I social media, data analytics, amministrazioni pubbliche: come le amministrazioni usano i dati provenienti dal social media?

Autore:Matteo Falcone
Carica:L'A. è dottore di ricerca e attualmente assegnista di ricerca in Diritto amministrativo presso l'Università degli Studi di Cagliari nell'ambito del progetto di ricerca nazionale 'Pubblica amministrazione nativa digitale
Pagine:347-365
RIEPILOGO

I social media sono oramai parte integrante della vita di tutti e sono diventati, nel tempo, uno degli strumenti più utilizzati degli ultimi anni. Anche le amministrazioni pubbliche, così come le imprese e i singoli cittadini, stanno cominciando a utilizzarli, in maniera sempre più costante, principalmente per adempiere in maniera più efficace ai propri compiti di comunicazione pubblica e... (visualizza il riepilogo completo)

 
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I social media, data analytics, amministrazioni pubbliche:
come le amministrazioni usano i dati
provenienti dal social media?
MATTE O FALC ONE
SOMM ARI O:1. Premessa – 2. L’uso tradizionale dei social media: la comunicazione
pubblica e i moduli partecipativi – 3. I social media da strumento di comunicazione
a fonte di produzione di dati – 4. Un uso innovativo dei social media: analizzare,
conoscere, amministrare – 5. I limiti e le criticità dei social media come strumenti di
comprensione della realtà – 6. Le amministrazioni e il social media mining: nuovi
metodi per rafforzare la conoscenza pubblica
1. PRE MES SA
I social media sono diventati nel tempo uno strumento fondamentale della
società contemporanea, il cui utilizzo costante ha prodotto un cambiamento
culturale rilevantissimo, verso una socialità, un rapporto con il potere e un
modo di fare politica differente. I dati evidenziano come la popolazione che
usa i social media stia crescendo ogni anno e come l’uso di questi strumenti
stia coinvolgendo trasversalmente tutte le fasce d’età, nel mondo e in Italia1.
Uno strumento sempre più diffuso e intergenerazionale che non viene
solo utilizzato dai singoli individui, per comunicare con i propri contatti, per
informarsi su ciò che accade nel mondo e per esprimere le proprie idee sulla
società, sulla politica e sulle questioni collettive che, più o meno, sono a loro
vicine, ma anche dalla stampa, per diffondere i propri contenuti informativi,
dalle imprese private, per pubblicizzare i propri prodottie dal settore pubblico,
per svolgere alcune delle funzioni ad esso affidate dalla legge2.
L’A. è dottoredi ricerca e attualmente assegnista di ricerca in Diritto amministrativo presso
l’Università degli Studi di Cagliari nell’ambito del progetto di ricerca nazionale “Pubblica
amministrazione nativa digitale”.
1
L’ultimo Report dell’agenzia We are social, in collaborazione con l’agenzia Hootsuite,
Digital in 2017 Global Overview, https://www.slideshare.net/wearesocialsg/presentations,
diffuso nel gennaio 2017, evidenzia come nel 2016 quasi 3 miliardi di utenti (il 37% della
popolazione mondiale) sono connessi ai social media con un incremento rispetto all’anno
precedente del 21%. In Italia, allo stesso modo, la popolazione connessa ai social media nel
2016 è di 31 milioni (il 52% della popolazione, di cui il 40% tra i 18-54 anni), con una crescita
dell’11% rispetto all’anno precedente.
2
L’usodif fuso e variegatodei social media da parte di cittadini, imprese e settore pubblico
è rilevabile e visibile se si utilizza qualsiasi social media, ma per ulteriori dati si veda diffu-
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9
348 Informatica e diritto /Social media e diritti. Diritto e social media
Negli ultimi anni, infatti, i social media sono diventati unodegli s trumenti
più utilizzati dalle amministrazioni pubbliche per comunicare con i cittadini
e per costruire nuovi paradigmi di partecipazione. La funzione di comuni-
cazione pubblica delle amministrazioni di qualsiasi livello di governo, oggi,
viene svolta prevalentemente sul web e prevalentemente attraverso i social
media, i quali sono diventati anche uno strumento di confronto e di coinvolgi-
mento attivo dei cittadini nelle questioni più rilevanti che riguardano la loro
comunità di riferimento. Le amministrazioni pubbliche, però, stanno comin-
ciando ad usare questi strumenti anche per comprendere meglio la realtà che
amministrano e, di conseguenza, per migliorare il loro modo di amministrare.
L’obiettivo di questo lavoro è proprio quello di indagare come le ammi-
nistrazioni pubbliche utilizzano i social media per comprendere meglio la
percezione dei cittadini sui servizi che erogano e sulle decisioni che prendono,
per conoscere la realtà che amministrano e, di conseguenza, per programmare
e pianificare determinate politiche e per prendere determinate decisioni ammi-
nistrative. Per farlo bisogna sottolineare preliminarmente due aspetti centrali.
Innanzitutto, come i social media siano non solo strumenti di comunicazione
e di relazione tra soggetti, ma anche fonti di produzione continua di dati
e di informazioni. In secondo luogo, come questi dati abbiano le caratteri-
stiche dei big data e vengono raccolti, conservati ed elaborati seguendo la
logica dei big data. Due aspetti fondamentali che ci renderanno più agevole
la comprensione dell’evoluzione dell’utilizzo dei social media da parte delle
amministrazioni e che ci permetteranno di fare anche qualche considerazione
più generale sulle prospettive della conoscenza pubblica, in particolare quella
prodotta dalle amministrazioni pubbliche.
2.
LUSO TR ADI ZI ONA LE DE I SOC IA L MED IA:L A COMUN ICA ZI ONE
PUB BLICA E I M ODU LI PART EC IPATI VI
Quando parliamo di social media intendiamo delle applicazioni internet-
based fondate, tecnologicamente e culturalmente, sulc.d. web 2.0
3
, che facilita-
samente CENS IS,I media e il nuovo immaginario collettivo. Quattordicesimo rapporto sulla
comunicazione, Roma, 4 ottobre 2017.
3
Il web 2.0 è principalmente un metodo innovativodi costr uzione e progettazione dei siti
Internet, che garantisce agli utenti la possibilità di interagire con il sito, creando e diffondendo
in modo facile e interoperabile contenuti personalizzati. Per approfondire, D. DINUCC I,
Fragmented Future, in “Print”, vol. 53, 1999, n. 4, p. 32, che per prima ha utilizzato il termine
e P. GRAHAM ,Web 2.0, http://www.paulgraham.com/web20.html, 2005; T. O’REI LLY,
What Is Web 2.0, http://www.oreilly.com/pub/a/web2/archive/what-is-web-20.html, 2005;
ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9 Edizioni Scientifiche Italiane

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