Giurisprudenza di legittimità

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:285-313
RIEPILOGO

Giudizio penale di primo grado - Dibattimento - Assenza dell'imputato ed impedimento del difensore - Preliminare dichiarazione di contumacia dell'imputato - Necessità. Giudizio penale di primo grado - Dibattimento - Impedimento del difensore - Rinvio a nuova udienza - Avviso al difensore sostituto nominatoSufficienza (...)

 
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@CORTE DI CASSAZIONE Sez. un., 9 marzo 2006, n. 8285 (c.c. 28 febbraio 2006). Pres. Papadia - Est. Nappi - P.M. Palombarini (diff.) - Ric. Grassia.

Giudizio penale di primo grado - Dibattimento - Assenza dell'imputato ed impedimento del difensore - Preliminare dichiarazione di contumacia dell'imputato - Necessità. Giudizio penale di primo grado - Dibattimento - Impedimento del difensore - Rinvio a nuova udienza - Avviso al difensore sostituto nominatoSufficienza.

Nel caso di assenza in dibattimento sia dell'imputato che del difensore risulta preliminare la decisione sull'effettiva rilevanza dell'impedimento a comparire eventualmente prospettato dall'imputato e comunque l'eventuale dichiarazione della sua contumacia, cui il giudice deve provvedere sentito il pubblico ministero e il sostituto designato per il difensore assente; solo dopo avere deciso con riferimento alla posizione dell'imputato, il giudice può prendere in esame la richiesta di rinvio per impedimento del difensore. Di talché non è viziata da nullità ai sensi dell'art. 178 lett. c)c.p.p. la dichiarazione di contumacia dell'imputato, allorché il giudice, a tal fine, abbia nominato d'ufficio un sostituto del difensore assente, che sia stato poi ritenuto legittimamente impedito. (C.p.p., art. 420 ter; c.p.p., art. 178) (1).

Il difensore che abbia ottenuto la sospensione o il rinvio del dibattimento per legittimo impedimento a comparire ha diritto all'avviso della nuova udienza solo quando non ne sia stabilita la data già nell'ordinanza di rinvio, poiché, nel diverso caso di rinvio a udienza fissa, la lettura dell'ordinanza sostituisce la citazione e gli avvisi sia per l'imputato contumace, che è rappresentato dal sostituto del difensore designato in udienza, che per il difensore impedito, atteso che il sostituto assume per conto del sostituito i doveri derivanti dalla partecipazione all'udienza. (C.p.p., art. 420 ter; c.p.p., art. 477) (2).

    (1) Le Sezioni unite si pronunciano sul quesito concernente la possibilità o meno che l'imputato venga dichiarato contumace in sede di rinvio del dibattimento per legittimo impedimento del difensore, risolvendolo in senso positivo. In senso conforme alla massima in epigrafe, si veda Cass. pen., sez. V, 12 aprile 2005, Grazia, in CED Cassazione penale, RV 231489. Difforme, poiché ritiene illegittima la dichiarazione di contumacia, Cass. pen., sez. VI, 26 ottobre 2001, Zaborra, in questa Rivista 2002, 162.


    (2) Conforme, Cass. pen., sez. VI, 28 aprile 2004, Foltran, in questa Rivista 2005, 382.


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE. 1. - Sossio Grassia impugna per cassazione la sentenza che ne ha confermato la dichiarazione di colpevolezza in ordine al delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Propone tre motivi d'impugnazione.

Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione dell'art. 420 ter c.p.p., lamentando che il giudice di primo grado ne abbia dichiarato la contumacia prima di decidere sulla richiesta di rinvio del dibattimento per impedimento del difensore di fiducia avv. Balletta. Sostiene che la dichiarazione di contumacia è perciò assolutamente nulla, con effetto invalidante su tutti i successivi atti del processo.

Con il secondo motivo il ricorrente deduce che all'udienza del 4 marzo 2002, cui il dibattimento fu rinviato per il riconosciuto impedimento, il giudice di primo grado omise di rilevare che la notifica dell'avviso al difensore avv. Balletta era stata invalidamente effettuata all'indirizzo del precedente difensore avv. Pastena, già revocato. Sicché il dibattimento di primo grado fu invalidamente celebrato senza avviso al difensore.

Con il terzo motivo infine il ricorrente deduce vizio di motivazione e violazione dell'art. 194 c.p.p., lamentando che i giudici del merito si siano fondati esclusivamente sulle dichiarazioni della persona offesa, prive di qualsiasi riscontro.

  1. - La sesta sezione di questa Corte, cui il ricorso era stato assegnato, ha rilevato un contrasto di giurisprudenza sulla questione dedotta con il primo motivo d'impugnazione.

    Secondo una parte della giurisprudenza, cui si richiama il ricorrente, è infatti illegittima la dichiarazione di contumacia dell'imputato prima del rinvio dell'udienza dovuto all'impedimento del difensore di fiducia (Cass., sez. V, 11 gennaio 2000, Fiorillo, m. 215751; Cass., sez. VI, 5 ottobre 2001, Zaborra, m. 220341). Si ritiene in particolare che «una volta acquisita la dichiarazione di adesione del difensore all'astensione dalle udienze deliberata dalla categoria professionale, deve ritenersi affetta da nullità la dichiarazione di contumacia dell'imputato pronunciata previa nomina, allo stesso, di un difensore d'ufficio» (Cass., sez. IV, 25 febbraio 2004, Suero, m. 228855).

