Giurisprudenza di legittimità

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:809-829
RIEPILOGO

Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Sanzione amministrativa accessoria - Sospensione della patente di guida - Applicabilità - Guida sotto l'influenza dell'alcool - Sussiste (...)

 
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@CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. IV, 30 luglio 2001, n. 30048 (ud. 6 luglio 2001). Pres. Pioletti - Est. Costanzo - P.M. Iannelli (conf.) - Ric. P.G. Bologna in proc. Guidotti.

Applicazione della pena su richiesta delle parti - Pena - Sanzione amministrativa accessoria - Sospensione della patente di guida - Applicabilità - Guida sotto l'influenza dell'alcool - Sussiste.

La sospensione della patente di guida prevista per il reato di guida sotto l'influenza dell'alcool (art. 186 nuovo c.s.) deve applicarsi anche quando il procedimento penale sia definito mediante patteggiamento, non essendo le sanzioni amministrative accessorie ricomprese nell'ambito di operatività dell'art. 445, comma primo, c.p.p. (Mass. redaz.). (Nuovo c.s., art. 186; c.p.p., art. 445) (1).

    (1) La segnalata Cass. pen., sez. un., 21 luglio 1998, Bosio, è leggibile in questa Rivista 1999, 231.


FATTO E DIRITTO. - Il procuratore generale ricorrente, nel proporre ricorso per cassazione, censura la sentenza in epigrafe riportata, denunciando l'omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista dalla norma del codice stradale violata (art. 186).

Il ricorso è fondato e merita di essere accolto. Invero, secondo la costante giurisprudenza di questo S.C., di recente ribadita (da Cass., sez. un., 21 luglio 1998 n. 8488, Bosio), debbono essere sempre applicate le sanzioni amministrative accessorie che ne conseguono di diritto, non essendo le stesse ricomprese nell'ambito di applicazione dell'art. 445 comma primo c.p.p.

Pertanto, non essendo stata, nella specie, irrogata la suddetta sanzione da applicarsi entro i limiti indicati e secondo i parametri individuati dalla specifica normativa del codice della strada, la sentenza impugnata va annullata limitatamente a siffatta omissione con rinvio, per la decisione sul punto. (Omissis).

@CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. IV, 30 luglio 2001, n. 30043 (ud. 3 luglio 2001). Pres. Corarusso - Est. Bognanni - P.M. De Sandro (conf.) - Ric. Rapetti.

Guida in stato di ebbrezza - Accertamento - Modalità - Indicazione.

Lo stato di ebbrezza del conducente di veicolo può essere accertato e provato con qualsiasi mezzo, e non necessariamente, né unicamente, attraverso la strumentazione e la procedura indicate nell'articolo 379 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice stradale. Ed invero, per il principio del libero convincimento, per l'assenza di prove legali e per la necessità che la prova non dipenda dalla discrezionale volontà della parte interessata, il giudice può desumere lo stato di alterazione psicofisica, derivante dall'influenza dell'alcool, da qualsiasi elemento sintomatico dell'ebbrezza o dell'ubriachezza (tra cui l'ammissione del conducente, l'alterazione della deambulazione, la difficoltà del movimento, l'eloquio sconnesso, l'alito vinoso ecc.); così come può anche disattendere l'esito fornito dall'etilometro, ancorché risultante da due determinazioni del tasso alcolemico concordanti ed effettuate a intervallo di cinque minuti, sempreché del suo convincimento fornisca una motivazione logica ed esauriente. (Mass. redaz.). (Nuovo c.s., art. 186; reg. nuovo c.s., art. 379) (1).

    (1) Si rinvia alle pronunce segnalate in motivazione. In particolare Cass. pen., sez. un., 5 febbraio 1996, Cirigliano, leggibile per esteso in questa Rivista 1996, 91 con nota di VITTORIO COLOMBANI, Guida sotto l'influenza dell'alcool: il punto della situazione e Cass. pen., sez. VI, 1 marzo 2000, Caldaras, massimata in Riv. pen. 2000, 736.


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. - Con sentenza del 14 novembre 2000 la Corte di appello di Torino ha confermato quella emessa dal Tribunale di Acqui Terme in data 3 febbraio 2000 nei confronti di Rapetti Claudio, il quale era stato condannato alla pena di mesi due di arresto e lire 1.000.000 di ammenda, siccome dichiarato colpevole dei reati di: 1) guida di autoveicolo in stato di ebbrezza, derivante dall'ingestione di bevande alcooliche; 2) rifiuto di sottoporsi all'esame del tasso alcolemico; in Bubbio, l'8 ottobre 1998; con la recidiva specifica, reiterata nel quinquennio. I reati erano stati ritenuti avvinti dal vincolo della continuazione.

Avverso tale sentenza Rapetti ha proposto ricorso per cassazione, col quale ne ha chiesto l'annullamento senza rinvio, deducendo inosservanza o erronea applicazione della legge penale, con particolare riguardo alle norme sulla disciplina della circolazione stradale, nonché mancanza della motivazione, in quanto la corte di appello non avrebbe considerato che nel caso in esame lo stato di turbamento riscontrato dai carabinieri in lui sarebbe stato determinato dall'incidente stradale verificatosi a seguito dell'invasione della sua corsia di pertinenza da parte del conducente di altro veicolo. Inoltre egli si sarebbe rifiutato di seguire i militi per l'accertamento delle sue condizioni di carattere sanitario non per timore di essere sorpreso in stato di ebbrezza, ma perché si sarebbe in tal modo voluto sottrarre alla per così dire morsa dei carabinieri che lo avrebbero quasi «assalito», anziché aiutarlo per le sue necessità, soccorrendolo.

