Giudice di Pace Civile di Trapani 11 giugno 2018

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Arch. giur. circ. ass. e resp. 10/2018
Merito
GIUDICE DI PACE CIVILE DI TRAPANI
11 GIUGNO 2018
EST. VITALE – RIC. C.R. C. PREFETTURA DI TRAPANI
Depenalizzazione y Applicazione delle sanzioni y
Cartella esattoriale y Opposizione y Sanzione pecu-
niaria relativa a violazioni del Codice della strada
y Pagamento in misura ridotta effettuato mediante
bonifico y Entro due giorni dalla data di scadenza
del pagamento y Estinzione dell’obbligazione pecu-
niaria y Sussistenza y Conseguenze.
. Il pagamento in misura ridotta della sanzione pe-
cuniaria relativa a violazioni del Codice della strada
effettuato mediante bonifico, di cui sia stata fornita
documentazione probatoria, estingue l’obbligazione pe-
cuniaria relativa se avviene entro due giorni dalla data
di scadenza del pagamento, così come disposto dall’art.
17 quinquies del D.L. 14 febbraio 2016. (Sulla base di
questo principio il Giudice ha annullato la cartella di
pagamento condannando le parti opposte alla rifusione
delle spese di giudizio in favore dell’opponente) (nuovo
c.s., art. 202; d.p.r. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 387;
d.l. 14 febbraio 2016, n. 18, art. 17 quinquies) (1)
(1) Si richiama, per opportuna conoscenza, Corte cost. 12 aprile 2017,
n. 79, in questa Rivista 2017, 391, che ha dichiarato manifestamente
inammissibile, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., la questione di legit-
timità dell’art. 202, comma 2, c.d.s., nella parte in cui, pur prevedendo il
bonifico bancario tra le possibili modalità di pagamento delle sanzioni
amministrative pecuniarie, non contiene alcuna previsione in ordine
all’effetto solutorio in caso di pagamento effettuato con tale mezzo.
In genere, nel senso che il pagamento in misura ridotta è consenti-
to, ai sensi dell’art. 202, comma 1, del codice stesso, entro i sessanta
giorni dalla contestazione. Pertanto, ove l’adempimento avvenga in
data successiva allo spirare del termine indicato, il verbale costituisce
titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della san-
zione, a norma dell’art. 203, comma 3, del medesimo codice, mentre la
somma pagata in ritardo va trattenuta come acconto sul totale; si veda
Cass. civ. 5 giugno 2018, n. 14368, pubblicata in questo stesso fascicolo.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso del 18 gennaio 2018 il sig. C.R. impugna-
va la cartella esattoriale n. (omissis) della Riscossione
Sicilia Spa, recante a titolo di sanzione amministrativa
pecuniaria l’importo di € 416,85, di cui risulta ente credi-
tore Prefettura di Trapani a seguito dell’iscrizione a ruolo
del verbale di contestazione elevato il 7 ottobre 2015 dalla
Polstrada di Trapani n. (omissis), e notificato in data 7
novembre 2015.
A tale riguardo, l’opponente chiedeva l’annullamento
dell’atto impugnato, eccependo l’estinzione dell’obbliga-
zione pecuniaria per via del pagamento, in misura ridotta,
della sanzione amministrativa pecuniaria, nei termini di
legge: in tal senso produceva, in originale, copia del bonifi-
co di € 301,23 effettuato in data 11 gennaio 2016, accredi-
tato in data 13 gennaio 2016.
Contumaci le controparti opposte, la causa veniva po-
sta in decisione.
Va anzitutto precisato che nel procedimento di oppo-
sizione a sanzione amministrativa, di cui all’art. 22 della
Legge 689/81, così come nell’ordinario processo civile, vige
il principio dell’onere della prova a carico delle parti in
causa, onere disciplinato dagli artt. 2697 e ss. c.c..
Nella causa che ci occupa, il ricorrente ha spiegato le
sue legittime difese nell’atto di opposizione, producendo
all’uopo adeguata documentazione probatoria, da cui ri-
sulta il pagamento nei termini di legge (60 giorni dalla
notifica del verbale), in misura ridotta, della sanzione am-
ministrativa pecuniaria.
All’uopo, va poi evidenziato che la legge 8 aprile 2016,
n. 49 (di conversione del decreto-legge 14 febbraio 2016,
n. 18, all’art. 17-quinquies (“Strumenti bancari di paga-
mento”) dispone che “il primo e il secondo periodo del
comma 1 dell’articolo 202 del codice della strada, di cui
al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (secondo cui
“il trasgressore è ammesso a pagare, entrosessanta giorni
dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari
al minimo fissato dalle singole norme. Il trasgressore può
corrispondere la somma dovuta…se l’amministrazione lo
prevede…mediante strumenti di pagamento elettronico”)
si interpretano nel senso che, per i pagamenti diversi da
quelli in contanti o tramite conto corrente postale, l’effetto
liberatorio del pagamento si produce se l’accredito a favore
dell’amministrazione avviene entro due giorni dalla data di
scadenza del pagamento” (come nel caso di specie).
Orbene, il pagamento della sanzione costituisce uno dei
modi di estinzione dell’obbligazione da illecito (il c.d. “adem-
pimento”), purché connotato dei caratteri della tempestività
(rispetto al termine massimo, perentorio, fissato) e dell’e-
saustività (rispetto all’intera somma dovuta): in tal caso, la
relativa ricevuta a titolo di attestazione del pagamento ha
effetto liberatorio ai sensi dell’art. 387 comma 1 Reg. c.d.s..
Alla luce delle suesposte considerazioni, va dunque
accolta l’opposizione di che trattasi, in quanto giuridica-
mente fondata.
Le spese di lite seguono la soccombenza e si determi-
nano, in via equitativa, nell’importo di € 43,00 (pari al rim-
borso del contributo unificato) in favore dell’opponente.
(Omissis)

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