    Secondo altra parte della giurisprudenza, invece, la presenza del difensore di ufficio nominato in assenza di quello di fiducia impedito, legittima il giudice siaPage 286 alla declaratoria di contumacia prima della statuizione sul rinvio sia all'omissione della notifica dell'avviso della nuova udienza all'imputato, rappresentato, in quanto contumace, dal difensore di ufficio (Cass., sez. III, 5 ottobre 2001, Roatta, m. 220600; Cass., sez. IV, 10 gennaio 2003, Sensoli, m. 224104; Cass., sez. IV, 12 ottobre 2005, Ferraro, m. 232373). Si ritiene in particolare che, «nell'ipotesi in cui il difensore di fiducia sia rimasto assente all'udienza per un legittimo impedimento, l'imputato che non sia comparso è rappresentato dal sostituto del difensore, nominato d'ufficio, sicché ritualmente ne viene dichiarata la contumacia e legittimamente viene omessa la notificazione in suo favore dell'avviso dell'udienza di rinvio fissata dal giudice a seguito dell'impedimento predetto» (Cass., sez. IV, 30 settembre 2004, Giancristofaro, m. 229435).

  2. - Il contrasto di giurisprudenza denunciato dalla sesta sezione penale di questa Corte deve trovare la sua soluzione in una corretta interpretazione dell'art. 484 c.p.p., che, nella stessa successione dei suoi tre commi, scandisce l'ordine degli atti da compiere prima della dichiarazione di apertura del dibattimento a norma dell'art. 492.

    Stabilisce dunque l'art. 484 comma 1 c.p.p. che, prima di dare inizio al dibattimento, il presidente del collegio giudicante, o quando sia il caso il giudice monocratico, controlla innanzitutto la regolare costituzione delle parti. E poiché la partecipazione del difensore al dibattimento di merito è necessaria, l'art. 484 comma 2 c.p.p. aggiunge che in caso di sua assenza deve essere subito designato un sostituto a norma dell'art. 97 comma 4. In mancanza di un difensore, infatti, l'imputato, pur presente, non è regolarmente costituito.

    Solo dopo la designazione del sostituto del difensore assente può pertanto aprirsi il procedimento incidentale previsto dagli artt. 420 bis e ss. c.p.p., cui rinvia solo il terzo comma dell'art. 484 c.p.p., per la verifica delle ragioni dell'assenza del difensore ed eventualmente dello stesso imputato, ai fini dell'accertamento dei presupposti di una dichiarazione di contumacia.

    Né la decisione sull'eventuale richiesta di rinvio per l'impedimento rappresentato dal difensore assente né la dichiarazione di contumacia, dunque, sono possibili senza la previa designazione del sostituto del difensore.

    Sulla richiesta di rinvio per impedimento del difensore, infatti, deve essere sentito, oltre al pubblico ministero, anche l'imputato eventualmente presente, perché, secondo quanto prevede l'art. 420 ter comma 5 c.p.p., l'imputato può chiedere che si proceda in assenza del difensore pur legittimamente impedito. E comunque la rappresentazione di un impedimento da parte del difensore non comporta un rinvio automatico del dibattimento, perché occorre preliminarmente accertare almeno che l'imputato non sia assistito anche da altro difensore e soprattutto che l'impedimento sia stato tempestivamente comunicato. Sicché sui presupposti della decisione deve aprirsi il contraddittorio tra le parti, vale a dire tra il pubblico ministero e il sostituto designato per il difensore assente.

    Un analogo contraddittorio è del resto necessario che si apra anche prima della decisione sull'effettiva rilevanza dell'impedimento a comparire eventualmente prospettato dall'imputato; e comunque prima dell'eventuale dichiarazione della sua contumacia. Nella giurisprudenza di questa Corte è sostanzialmente indiscusso infatti che «la dichiarazione di contumacia non può essere validamente pronunciata se il giudice non provvede preliminarmente a sentire le parti» (Cass., sez. V, 27 gennaio 2005, Grazia, m. 231489; Cass., sez. III, 7 maggio 1998, Di Leo, m. 211530). Sicché, ai fini della dichiarazione di contumacia, va preliminarmente sentito anche il sostituto designato per il difensore eventualmente assente.

    Rimane certo da stabilire quale delle due decisioni debba avere la precedenza: se la decisione sull'impedimento addotto dal difensore assente ovvero l'eventuale dichiarazione di contumacia dell'imputato. Ma, come s'è già anticipato, è l'art. 420 ter comma 5 c.p.p. a fornire una risposta inequivocabile a questo interrogativo, laddove stabilisce che l'imputato può chiedere che si proceda in assenza del difensore impedito.

    Sicché, come risulta anche dalla successione delle disposizioni dell'art. 420 ter c.p.p., ove impedimenti a comparire fossero addotti sia dall'imputato sia dal suo difensore, risulterebbe preliminare la decisione sulla richiesta dell'imputato, il cui accoglimento renderebbe evidentemente irrilevante la richiesta del difensore.

    Si deve allora concludere con l'enunciazione del seguente principio di diritto.

    Nel caso di assenza in dibattimento sia dell'imputato sia del difensore risulta preliminare la decisione sull'effettiva rilevanza dell'impedimento a comparire eventualmente prospettato dall'imputato e comunque l'eventuale dichiarazione della sua contumacia, cui il giudice deve provvedere sentito il pubblico ministero e il sostituto...

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