Guida in stato di ebbrezza

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Arch. giur. circ. e sin. strad. 01/09
Rassegna
di giurisprudenza
Guida in stato di ebbrezza
SOMMARIO
a. Configurabilità. b. Accertamento. c. Ambito di applica-
zione. d. Sospensione della patente. e. Revoca della patente.
f. Confisca del veicolo. g. Fattispecie introdotte dal D.L. n.
117/2007. h. Disciplina sanzionatoria introdotta dal D.L. n.
92/2008.
a. Congurabilità
L’investimento mortale di pedone da parte di conducente in
stato di ebbrezza deve essere qualificato come omicidio volon-
tario sorretto da dolo eventuale quando l’agente si sia chiara-
mente rappresentata la significativa possibilità di verificazione
dell’evento concreto e ciò nonostante, dopo aver considerato il
fine perseguito e l’eventuale prezzo da pagare, si sia determina-
to ad agire comunque, anche a costo di causare l’evento lesivo.
Per la configurabilità del dolo eventuale occorre provare la dif-
formità della condotta tenuta da quella doverosa; la personalità
e le pregresse esperienze dell’agente; la durata e la ripetizione
dell’azione; il comportamento successivo al fatto; il fine della
condotta e la compatibilità con esso delle conseguenze collate-
rali; la probabilità di verificazione dell’evento; le conseguenze
negative anche per l’autore in caso di sua verificazione; il conte-
sto lecito o illecito in cui si è svolta l’azione nonché la possibilità
di ritenere, alla stregua delle concrete acquisizioni probatorie,
che l’agente non si sarebbe trattenuto dalla condotta illecita
neppure se avesse avuto contezza della sicura verificazione
dell’evento. (Nella fattispecie il conducente in stato di ebbrezza
dopo aver ignorato un posto di blocco della polizia municipale
aveva proseguito la corsa ad alta velocità in centro abitato in-
vestendo un pedone che attraversava la strada per poi scendere
dall’auto e darsi alla fuga. * Cass. pen., sez. I, 16 settembre 2015,
n. 37606.
È configurabile il reato di guida in stato di ebbrezza anche
quando lo scontrino dell’alcoltest, oltre a riportare l’indicazione
del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di
punibilità, contenga la dicitura “volume insufficiente”, la quale,
in assenza di patologie respiratorie, attesta soltanto la mancata
adeguata espirazione da parte dell’imputato. * Cass. pen., sez.
IV, 27 maggio 2015, n. 22363.
In tema di circolazione stradale, costituisce reato - e non già
mero illecito amministrativo - il rifiuto di sottoporsi a narco-
test, stante il rinvio disposto dall’art. 187, comma ottavo, C.d.s.
all’art. 186, comma settimo, c.d.s., per effetto del quale a detta
condotta conseguono sia le sanzioni penali sia le sanzioni ammi-
nistrative accessorie ivi previste. * Cass. pen., sez. IV, 14 maggio
2015, n. 20036 (ud. 5 febbraio 2015 ), Antelmi, in questa Rivista
n. 10/2015. [RV263477]
Al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per le ve-
rifica dello stato di ebbrezza, disciplinato dal comma settimo
dell’art. 186 cod. strada non è estensibile la previsione di cui
all’art. 186, comma secondo, lett. c), nella parte in cui dispone
che la durata della sospensione della patente di guida è raddop-
piata allorquando il veicolo condotto dall’imputato appartenga
a terzi. * Cass. pen., sez. IV, 29 aprile 2015, n. 18111 (c.c. 16 di-
cembre 2014), Perelli, in questa Rivista n. 10/2015. [RV263475]
Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso at-
traverso la conduzione di una bicicletta, a tal fine rivestendo un
ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo usato a interferire
sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circo-
lazione stradale. * Cass. pen., sez. IV, 28 aprile 2015, n. 17684.
La circostanza aggravante di aver provocato un incidente
stradale è configurabile anche rispetto al reato di rifiuto di sot-
toporsi all’accertamento per le verifica dello stato di ebbrezza,
in ragione del richiamo operato dall’art. 186, comma settimo,
al comma secondo lett. c) del medesimo articolo, il quale, a
sua volta, è richiamato dal comma secondo bis, disciplinante
l’aggravante in oggetto. * Cass. pen., sez. IV, 2 marzo 2015, n.
9170 (ud. 6 febbraio 2015), Garcea, in questa Rivista n. 6/2015.
[RV262447]
In tema di guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver
cagionato un incidente, l’esito dell’eventuale giudizio di bilan-
ciamento tra circostanze attenuanti e la concorrente circostan-
za aggravante di cui all’art. 186, comma 2 bis, c.s. non assume
rilievo ai fini dell’individuazione della sanzione amministrativa
accessoria da applicare, che è in ogni caso quella della revoca
della patente. * Cass. pen, sez. IV, 20 febbraio 2015, n. 7821
In tema di guida in stato di ebbrezza, la revoca della paten-
te di guida, prevista come obbligatoria per l’ipotesi aggravata
in cui il conducente abbia causato un incidente stradale, deve
essere disposta anche nel caso in cui, all’esito del giudizio di
bilanciamento, sia stata riconosciuta l’equivalenza ovvero la
prevalenza delle circostanze attenuanti generiche, non venendo
meno per effetto del suddetto giudizio la sussistenza dei profili
di particolare allarme sociale connessi alla sussistenza dell’indi-
cata aggravante. * Cass. pen., sez. IV, 20 febbraio 2015, n. 7821
(ud. 6 febbraio 2015), P.G. in proc. Luongo. [RV262446]
In tema di guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver
provocato un incidente stradale è sempre vietata la sostituzione
della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità
anche quando l’aggravante sia equivalente o subvalente rispetto
a circostanze attenuanti generiche. * Cass. pen., sez. IV, 16 feb-
braio 2015, n. 6739.
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, che
integra il reato di cui all’art. 186, settimo comma, del codice
della strada, si configura non solo in presenza di manifestazioni
espresse di indisponibilità a sottoporsi al test, ma anche quando
il conducente del veicolo - pur opportunamente edotto circa le
modalità di esecuzione dell’accertamento - attui una condot-
ta ripetutamente elusiva del metodo di misurazione del tasso
alcolemico. (Fattispecie in cui l’imputato, durante l’alcoltest,
aveva per quattro o cinque volte aspirato anziché soffiare come
richiestogli, impedendo così la rilevazione del tasso alcolemi-
co). * Cass. pen., sez. IV, 5 febbraio 2015, n. 5409 (ud. 27 gennaio
2015), Avondo, in questa Rivista n. 6/2015. [RV262162]

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