principalmente implementando ed aggiornando il portale PAeSI(Pubblica
Amministrazione e Stranieri Immigrati)5per conto di Regione Toscana, ma
anche prendendo parte attivamente al progetto dipartimentale “Migrazioni”
del Consiglio Nazionale delle Ricerche6.
La ricerca si è avvalsa, poi, di applicazioni nel campo dell’informatica
giuridica documentaria, in quanto l’utilizzo di banche dati strutturate in
linguaggio XML ci ha permesso di analizzare vasti corpora di dati7.
La prima fase della ricerca è consistita nell’individuazione di una serie
di parole ed espressioni che possano denotare la presenza di un pregiudizio
razzista, di uno stigma xenofobo.
3F. OLIVE RI,La critica dei pregiudizi sui migranti come strategia contro le discrimina-
zioni razziali, in Casadei T. (a cura di), “Lessico delle discriminazioni tra società, diritto e
istituzioni”, Parma, Diabasis, 2008, p. 80.
4Sul punto si veda V.C OTESTA,Sociologia dei conflitti etnici. Razzismo, immigrazione e
società multiculturale, Bari, Laterza, 2009, p. 249, secondo il quale ormai un razzismo aperto e
sottile pervaderebbe le nostre società a vari livelli: anche le azioni dei governi e dei parlamenti
non sarebbero immuni da questa logica. Cotesta riprende le teorie sul tema, in particolare
quanto sostiene T.A. VAN DIJK nel suo Communicating racism: ethnic prejudice in thought
and talk, Thousand Oaks, Sage Publications Inc., 1987, 437 p.
5Il Portale PAeSI(Pubblica Amministrazione e Stranieri Immigrati), reperibile all’indiriz-
zo www.immigrazione.regione.toscana.it,è il sito dell’immigrazione della Regione Toscana,
realizzato da ITTIG/CNR in collaborazione con Prefettura di Firenzee rappresenta un pun-
to di accesso telematico unico per procedimenti amministrativi, norme e informazioni che
vedono coinvolteamminis trazionipubbliche e cittadini di Paesi terzi. Cfr. C. FI ORAVANTI ,
M. RINA LDI,Il sistema informativo PAeSI: un accesso telematico unico a informazioni, norme
e procedimenti in materia di immigrazione, in questa Rivista, 2010, n. 1-2, pp. 93-131.
6Inoltre, sul tema dell’intercultura è in atto una collaborazione con il Centro di
documentazione interculturale Spazio Reale (www.spazioreale.it).
7Per la comunicazione dei testi normativi tramite Internet, le istituzioni parlamentari e
governative di molti paesi hanno avviato un processo di conversione dei loro “giacimenti”
in un formato standard per facilitare la ricerca e visualizzazione dei testi. Il linguaggio di
marcatura XML si è affermato come standard per il trattamento e la pubblicazione sul Web
dell’informazione legislativa.
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Le parole da ricercare le abbiamo tratte da un’analisi di testi che si occu-
pano di questo tema, che naturalmente vanta una bibliografia smisurata. La
bibliografia consultata è stata vasta e varia proprio per la necessità di fondare
un metodo che, altrimenti, poteva sembrare soggettivo e che comunque in
qualche misura potrà risultare tale. L’elenco delle parole e delle espressioni
che abbiamo così ricavato va a costituire un indice (da ora in avanti l’Indice).
Molte fra esse sono mutuate dal linguaggio dei media: la maggior parte dei
testi che abbiamo consultato si occupano, infatti, proprio del peculiare rap-
porto tra mezzi di informazione e narrazione del mondo dei “diversi”. Da
alcuni anni infatti è sempre più alta l’attenzione verso l’utilizzo da parte dei
media italiani di un linguaggio definito “discriminatorio” verso i cittadini di
Paesi terzi presenti in Italia, tanto da far sorgere nel 2008 la necessità di redi-
gere uno specifico protocollo deontologico della professione giornalistica in
tema di immigrazione e asilo (la cosiddetta “Carta di Roma”8).
Secondo i dati raccolti da UNAR9, mentre nel 2012 le denunce di atti di-
scriminatori erano maggiormente riconducibili ai contesti di lavoro (37,3%),
nel 2013 il primato è stato raggiunto dal linguaggio utilizzato dai mezzi di in-
formazione, con la percentuale del 26,2% di atti discriminatori denunciati10.
L’ultimo rapporto della Commissione europea su razzismo e xenofobia11
sottolinea la necessità di contrastare espressioni razziste da parte di leader po-
litici ed istituzionali in quanto tali espressioni possono legittimare e condo-
nare il fenomeno, contribuendo in maniera decisiva alla loro diffusione nella
società. Naturalmente il legame con la legislazione è stretto perché il “discor-
so politico” si traduce inevitabilmente in atti normativi che danno sostanza
a tale narrazione12 così come è sempre il potere dello Stato a stabilire cosa è
8Protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione,
siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione
Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008.
9È l’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discrimi-
nazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR). Istituito con il d.lgs. 9 luglio 2003,
n. 215, di recepimento della direttiva comunitaria n. 2000/43 CE, opera nell’ambito del
Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.
10 Immigrazione. Dossier statistico 2013. Rapporto UNAR “Dalle discriminazioni ai
diritti” a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS.
11 Rapporto della Commissione europea sull’attuazione da parte degli Stati membri del-
la Decisione-quadro 2008/913 sulle norme penali di contrasto alle espressioni di razzismo e
xenofobia.
12 Alcuni ritengono che le norme così come i romanzi abbiano la caratteristica di narra-
re, inventare personaggi e suscitare emozioni, ma le creazioni giuridiche, a differenza della

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