MOTIVI DELLA DECISIONE. - I motivi addotti a sostegno del ricorso sono manifestamente infondati. Ed invero la corte di appello ha messo in evidenza che la prova della colpevolezza di Rapetti è costituita dalle dichiarazioni dei carabinieri operanti, che avevano redatto la relazione di servizio, e che avevano riscontrato come il soggetto avesse alito vinoso; l'equilibrio fosse molto precario; l'eloquio fosse incespicato. Né l'accertamento del tasso alcolemico mediante etilometro risulta necessario in casi del genere. Al riguardo, come è noto, questa Corte ha statuito che «lo stato di eb-Page 810brezza del conducente di veicoli può essere accertato e provato con qualsiasi mezzo, e non necessariamente, né unicamente, attraverso la strumentazione e la procedura indicate nell'art. 379 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice della strada. Ed invero, per il principio del libero convincimento, per l'assenza di prove legali e per la necessità che la prova non dipenda dalla discrezionale volontà della parte interessata, il giudice può desumere lo stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool, da qualsiasi elemento sintomatico dell'ebbrezza o dell'ubriachezza (tra cui l'ammissione del conducente, l'alterazione della deambulazione, l'alito vinoso e così via), così come può anche disattendere l'esito fornito dall'etilometro, ancorché risultante da due determinazioni del tasso alcolemico concordanti ed effettuate ad intervallo di cinque minuti, sempre che del suo convincimento fornisca una motivazione logica ed esauriente» (v. sez. un., sent. n. 1299 del 5 febbraio 1996, ud. 27 settembre 1995, RV 203634, imp. Cirigliano; e così pure sez. VI, sent. n. 2644 del 1° marzo 2000, ud. 27 gennaio 2000, RV 215650, imp. Caldaras L). Sul punto dunque la sentenza impugnata risulta motivata in modo adeguato e giuridicamente corretto.

Ne deriva che il ricorso va dichiarato inammissibile, con le conseguenti statuizioni di legge. (Omissis).

@CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. I, 20 luglio 2001, n. 9924. Pres. Rocchi - Est. Losavio - P.M. Apice (diff.) - Baraldi (avv. Allocca) c. Ministero dell'Interno (Avv. gen. Stato).

Depenalizzazione - Applicazione delle sanzioni - Art. 180, ottavo comma, nuovo c.s. - Comportamento di collaborazione con l'autorità accertante - Violazione - Illecito amministrativo - Presupposti - Fattispecie in tema di invito a presentarsi presso gli uffici della polizia stradale.

L'art. 180, ottavo comma c.s. sanzione non specifici comportamenti trasgressivi nella circolazione (altrimenti e partitamente sanzionati), ma il rifiuto della condotta collaborativa dovuta dal conducente, ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative previste dal codice della strada, nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione cui spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale. (Nella specie, la S.C. ha cassato - e decidendo nel merito annullato l'ordinanza-ingiunzione - la decisione di merito che aveva affermato la responsabilità dell'opponente, che pur si era presentato agli uffici della polizia stradale ottemperando all'invito, in quanto non era stato in grado di esibire, oltre al certificato di conformità del ciclomotore, anche il contrassegno di pagamento della tassa di circolazione, così sostanzialmente applicando al mancato pagamento della tassa automobilistica la grave sanzione prevista per i comportamenti omissivi nei confronti dell'autorità). (Nuovo c.s., art. 180) (1).

    (1) Per un'utile panoramica sull'argomento v. POTITO IASCONE, Il nuovo codice della strada, Ed. La Tribuna, Piacenza 2001, p. 1242 ss.


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. - Il Pretore di Piacenza, con la sentenza pubblicata il 3 ottobre 1998, rigettava l'opposizione proposta, a norma dell'art. 205 nuovo c.s., da Davide Baraldi, contro la ordinanza 5 marzo 1998 del Prefetto di Piacenza che gli ingiungeva il pagamento della sanzione pecuniaria di lire 1.196.700 per la contestata violazione del precetto di cui all'art. 180, comma 8, c.s. Il pretore riteneva infondati i motivi dell'opposizione per la ragione che «i verbalizzanti», con dichiarazione che fa fede fino a querela di falso, avevano attestato che il Baraldi si era limitato ad esibire il solo «certificato di conformità» relativo al ciclomotore da lui guidato, ma non aveva invece prodotto il contrassegno attestante il pagamento della tassa di circolazione.

Contro questa sentenza Davide Baraldi ha proposto ricorso per cassazione prospettando due motivi di impugnazione. L'intimato Prefetto di Piacenza ha resistito con controricorso.

MOTIVI DELLA DECISIONE. 1. - Con il primo motivo del ricorso il Baraldi, denunciando «violazione di legge», nonché omessa o insufficiente motivazione, circa un punto decisivo della controversia, censura la decisione per non avere il...

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