Crisi e diritto del lavoro: frammenti di riflessione a proposito di metodo e funzioni

AutoreAurora Vimercati
Pagine331-338
Crisi e diritto del lavoro:
frammenti di riflessione a proposito di metodo
e funzioni
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“Il ruolo per così dire garantista svolto dal diritto del lavoro in tem-
pi di prosperità parrebbe compromesso dalla incapacità dei meccanismi
giuridici di integrarsi con le esigenze emergenti del mercato (…) il model-
lo di diritto del lavoro tradizionale si situa nell’ordinamento giuridico con
il suo arsenale di armi difensive – e con una tecnica assistenziale – per la
sola tutela dei lavoratori occupati.
Si manifesta allora, in tutta la sua ampiezza la crisi di un model-
lo classico di diritto del lavoro in generale e dei rapporti collettivi in
particolare (…) è la stessa funzione del diritto del lavoro che muta (…)
non più disciplina di tutela del lavoratore, ma (…) strumento di politica
economica talvolta piegato ad obiettivi di ‘tenuta’ del sistema industriale
nel suo complesso” (B. Veneziani, Stato e autonomia collettiva, Cacucci,
Bari, 1992, pp. 48-49).
1. Perché un giurista, un giurista del lavoro, pratica o dovrebbe praticare il
metodo della comparazione? Perché, poi, dedicare proprio alla dimensione dei
rapporti collettivi una parte più o meno importante dell’analisi comparata, ben
consapevole dell’ammonimento di Kahn-Freund sulle insidie della comparazio-
ne in un ambito delle relazioni sociali ad alta sensibilità politica, nel quale si gio-
cano partite rilevanti, se non decisive, per la denizione o la trasformazione degli
equilibri di potere in un dato assetto sociale? È, forse, questa scelta, determinata
– o solo favorita – da circostanze spazio-temporali, venute meno le quali scema
l’interesse e altri percorsi e metodi di indagine si impongono o si preferiscono?
Sono domande retoriche e le risposte – varie e note – sono sparse nella va-
sta produzione scientica che, con non casuale allusione ad un’opera recente
e poderosa, ha caratterizzato “Il diritto del lavoro nell’Italia repubblicana” (il
riferimento è al volume curato da I 2008).
Tuttavia, se è vero che, a volte, le domande possono essere importanti – ad-
dirittura più delle risposte o a prescindere da queste –, può valere la pena (ripro)
porle, anche solo perché offrono l’occasione per insistere su talune tradizionali
questioni di metodo e di contenuto che costituiscono parte integrante dello sta-
tuto epistemologico, oltre che accademico, del Diritto del lavoro e ancora ne
testimoniano fermenti e tormenti.

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