I danni da fumo attivo

Autore:Claudia Morgana Cascione
Pagine:214-234
 
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PARTE PRIMA
I DANNI DA FUMO ATTIVO
2. L’evoluzione delle tobacco tort litigations statunitensi
Una disamina sui danni da fumo attivo non può che prendere le
mosse dall’evoluzione delle tobacco tort litigations statunitensi. Negli
Stati Uniti, infatti, prima che altrove, sono stati pubblicati studi scien-
tifici relativi alla dannosità del fumo; prima che altrove, il legislatore
ha preso posizione sul fronte del tabagismo (emblematico è, al riguar-
do, il Cigarette Labelling and Advertising Act del 1965 con cui, per la
prima volta al mondo, il legislatore federale americano obbligava i
produttori a stampare sui pacchetti di sigarette i c.d. health warnings)
e soprattutto, prima che altrove, fumatori o ex fumatori (o eredi di fu-
matori deceduti in conseguenza di malattie polmonari) hanno adito le
vie dei tribunali.
Prima di scendere nel dettaglio dell’analisi dell’evoluzione delle
controversie tese al risarcimento dei danni da fumo negli Stati Uniti,
possono farsi alcune considerazioni. Innanzitutto, e in linea generale,
la responsabilità del produttore, nel corso degli ultimi decenni, ha at-
traversato sviluppi sempre crescenti in senso favorevole ai consumatori,
e gli Stati Uniti sono stati la culla di tale sviluppo6.
In secondo luogo, le Corti statunitensi hanno dimostrato sempre
maggiore sensibilità nei confronti dei c.d. mass toxic torts, nei quali il
6 Senza pretese di esaustività – e senza tentare di ripercorrere le tappe fonda-
mentali che hanno scandito l’evoluzione della responsabilità del produttore nel-
l’ordinamento statunitense e che hanno visto il consumatore sempre più favorito –
possono tracciarsi le linee fondamentali di tale particolare forma di liability. In parti-
colare, l’obiettivo fondamentale è divenuto quello di una riduzione ottimale del nu-
mero degli incidenti. L’intento è quello di ridistribuire, all’interno di fasce sempre
più ampie di soggetti, i danni che taluni consumatori subiscono dall’uso immediato o
prolungato del prodotto, così da ridurne l’impatto negativo per il singolo danneggiato
(c.d. loss spreading). Gli strumenti per ridurre questo obiettivo consistono in un uso
sempre più massiccio del meccanismo assicurativo, per cui le vittime potenziali scon-
teranno sul prezzo maggiorato del prodotto i costi delle polizze fornite dallo stesso
produttore (third party insurance).
Sul piano processuale, è stata resa più agevole la posizione dell’attore-
consumatore: prevedendosi che il produttore debba risarcire i danni a titolo di re-
sponsabilità oggettiva (strict liability) per aver messo in circolazione prodotti difet-
tosi, senza che il consumatore debba provare l’elemento soggettivo della colpa del
convenuto.
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soggetto esposto ad una o più sostanze tossiche subisce patologie irre-
versibili e letali7.
Questi due dati – uniti alla considerazione che proprio negli Stati
Uniti si è sviluppato, prima che altrove, un massiccio dibattito scienti-
fico sulle conseguenze dannose del fumo – avrebbero dovuto portare
ad una facile dichiarazione della responsabilità dei produttori di siga-
rette. Eppure, la condanna delle tobacco companies non è stata così
agevole e scontata. Anzi, sul tema, si è sviluppato un vivace dibattito
che dura da oltre un cinquantennio, caratterizzato da orientamenti oscil-
lanti e da prese di posizione in sensi diametralmente contrastanti nel
corso del tempo. Le Corti, infatti, prima di giungere a sancire la re-
sponsabilità per i danni derivanti dal fumo, hanno garantito per lungo
tempo la totale immunità dei produttori. ‘L’assalto alla cittadella’ del-
le lobbies del tabacco è avvenuto in un terreno irto di difficoltà, sia per
le problematiche giuridiche interessate, sia perché le tobacco companies,
timorose di perdere quote rilevanti di mercato, hanno difeso strenua-
mente le loro posizioni.
L’analisi delle fasi che hanno scandito l’evoluzione della materia,
la quale è andata di pari passo con la products liability, è una finestra
affascinante sul panorama della responsabilità civile statunitense.
Consente, inoltre, di compiere un utile esercizio di indagine compara-
tistica, nella misura in cui coinvolge istituti e principi che, a livello so-
stanziale e processuale, sono caratteristici del panorama nordamericano
e che hanno giocato un ruolo essenziale nell’evoluzione della materia.
a) Le prime tobacco litigations vennero instaurate negli anni ‘50: il
fumo aveva allora grande popolarità, nonché grande rilievo mediatico
e pubblicitario. Ma erano anche gli anni in cui le prime riviste scienti-
fiche pubblicavano i dati sugli effetti dannosi del fumo. Nel 1954 ven-
ne intentata la prima azione, e nel decennio successivo la seguirono un
centinaio di altre istanze tese ad una declaratoria di responsabilità dei
produttori di sigarette8. Nessuna di esse si concluse con un verdetto
favorevole ai consumatori danneggiati9.
7 Cfr. per un’analisi dei mass toxic torts P.H.SCHUCK, Some reflection on the
future of mass torts, 12 Conn. Ins. J. (2005-2006), 505; M.D. GREEN, Benedectin and
birth defects: the Challenge of mass toxic substances litigation (1998). In Italia si è
occupata diffusamente del tema E. PODDIGHE, I «mass torts» nel sistema della re-
sponsabilità civile, Milano, 2008.
8 Le azioni venivano intentate per misrepresention (che opera tutte le volte in
cui il venditore abbia celato intenzionalmente alcune qualità negative del prodotto, o

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